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=== Il periodo bellico e la resistenza ===
Nel marzo-aprile [[1943]], prima della caduta di Mussolini, al [[Italia Settentrionale|nord]] vi erano stati degli scioperi contro il regime. Dopo l'arresto di Mussolini, il [[Governo Badoglio I|nuovo Governo Badoglio]] commissariò le vecchie strutture sindacali fasciste: così [[Bruno Buozzi]] divenne il nuovo Commissario dei sindacati dell'Industria, [[Achille Grandi]] dei sindacati dell'Agricoltura mentre a [[Giuseppe Di Vittorio]] era stata affidata l'organizzazione dei braccianti. Dopo l'8 settembre, a seguito della nascita della [[Repubblica Sociale Italiana]], iniziò la [[Resistenza italiana|Resistenza partigiana]] contro il [[nazifascismo]]. Un valido contributo alla lotta di Liberazione venne anche dai lavoratori che organizzarono degli scioperi nel novembre-dicembre 1943 e nel marzo e nel giugno 1944, in quelle occasioni migliaia di operai furono deportati nei campi di lavoro e di concentramento tedeschi. In alcuni casi costituirono delle brigate partigiane, come la [[Brigata Proletaria]] costituita dagli operai dei [[Fincantieri|Cantieri Riuniti dell'Adriatico]] di [[Monfalcone]].
Mentre al nord si intensificava il movimento resistenziale, al sud, anche grazie all'occupazione da parte degli [[Alleati della seconda guerra mondiale|Alleati]], riprese l’attività politica e sindacale, favorendo la ricostituzione delle Camere del Lavoro, che a Napoli avvenne subito dopo le “[[Quattro giornate di Napoli|quattro giornate]]” (28 settembre - 1º ottobre 1943).
 
Nel novembre 1943, fu indetto a [[Napoli]] un Convegno che costituì il ''Segretariato Meridionale della Confederazione Generale del Lavoro'' e nominò un Comitato direttivo provvisorio, composto da [[Enrico Russo]], segretario generale, [[Vincenzo Iorio]] e [[Vincenzo Gallo]] per il [[Partito Comunista Italiano]], [[Vincenzo Bosso]] e [[Nicola Di Bartolomeo]], [[Antonio Armino]] e [[Dino Gentili]] per il [[Partito d'Azione]] (Pd’A). Il 20 febbraio 1944, ripresero le pubblicazioni dello storico giornale della CGL, ''[[Battaglie Sindacali]]'', che ebbe come redattore capo il professor [[Libero Villone]], anch’egli comunista dissidente.
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