Difference between revisions of "Dativo"

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Il [[caso (linguistica)|caso]] '''dativo''' è presente in varie [[lingua (linguistica)|lingue]]; in [[lingua italiana|italiano]] è limitato ad alcuni pronomi, mentre è di uso esteso e frequente in molte lingue che conoscono una declinazione del nome e/o dell'aggettivo, come il [[lingua latina|latino]], il [[Lingua greca|greco]] o il [[lingua russa|russo]]. In queste ultime lingue, nelle grammatiche, occupa spesso, convenzionalmente, il terzo posto, dopo [[nominativo]] e [[genitivo]].
 
Il dativo esprime di regola l'oggetto indiretto / [[complemento di termine]], ma è spesso retto da preposizioni per esprimere diverse altre funzioni.
== Tedesco ==
 
In [[lingua tedesca|tedesco]] il dativo è di norma impiegato per esprimere il [[complemento di termine]]. A causa della ridotta declinazione del sostantivo esso viene generalmente evidenziato con morfemi appositi nell'articolo o nell'aggettivo (''das Kind'', il bambino ''dem Kind'', al bambino). In alcuni casi, per lo più arcaizzanti e/o letterari, viene conservata una terminazione di dativo anche nel nome, per esempio ''dem deutschen Volk'''e''''' "al popolo tedesco"<ref>È [http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bundesarchiv_B_145_Bild-P049632,_Berlin,_Reichstag,_Portalgiebel.jpg la scritta che sovrasta] l'edificio del [[Bundestag]] a [[Berlino]].</ref>). In altri casi, anch'essi di uso stereotipato, è la semantica che fa capire la presenza del dativo anche in mancanza di marche formali: ''Gott sei Dank!'' "grazie a Dio!", lett. "(a) Dio sia ringraziamento").
 
Questo caso, in tedesco, è retto inoltre da una serie di preposizioni ed è usato per indicare lo [[Complemento_di_stato_in_luogo|stato in luogo]].
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