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Dopo l'entrata in guerra degli [[Stati Uniti]] a seguito dell'[[attacco di Pearl Harbor|attacco giapponese a Pearl Harbor]] il 7 dicembre 1941, Churchill si affrettò a recarsi a [[Washington]] per incontrare il presidente [[Franklin Roosevelt]] e coordinare la pianificazione degli stati maggiori anglo-sassoni. Dopo una serie di colloqui approfonditi tra i dirigenti politico-militari delle due nazioni il 12 gennaio 1942 venne concordato che l'[[United States Army|esercito americano]], in fase di forte espansione numerica e organizzativa, avrebbe partecipato all'invasione del Nordafrica francese. Le notizie del fronte libico apparivano buone dopo il successo dell'operazione Crusader e la ritirata italo-tedesca dalla [[Cirenaica]], e gli "Stati maggiori combinati" programmarono lo sbarco in Algeria e Marocco per il 15 aprile 1942; l'invasione, ridenominata [[operazione Super-Gymnast]], prevedeva il concorso di tre divisioni britanniche e tre divisioni statunitensi<ref>E. Bauer, ''Storia controversa della seconda guerra mondiale'', vol. IV, pp. 32-33.</ref>.
{{Tripla immagine|left|General of the Army Dwight D. Eisenhower 1947.jpg|140|Carl Spaatz.jpg|140|Career of Admiral Sir Andrew Cunningham A9760.jpg|140|Il generale [[Dwight Eisenhower]]|Il generale [[Carl Spaatz]]|L'ammiraglio [[Andrew Cunningham]]}}
L'inattesa controffensiva del generale Rommel in Libia nel gennaio 1942 e la grave sconfitta subita dall'esercito britannico, sconvolsero però completamente l'accurata pianificazione anglo-americana: il generale Auchinleck ripiegò fino alla linea difensiva di Gazala a ovest di [[Tobruk]], l'operazione Acrobat dovette essere abbandonata, e l'operazione Super-Gymnast venne rinviata ''sine die''. Nell'aprile 1942 il generale [[George Marshall]], capo di stato maggiore generale americanostatunitense, si recò in [[Gran Bretagna]] per presentare un piano di operazioni globale che prevedeva la rinuncia alla campagna in Nordafrica e la pronta apertura di un [[secondo fronte]] in [[Europa]] con un grande sbarco anglo-americano in [[Francia]] già nel 1942<ref>E. Bauer, ''Storia controversa della seconda guerra mondiale'', vol. IV, pp. 176-178.</ref>.
 
Churchill e i capi di stato maggiore britannici, in particolare il generale [[Alan Brooke]], non condividevano completamente il piano di operazioni presentato dal generale Marshall; in particolare ritenevano prematuro e rischioso uno sbarco in Europa, essi consideravano invece essenziale impedire una vittoria dell'Asse in Nordafrica. Per molte settimane accese discussioni si svolsero tra i dirigenti anglo-americani, mentre la situazione dell'esercito britannico in Libia diveniva ancora più critica; infine a giugno 1942 durante un nuovo viaggio di Churchill negli Stati Uniti, venne deciso di rinunciare alla cosiddetta [[operazione Sledgehammer]], lo sbarco in Francia, ed anche all'inutile [[operazione Jupiter]], uno sbarco in [[Norvegia]]. Il presidente Roosevelt era tuttavia deciso a far entrare in combattimento contro la Germania entro il 1942 le nuove divisioni americane in preparazione per essere trasferite in Gran Bretagna, e quindi gli stati maggiori ritornarono a studiare il progetto di sbarco in Nordafrica. Dopo nuove discussioni, infine i capi anglo-americani conclusero un accordo il 24 luglio 1942 che prevedeva di effettuare l'operazione Super-Gymnast, ridenominata "operazione Torch", entro il 30 ottobre 1942 con il concorso decisivo di truppe americane e sotto il comando di un generale statunitense<ref>E. Bauer, ''Storia controversa della seconda guerra mondiale'', vol. IV, pp. 182-186.</ref>.