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'''Operazione Torch''' (''Torcia'') era il nome assegnato dagli [[Alleati della seconda guerra mondiale|Alleati anglo-americani]] alla grande operazione di sbarco in [[Marocco]] e [[Algeria]] effettuata a partire dall'8 novembre 1942 durante la [[seconda guerra mondiale]]. L'operazione, particolarmente complicata dal punto di vista politico-diplomatico, a causa della fedeltà del Nordafrica francese al [[Regime di Vichy]], si concluse con successo e le truppe anglo-americane, dopo aver raggiunto un accordo con le autorità francesi che, guidate prima dall'ammiraglio [[François Darlan]] e poi dal generale [[Henri Giraud]], avevano sospeso ogni opposizione agli sbarchi, poterono consolidare le loro posizioni e avanzare verso la [[Tunisia]].
 
L'operazione Torch, guidata dal generale [[Dwight Eisenhower]], vide la partecipazione per la prima volta nell'emisfero occidentale del moderno [[United States Army|esercito americanostatunitense]] e, nonostante l'inesperienza delle truppe e dei generali, raggiunse i suoi obiettivi strategici ed ebbe un'importanza decisiva per la conclusione vittoriosa per gli Alleati della [[campagna del Nordafrica]] contro le armate italo-tedesche.
 
== Preparazione e organizzazione ==
L'operazione Torch prevedeva di effettuare un grande sbarco sul territorio nordafricano che era ufficialmente soggetto alla [[Francia di Vichy]] del maresciallo [[Philippe Petain]], che non era belligerante e manteneva, soprattutto dopo l'assunzione del potere di [[Pierre Laval]], un atteggiamento sostanzialmente favorevole alle potenze dell'Asse. L'esercito francese stanziato nel Nordafrica, la cosiddetta ''Armée d'Afrique'', comandato dal generale [[Alphonse Juin]], era carente di armamenti moderni, ma era numeroso e constituito da reparti ancora efficienti e combattivi. I dirigenti anglo-americani quindi ritennero essenziale ricercare una collaborazione da parte delle autorità francesi sul posto per evitare un'opposizione armata allo sbarco<ref>R. Cartier, ''La seconda guerra mondiale'', vol. 2, p. 46.</ref>. Dopo i violenti contrasti ed i combattimenti svoltesi negli anni precedenti tra truppe francesi fedeli al regime di Vichy e reparti della cosiddetta [[France Libre|Francia libera]], i capi anglosassoni, in particolare il presidente Roosevelt, decisero di escludere completamente da questi tentativi di ricercare una collaborazione francese il generale [[Charles de Gaulle]], che venne tenuto all'oscuro dei progetti in corso. I sondaggi tra le autorità francesi in Nordafrica vennero effettuati soprattutto da [[Robert Daniel Murphy]], console generale statunitense a Algeri, con la partecipazione degli undici viceconsoli americani accreditati sul posto che svolgevano anche un'importante attività di spionaggio. L'abile Murphy riuscì ad entrare in contatto ed ottenere la collaborazione di alcuni importanti dirigenti francesi in Nordafrica favorevoli agli Alleati, come i generali Mast, de Monsabert e Béthouart, e funzionari come Lemaigre-Dubreil e d'Astier de la Vigerie<ref>R. Cartier, ''La seconda guerra mondiale'', vol. 2, pp. 46-48.</ref>.
 
Mentre si sviluppava l'attività dei congiurati in Nordafrica, i dirigenti anglo-americani erano alla ricerca di un'alta personalità francese che potesse assumere la direzione politica e assicurare l'adesione delle colonie alla causa alleata. Il maresciallo Petain aveva manifestato da tempo all'ammiraglio [[William D. Leahy]], rappresentante a Vichy del presidente Roosevelt, la sua netta ostilità ad interventi americani, mentre il generale [[Maxime Weygand]] rifiutò di assumere questa responsabilità; in Marocco c'era l'energico residente generale [[Charles Noguès]] che però, sondato da Murphy, avvertì che in caso di sbarchi americani avrebbe opposto resistenza<ref>R. Cartier, ''La seconda guerra mondiale'', vol. 2, p. 48.</ref>. La clamorosa fuga dalla prigione di Königstein del generale [[Henri Giraud]] diede la possibilità al nuovo incaricato d'affari americanostatunitense a Vichy, Pinckney Tuck, di avvicinare il prestigioso ufficiale e di proporgli di assumere la guida del movimento in Nordafrica; il generale Giraud accettò l'incarico ma richiese espressamente di assumere il comando in capo di tutte le forze alleate dopo lo sbarco sulle coste; sembra che gli americani e lo stesso Murphy diedero alcune assicurazioni in questo senso al generale per favorirne l'adesione alla causa alleata<ref>R. Cartier, ''La seconda guerra mondiale'', vol. 2, pp. 49-50 e 59.</ref>.
 
Il piano prevedeva tre sbarchi: uno a [[Casablanca]], in Marocco, denominato [[operazione Villain]]; uno ad [[Algeri]], denominato [[operazione Terminal]] e l'ultimo a [[Orano]], in Algeria, denominato [[operazione Reservist]]; gli sbarchi dovevano essere effettuati da parte di forze miste anglo-americane.
 
== Lo sbarco ==
Lo sbarco in Marocco fu affidato al generale americanostatunitense [[George Patton]], che divise le sue forze in tre parti: il fianco sinistro, a nord, doveva sbarcare a ''Port Lyautey'', mentre il centro avrebbe preso terra a ''Fedala'' 18&nbsp;km a nord di Casablanca, per ricongiungersi con le forze che costituivano il fianco meridionale della forza da sbarco, sbarcate frattanto a ''Safi'', più a sud.
L'8 novembre [[1942]] le forze americane misero piede in Marocco, e a Port Lyautey iniziarono subito i problemi: i mezzi da sbarco furono investiti dal fuoco delle postazioni di mitragliatrici francesi sulla spiaggia, ma le truppe statunitensi riuscirono ad aver ragione di questa opposizione e a conquistare una testa di ponte. Ma non era finita qui; anche l'aviazione transalpina fece la sua parte, con continui mitragliamenti alle inermi truppe americane prive di [[contraerea|armi contraeree]] (che dovevano ancora essere sbarcate).
{{Tripla immagine|right|Pattonphoto.jpg|140|Lloyd fredendall.jpg|120|Charles ryder.jpg|115|Il generale [[George Patton]]|Il generale [[Lloyd Fredendall]]|Il generale [[Charles W. Ryder]]}}