Differenze tra le versioni di "Pompeo Litta Biumi"

 
L'opera, pur presentandosi a tratti fumosa nei periodi medievale e comunale, risulta maggiormente precisa nelle epoche temporalmente più vicine al Litta e può essere considerata a tutt'oggi una delle più valide opere genealogiche italiane del periodo per la minuziosità degli studi e l'attenzione alle ricerche svolte. Malgrado questo il Litta incentrò la sua opera su un ideale patriottico a lui caro secondo il quale il periodo comunale (soprattutto per le casate milanesi) fu il periodo di maggiore splendore e di atti di civile eroismo, mentre con l'arrivo dei dominatori stranieri la libertà venne irrimediabilmente compromessa.<ref>R. Bizzocchi, ''L'immagine della nazione nelle Famiglie celebri di Pompeo Litta'', in A.M. Banti - ''R. Bizzocchi, Immagini della nazione nell'Italia del Risorgimento'', Roma 2002</ref>
 
Dopo la sua morte, l'opera venne continuata da alcuni tra i suoi più stretti collaboratori (tra cui in particolare Luigi Passerini) che nel [[1883]] pubblicarono gli ultimi fascicoli, portando l'intero corpus ad un totale di 150 famiglie trattate in 184 fascicoli. Il titolo dell'opera venne ad ogni modo mantenuto immutato in memoria del Litta.
 
== Bibliografia ==
131 767

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