Differenze tra le versioni di "Giuseppina Strepponi"

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==Biografia==
===I primi anni===
Figlia di una famiglia di musicisti, Giuseppina Strepponi (detta famigliarmente ''Peppina'') nacque a [[Lodi]], figlia primogenita dei cinque figli di Rosa Cornalba e di [[Feliciano Strepponi]] (1797–1832), il quale era organista al [[Duomo di Monza]] ed un modesto compositore d'opera che divenne poi assistente del direttore del [[Teatro GrandeVerdi (Trieste)|Teatro Grande]] di [[Trieste]]. Appassionata di musica in famiglia, le prime lezioni le pervennero direttamente dal padre che la focalizzò essenzialmente allo studio del [[pianoforte]]. Dopo la morte del genitore nel [[1832]] a causa di un'[[encefalite]], studiò canto come soprano e pianoforte al [[Conservatorio di Milano]] ove sul finire dell'anno [[1834]] ottenne il primo premio per il [[bel cantobelcanto]].
 
===La carriera come cantante d'opera===
Successivamente cantò per alcuni anni sia in [[Italia settentrionaleSettentrionale]], che in [[Austria]]. Debuttò ad [[Adria]] nel dicembre 1834 in ''[[Chiara di Rosembergh]]'' di [[Luigi Ricci]]. Ottenne il primo trionfo al [[Teatro GrandeVerdi (Trieste)|Teatro Grande]] di [[Trieste]] nel [[1835]] in ''[[Matilde di Shabran]]'' di [[Gioachino Rossini]]. Nell'occasione si fece notare dall'impresario [[Bartolomeo Merelli]], che la favorì nella sua crescita di talento procurandole numerosi ingaggi in [[Italia]]. Nell'estate del [[1835]] la Strepponi fu a [[Vienna]] per ricoprire il ruolo di Adalgisa nella ''[[Norma (opera)|Norma]]'' di Bellini e fu poi Amina ne ''[[La sonnambula]]'' sempre di Bellini al [[Theater am Kärntnertor]] di [[Vienna]] dove venne largamente apprezzata sia dal pubblico che dalla critica. Pur avendo molto talento, non canterà più al di fuori dell'Italia dal [[1835]].
[[Image:Giuseppina Strepponi-Verdi.jpg|thumb|left|Giuseppina Strepponi in un ritratto del [[1845]] circa con una partitura del ''[[Nabucco]]'' di Verdi]]
Poco dopo il suo ritorno in [[Italia]] nel [[1836]], Giuseppina Strepponi iniziò una relazione col tenore [[Napoleone Moriani]], che porterà poi alla nascita di due figli illegittimi. Moriani e la Strepponi fecero coppia fissa per qualche anno poi Giuseppina decise di legarsi a [[Bartolomeo Merelli]], impresario della [[Teatro alla Scala|Scala]], nei primi anni '40 dell'Ottocento.
La sua relazione con Merelli ebbe per risultato un altro figlio illegittimo che però non superò l'infanzia.<ref name=Riemens>{{Cita libro | cognome= Kutsch |nome= K. J. |coautori=Riemens, Leo | titolo=A concise biographical dictionary of singers: from the beginning of recorded sound to the present. Translated from German, expanded and annotated by Harry Earl Jones. |editore= Chilton Book Company | città=Philadelphia |anno=1969 |isbn=0-8019-5516-5 | pagine=487pp}}</ref> Durante questi anni, nel [[1836]] cantò al [[LaGran Fenice|Teatro La Fenice]] di [[Venezia]] nel ruolo di Ninetta ne ''[[La gazza ladra]]'' di [[Gioachino Rossini|Rossini]], divenendo poi Elvira ne ''[[I puritani]]'' di [[Vincenzo Bellini|Bellini]] e la protagonista Angelina de ''[[La Cenerentola]]'' di Rossini.
L'anno successivo rappresentò nuovamente il ruolo di Elvira e poi quello di Eena nel ''[[Marino Faliero]]'' di Donizetti, divenendo per lui anche protagonista nella ''[[Lucia di Lammermoor]]'' che si tenne nel [[1838]] al [[Teatro comunale (Bologna)|Teatro Comunale di Bologna]] e poi a [[Roma]].
 
Nel [[1838]] ella cantò nuovamente come protagonista della ''[[Maria dide Rudenz]]'' di Donizetti, nella ''[[Beatrice di Tenda (dramma)|Beatrice di Tenda]]'' di Bellini e nella ''[[Caterina di Guisa]]'' di [[Carlo Coccia]] all'[[Teatri_storici_di_Livorno#Il_Teatro_degli_Avvalorati|Imperial Regio Teatro degli Avvalorati]] presso [[Livorno]].
Nel [[1839]] è Elvira ne [[Le due illustri rivali]] di Mercadante con [[CarolinaCaroline UngherUnger]] e Moriani a Venezia e fece il proprio debutto al [[Teatro alla Scala]] di [[Milano]] rimpiazzando [[Antonietta Marini-Rainieri]] che si trovava ad essere ammalata proprio alla prima della rappresentazione dell'''[[Oberto]]'' di [[Giuseppe Verdi]], nella quale interpretò il ruolo di Leonora.
La performance della Strepponi venne considerata già all'epoca come uno dei motivi per cui l'opera riuscì ad eccellere ed il motivo per cui ella stessa venne scelta in quegli anni per altri ruoli come quello di Elaisa ne ''[[Il giuramento (opera)|Il giuramento]]'' di [[Saverio Mercadante]], di Adina ne ''[[L'elisir d'amore]]'' di Donizetti e di Sandrina ne ''[[Un'avventura di Scaramuccia]]'' di [[Luigi Ricci]].<ref name=Riemens/>
 
