Differenze tra le versioni di "Ferdinando Sanfelice"

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Dal [[1707]] al [[1709]] si occupò della ristrutturazione del [[palazzo Ravaschieri]] di [[Satriano]] e nel [[1708]] pubblicò il ''Parere di D. Ferdinando Sanfelice circa il riparo da darsi alla cupola della cappella del Tesoro di S. Gennaro'' e nel [[1709]] fu completata l'Edicola di San Gennaro presso la [[Chiesa di Santa Caterina a Formiello]] con la partecipazione degli scultori [[Lorenzo Vaccaro|Lorenzo]] e [[Domenico Antonio Vaccaro]].
===La maturità artistica e le esperienze di Nardò e di Salerno===
Dal [[1709]] al [[1716]] fu attivo presso il [[palazzo dei Duchi di Casamassima]], dove progettò le decorazioni e una porta in legno intarsiato oggi scomparsa<ref>AA.VV, ''SEGNO METODO PROGETTO. Itinerari dell'immagine urbana tra memoria e intervento''. Elio de Rosa editore, [[Napoli]], [[1990]].</ref>, tra settembre ed ottobre [[1710]] disegnò un lavamano e le decorazioni in marmi nella [[Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini]], degli altari nella [[Basilica di San Lorenzo Maggiore]] e all'allargamento del portale di Palazzo Staibano al vico Purgatorio ad Arco. Nel [[1711]] fu significativo il suo intervento nel [[Duomo di Amalfi]]. Per il principe [[Emanuele Maurizio d'Elboeuf|Emanuele Maurizio di Lorena]] progetta a partire dal 1711 [[Villa d'Elboeuf]] a [[Portici]],. duranteDurante i cui lavori vengonodi costruzione del "Padiglione estivo" in Resina, attuale Ercolano (NA), un contadino scavando un pozzo artesiano rinvenutirinviene i primi resti della città sepolta di [[Ercolano]] ed il principe acquista il pozzo e con i reperti che vengono ritrovati abbellisce la sua villa in costruzione. Più tardi (1738) la villa viene incorporata nel parco della nuova [[reggia di Portici]]. Nel [[1713]] progettò le decorazione del Palazzo Petra, appartenuto a Don Nicola Petra, e nel [[1714]] fu autore delle cappelle di San Nicola di Bari e di San Gaetano nella [[Chiesa dei Santi Apostoli (Napoli)|Chiesa dei Santi Apostoli]].
 
Il fratello Antonio fu nominato Vescovo di [[Nardò]] il 28 agosto [[1707]] e Ferdinando fu attivo presso la città pugliese dal [[1710]]; nel [[1714]] fu operativo presso la [[Basilica Cattedrale Santa Maria Assunta]] dove disegnò complessivamente la chiesa, nel convento della [[Chiesa di San Domenico (Nardò)|Chiesa di San Domenico]], nella [[Chiesa di Santa Chiara (Nardò)|Chiesa di Santa Chiara]] e nella [[Chiesa di Santa Maria della Purità (Nardò)|Chiesa di Santa Maria della Purità]]. In quest'ultima chiesa si risentono le reminiscenze [[Francesco Borromini|borrominiane]] nella composizione della facciata. Nella [[Chiesa di San Trifone (Nardò)|Chiesa di San Trifone]] eseguì una tela raffigurante San Gregorio Armeno.
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