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Anatomista, fisiologo, botanico, si dedicò anche alla letteratura e all'antiquaria.
 
In campo anatomico il suo nome è legato alla descrizione delle strie longitudinali mediali del [[corpo calloso]], i “nervi di Lancisi”, al “segno di Lancisi”, un particolare tipo di pulsazione nel polso giugulare, presente in casi di attacco cardiaco, e alla edizione delle ''Tabulae anatomicae'' di [[Bartolomeo Eustachio]]([[1714]]). Pubblicò anche la ''Metallotheca'' di [[Michele Mercati]] ([[1717]]), alla quale si erano interessati anche [[Carlo Dati]] ed [[Ottavio Falconieri]].
 
Tra le opere di medicina di Lancisi si ricordano il ''De subitaneis mortibus'' ([[1707]]), la ''Dissertatio de recta medicorum studiorum ratione instituenda'' ([[1715]]), e il postumo ''De motu cordis et aneurysmatibus'' ([[1728]]), con il quale contribuì allo sviluppo della fisiopatologia cardiocircolatoria, distinguendo l'ipertrofia dalla dilatazione del cuore e studiando l'origine degli aneurismi.
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