Giuseppina Strepponi mantenne la sua popolarità anche negli anni '40 dell'Ottocento recitando come protagonista nell'opera ''[[Adelia (opera)|Adelia]]'' di Donizetti nel [[1841]] al [[Teatro Tordinona|Teatro Apollo]] di [[Roma]], ruolo appositamente scritto dal compositore per lei.
Contemporaneamente la Strepponi iniziò a frequentare assiduamente [[Giuseppe Verdi]] (da poco rimasto vedovo della prima moglie, [[Margherita Barezzi]]) interpretando alcune delle sue opere più famose. Ella fu Abigaille alla ''première'' del ''[[Nabucco]]'' di Verdi alla La Scala nel [[1842]].
Riprese poi il ruolo di Abigaille in molti altri teatri italiani nell'anno successivo, tra cui nelle celebri esibizioni al [[Teatro Regio (Parma)|Teatro Regio di Parma]] ed al Teatro Comunale di Bologna.
Nel [[1843]] ella ottenne il ruolo di Elisabetta nel ''[[Roberto Devereux]]'' di Donizetti e di Imogene ne ''[[Il pirata]]'' di Bellini a [[Bologna]]. Sempre nel medesimo periodo la Strepponi fu protagonista di rappresentazioni della ''[[Norma (opera)|Norma]]'' di Bellini, fu la Marchesa del Poggio in ''[[Un giorno di regno]]'' di Verdi e nuovamente protagonista nella ''[[Saffò]]'' di [[Giovanni Pacini]].<ref name=Riemens/>
 
===La relazione, il matrimonio ed i primi anni della "Signora Verdi"===
[[Image:Giuseppina Strepponi3.jpg|thumb|left|Giuseppina Strepponi in un ritratto del 1865]]
Nell'ottobre del [[1846]] la Strepponi si trasferì a [[Parigi]] ove divenne insegnante di canto, dedicandosi talvolta ad apparizioni nella [[Théâtre de la comédie italienne|Comédie-Italienneitalienne]], che ad ogni modo non vennero degnamente recepite dal pubblico. Verdi si recò in [[Francia]] nell'estate del [[1847]] quando di fatto iniziarono una relazione sentimentale più stabile, premessa di un rapporto destinato a durare per mezzo secolo. Nel 1849, rientrati per brevi periodi in Italia, i stabilirono a Busseto, nel Palazzo Dordoni-Cavalli acquistato quattro anni prima da Verdi in pieno centro, anche se la convivenza fu turbata dall'ostilità dei bussetani verso la Strepponi che ritenevano la loro convivenza immorale. Dopo una convivenza di dieci anni i due si sposeranno il 20 agosto [[1859]] a [[Collonges-sous-Salève]], piccola cittadina dell'[[Alta Savoia]]. La scelta del piccolo borgo savoiardo era dovuta essenzialmente ad una serie di motivazioni: innanzitutto il territorio era compreso nei domini dei Savoia il che rifletteva la convinzione politica di Verdi secondo il quale il metodo per unire l'Italia fosse quello di dare spazio alla casa regnante del Regno di Piemonte-Sardegna perché l'opzione repubblicana di Mazzini si era resa ormai impraticabile fattualmente. Il secondo motivo era strettamente personale e legato alla Strepponi, che Verdi desiderava proteggere dalle malelingue di [[Busseto]] cercando perciò un posto appartato dove sposarsi. La terza motivazione era di carattere burocratico in quanto per le leggi dello stato piemontese, il matrimonio religioso aveva anche valore civile, il che avrebbe evitato a Verdi la celebrazione di un secondo matrimonio nel municipio della sua residenza. Nel 1851 la coppia si trasferì nella tenuta di Sant'Agata, frazione di [[Villanova sull'Arda]] (oggi in [[provincia di Piacenza]]).
 
Il 24 novembre 1861 Verdi partì per la [[Russia]] con la moglie per poi tornare a [[Parigi]] nel marzo dell'anno successivo dal momento che a causa di una malattia della prima donna della compagnia, Emma La Grua, la rappresentazione era stata rinviata. In settembre la coppia ripartì nuovamente alla volta della Russia, arrivarono a San Pietroburgo il giorno 24, ove la rappresentazione fu un successo, malgrado le critiche di alcuni tradizionalisti.
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