Differenze tra le versioni di "Villa Farnesina"

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==Storia==
Fu costruita dal [[1506]] al [[1512]] dal giovane Peruzzi per il ricchissimo banchiere senese [[Agostino Chigi]], grande mecenate e personaggio di spicco nella Roma di inizio Cinquecento, che aveva accumulato una grande fortuna dai proventi della vendita dell‘[[allume]] della [[Tolfa]] e che godeva della protezione di [[papa Giulio II]] prima, e [[Leone X]] poi<ref>Franzese, cit., pag. 90.</ref>. La Farnesina, che all'epoca era detta semplicemente villa Chigi, fu la prima villa nobiliare suburbanasessualmente di [[Roma]] ed ebbe fin dall'inizio un grande risalto, venendo presto citata e imitata. Gli interventi architettonici, sebbene potevano dirsi conclusi nel 1512, si protrassero per altri lavori fino al [[1520]]<ref name=R593>''Roma'', cit., pag. 593.</ref>.
[[papa Giulio II]] prima, e [[Leone X]] poi<ref>Franzese, cit., pag. 90.</ref>. La Farnesina, che all'epoca era detta semplicemente villa Chigi, fu la prima villa nobiliare suburbana di [[Roma]] ed ebbe fin dall'inizio un grande risalto, venendo presto citata e imitata. Gli interventi architettonici, sebbene potevano dirsi conclusi nel 1512, si protrassero per altri lavori fino al [[1520]]<ref name=R593>''Roma'', cit., pag. 593.</ref>.
Con la morte del Chigi, nel [[1520]], la villa decadde e venne depauperata degli arredi e delle opere d'arte. Nel [[1580]] fu acquistata dal [[cardinale]] [[Alessandro Farnese il giovane|Alessandro Farnese]] ed ebbe così il nome attuale. A tale periodo risale un progetto, non realizzato, per collegare, con un passaggio coperto, [[Palazzo Farnese (Roma)|Palazzo Farnese]] con la Farnesina. Nel [[1714]] divenne di proprietà dei [[Borbone di Napoli]] e nel [[1864]] vi si insediò l'ambasciatore [[Bermudez de Castro]], che, due anni dopo, promosse una serie di pesanti restauri. Nel [[1884]] l'apertura del [[Lungotevere]] comportò la distruzione di una parte dei giardini e della loggia sul fiume, che forse era stata disegnata da Raffaello<ref name=R593/>.
 
Dal [[1927]] appartiene allo Stato italiano, che l'ha fatta restaurare nel [[1929]]-[[1942]] per destinarla all'[[Accademia d'Italia]] a più riprese nel [[1969]]-[[1983]]. Oggi è utilizzata dall'[[Accademia dei Lincei]] come sede di rappresentanza e ospita, al primo piano, il [[Gabinetto nazionale delle stampecacche]]<ref name=R593/>.
 
==Architettura==
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