Discussioni utente:Pèter: differenze tra le versioni

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:Noto che tendi a riferimenti giuridici nel tuo esporre. Per carità, lo fai con molta proprietà, questo sì, ma forse è la mentalità con cui comunitariamente ci accostiamo alle materie di cui stiamo parlando che non è così "legalese" (all'inglese). Proseguendo in ciò che avevo accennato in UP, oltre a non avere un sistema "penale" qui abbiamo l'anti-norma per eccellenza, l'ignora le regole, e ne abbiamo addirittura fatto un pilastro. Sicuramente in ogni aggregazione umana c'è un sistema di regole, [[ubi societas, ibi ius]], succede ogniqualvolta vi siano due o più persone a interagire che nascano anche spontaneamente delle regole; e noi le abbiamo. Ma, come in tutti i sistemi non balordi, le norme ci servono per convivere, non ci siamo riuniti a convivere per ossequiare delle norme. Il codice della strada ci permette di uscire con la ragazza o il ragazzo per andare a divertirci, non usciamo in macchina con la ragazza per andare a fermarci insieme con la faccia seria a qualche semaforo rosso. Al massimo è per fermarsi con la faccia molto meno seria in qualche angolo poco illuminato, anche in divieto di sosta :-) E così è qui. Le regole di convivenza ci servono, ma non sono uno scopo, né sono il metro di valutazione della nostra convivenza. Stiamo facendo dell'altro, ed è un "altro" molto più importante delle liturgie giuridiche. Quello che è successo non ha un significato "regolamentare", lìberati da questo schema: è successo qualcosa di grave - adesso non ci ritorniamo ma che fosse grave dovrebbe essere oggettivo. La risposta non è stata "la pena è tot scudisciate, tot pateravegloria e tot giorni chiuso nello sgabuzzino in meditazione". La risposta è stata "adesso è chiaro cos'è che dà fastidio, ma se non deve più succedere non c'è problema, dai, dimentichiamo". Certo che se qualcuno poi ci costringe a ricordare, il fastidio torna subito indietro con gli interessi e nessuno è qui per essere infastidito. Ma appunto non abbiamo ricominciato per "ricordare", quindi non c'è nulla di giuridico che debba esser soppesato con la bilancia della "giustizia". Non sei in libertà vigilata, non hai un braccialetto elettronico, hai semplicemente ricevuto un'indicazione forte e solenne: "non si può fare, non rifarlo". Ricominciando in questi termini sei in una condizione di perfetta uguaglianza, tu non farai ciò che non si può e altri non faranno a te ciò che non si può. Ma se qualcuno lo facesse, nessuno sarebbe punito per aver "commesso un reato", semplicemente verrebbe impedito a chiunque, a te come a chiunque altro, di continuare a nuocere. E non perché faccia danno a te, o a chiunque altro, ma perché dandoti fastidio ti disturba e ti impedisce di fare bene ciò che sei qui per fare o ciò che gli altri sono qui per fare. E' questo il punto della parità cui ho fatto riferimento in UP. E può pure portare ad apparenti sperequazioni: in tanti anni qualcuna me ne hanno detto, più o meno sgradevolmente ([[Discussioni utente:Senza nome.txt/Albo d'Oro|qui]] ne ho raccolto qualcuna amena e riferibile, ma dopo un po' non ci ho più fatto caso :-), ma siccome in concreto non mi ha mai disturbato al punto da distogliermi da ciò che volevo fare, non ho mai voluto segnalare nessuno per scontri diretti (controlla pure), e magari chi mi veniva addosso con insulti o altro non veniva nemmeno bloccato, tanto comunque non mi smuoveva d'un millimetro e quindi problemi non ne potevano sorgere. E lo stesso accade anche a diversi altri, anche se non posso far nomi. Potrei in teoria recriminare: "ma per molto meno chi insulta altri lo bloccate", ma in pratica mi risponderebbero con ulteriori male parole, sia pur per scherzo, e prendendoci anche gusto :-) Sperequazione? Iniquità? No, semplicemente non siamo "legalisti". Il nostro sistema è - e ''deve essere'' - molto materiale, crudamente materiale sotto quest'aspetto: è tutto immateriale ciò che facciamo, dall'oggetto (condividere conoscenza) al modo (senza remunerazione e senza nemmeno poter dire la nostra per neutralità), l'infrastruttura deve allora compensare con rigorosa materialità altrimenti l'impianto non funziona. Tutto si valuta secondo la misura degli effetti sulla produzione: "disturba la produzione di Tizio? si blocchi" oppure "disturba solo Gianfranco ma quello produce lo stesso? chi se ne frega". E io che non sono masochista piacere di farmi insultare non ne ho, ma se non ha effetti sulla mia produzione e se non ne ha altri sul Progetto, cosa mi cambia sapere che fine fanno quelle utenze? Ma andando sul concreto, per combinazione io e te abbiamo nelle nostre talk, in questo momento, ciascuno un post immediatamente precedente a questo thread: da te c'è uno che ti dice "prima di tutto parliamoci sempre apertamente". Da me c'è un altro che si preoccupa che io non temessi che potrebbe agire con indebito personalismo. Mi piace che possiamo parlarci molto chiaro, la franchezza è sempre il miglior cemento dei confronti che contano: io leggo sia da te che da me cose che in realtà non mi sorprendono, e che non mi danno da temere che