Differenze tra le versioni di "Menadi"

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Il racconto termina con l'intervento di [[Hermes]] che tramuta le donne, ormai diventate incontenibili ''Baccanti'', in tre uccelli notturni (pipistrello, civetta e gufo)<ref>http://www.miti3000.it/mito/mito/greca_p.htm</ref>.
 
Vestite di [[nebris]] o altre pelli animali, con in testa una corona di edera o quercia o abete, esse celebravano il dio cantando, danzando e vagando come animali per monti e foreste. Solitamente agitavano il tirso, cioè una picca avviluppata dall'edera sulla sommità (vedi, ad esempio il verso "danzar, vibrar, squassare il tirso bacchico" delle ''[[Le Baccanti (Euripide)|Le Baccanti]]'' di [[Euripide]]). Catullo scrive (Carmina, LXIV, 255) che le Baccanti invocavano il dio al grido di "Euhoe Bacche".
Praticavano lo sparagmòs[σπαραγμός], cioè squartavano gli animali per poi mangiare la carne cruda ([[omofagia]]).
Solitamente agitavano il tirso, cioè una picca avviluppata dall'edera sulla sommità (vedi, ad esempio il verso "danzar, vibrar, squassare il tirso bacchico" delle ''[[Le Baccanti (Euripide)|Le Baccanti]]'' di [[Euripide]]). Catullo scrive (Carmina, LXIV, 255) che le Baccanti invocavano il dio al grido di "Euhoe Bacche".
 
La [[mitologia greca]] racconta che le Menadi accompagnavano il dio Dioniso nei suoi viaggi, costituendo anche un reparto del suo esercito nel suo viaggio in [[India]].
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