dietro l'angolo debbano esserci "agguati" pronti a scattare con te per obiettivo. Sono due reazioni immediate e spontanee che leggo come spunti di umiltà e coscienza. Ma sono aperture a discutere di qualunque cosa "senza preconcetti e riferimenti a vecchie vicende" (che, ricordo anche a te, è una frase che ho parafrasato dal post di un altro utente). <br />Adesso, tu capiterai di nuovo in confronti dialettici, perché capita a tutti ripetutamente e succede anche con le migliori intenzioni. Non perché sia "tu", perché succede a tutti quindi tu non farai eccezione e nessuno te lo sta pretendendo, di fare eccezione. Soltanto che adesso che ci sono voluti molti kb per spiegare che le questioni in realtà sono sempre molto meno personali di quanto tu le abbia intese in precedenza, la tua risposta al nervosismo che le discussioni possono portare non sarà più il personalismo di valutare e soprattutto "definire" il contraddittore, e se pure qualcuno ti inducesse a rispondere per le rime, ti asterrai dal farlo e in particolare ricorderai che certi modi sono considerati inaccettabili. Magari riflettendo su come sia probabilmente sempre inutile "definire". Wittgenstein diceva che non ha alcun senso dire, a qualcuno che non può capire, cose che non può capire, e ancor meno senso ha spiegargli che non può capirle. Se ti imbatti in qualcuno che a tuo avviso non capisce, sii materiale: parlagli di ciò che può capire, il tuo giudizio tranchant non serve a lui e non serve a nessuno, resta ai fatti materiali che sono quelli della produzione.<br />Produzione: su questo ci voglio tornare un attimo, al passato. Quando sei arrivato, è passato pochissimo tempo e - me lo ricordo molto bene - sei andato su Operazione Barbarossa e abbastanza autonomamente hai cominciato a farla crescere sino a darle lo scheletro di una bella voce. Sai quei "buongiorni" che si vedono dal mattino? Ecco, diciamo che questa impressione me la ricordo molto nitidamente :-) Siccome poi hai fatto anche dell'altro, e magari potrei pensarla diversamente su qualche punto, ma hai costruito un corpus di contributi di particolare spessore, in un momento particolare come la segnalazione guarda caso questo fatto è venuto fuori esplicitamente, e anche chi come me non lo ha detto lo aveva perfettamente in mente. In questo nostro strano sistema che non ci dà remunerazione l'unica paga è la stima e la gratitudine dei colleghi. Solo che affannati come siamo, magari facendo WP nei ritagli di tempo che ci lascia la RL, quello che non ci diciamo mai abbastanza è "grazie" e questa mancanza di riscontro positivo può indurre a pensare che sia tutta negativa l'attenzione che riceviamo. Ecco, non fare l'errore di trarre questa conclusione, leggi invece quel "grazie", ad esempio, negli accenni che sono stati fatti al tuo lavoro e nella unanime intenzione, da parte di tutti - rileggi bene - di condurre quella segnalazione con questo dato in mente. Poi questo non è un corpo militare, per arruolarsi non si passa una visita psico-fisico-attitudinale perciò le differenze di mentalità e modi possono essere molto acute e dato che ci occupiamo di concetti le differenze possono esasperarsi più che nella vita reale. E siamo in tanti e di tutti i tipi, quello antitetico a te se lo cerchi qui lo trovi :-) Ma non mi farei distrarre dalle differenze, è molto più importante fare ciò che ci piace, editare, e tenere la mente sui concetti che si scambiano più che su chi li scambia. In questo modo sarai ancora più in "parità" rispetto agli altri, perché la maggioranza degli utenti, lo sai anche tu, ha in repertorio tante paroline che non ha detto anche se avrebbe tanto voluto dirle, e non le ha dette perché non era il caso. Non siamo santi, infatti, siamo tutti umanissimi e tutti con tante paroline a disposizione, ma non è "raro" che sia il caso di usarle, è ''eccezionale''. Niente paroline, niente blocchi; neanche di un minuto. Dunque tu non ne usi, gli altri sono in buona disposizione, io ragioni per dover considerare nuovi blocchi proprio non ne vedo. Trova un tema da espandere di quelli che piacciono a te (che non mi paiono molto distanti da quelli che piacciono anche a me, io seguo la storia del primo Novecento, ma allargandomi anche del resto del secolo breve) e riprendiamo a parlare di fatti. Magari stavolta ci incrociamo sul lavoro, che ci viene molto meglio (oh, beninteso: non è che perché ho detto che non mi distolgono poi le paroline le riservi a me, eh, non vale :-PPP) --&nbsp;[[Utente:Gianfranco|g]]&nbsp;&middot;&nbsp;ℵ&nbsp;([[Discussioni utente:Gianfranco|msg]]) 02:34, 3 apr 2015 (CEST)
 
==Discussione==
Ciao Pèter! :-) Ascolta, mi ricordo qualche tempo fa che avevi posto una domanda sulla durata del copyright dei film perché in un template di parlava di 50 anni... Ti ricordi mica dove si trova quella discussione? Mi servirebbe per un'approfondimento rispetto alla giurisprudenza relativa. Thasnk! :-) --[[Utente:Lucas|<span style="color:black; font-weight:bold">Lucas</span>]] [[Discussioni utente:Lucas|<span style="color:black; font-size:122%"> ✉ </span>]] 20:43, 3 apr 2015 (CEST)
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