Differenze tra le versioni di "Pompeo Litta Biumi"

Figlio del conte Carlo Matteo Litta Biumi e di Antonia, figlia del conte Carlo Giuseppe Brentano, Pompeo apparteneva a uno dei molti rami nei quali la casata Litta si era suddivisa nel corso della sua storia e che solo nel Settecento aveva aggiunto il cognome Biumi grazie al matrimonio di Francesco, nonno di Pompeo. La nonna paterna di Pompeo discendeva dai marchesi di [[Binasco]], mentre il padre di sua madre era stato tesoriere generale del [[Ducato di Milano]] all'epoca di [[Maria Teresa]] imperatrice.
 
Ancora giovane, frequentò dapprima il collegio dei nobili di Milano e studiò in seguito a [[Como]] per poi passare a [[Venezia]] ed infine a [[Siena]]. Intrapresa la carriera diplomatica, nel [[1802]] ottenne il primo incarico ufficiale presso la [[Repubblica Italiana (1802-1805)|Repubblica italiana]] napoleonica come segretario aggiunto alla Consulta di Stato. La sua carriera si interruppe però bruscamente nel [[1804]] quando decise di arruolarsi volontario nell'esercito napoleonico in Italia nel ramo dell'artiglieria, ricevendo un elogio pubblico dal presidente, [[Francesco Melzi d'Eril]], per essere stato il primo nobile a compiere quell'atto. Per qusto scopo seguì inizialmente dei corsi di preparazione nelle scuole militari di La Fère e di [[Strasburgo]] dalle quali uscì col rango di tenente. Dal [[1805]] e sino al [[1809]] prese parte a tutte le campagne napoleoniche contro l'[[Impero austriaco]], segnalandosi in particolare nell'[[Battaglia di Ulma|Assedio di Ulma]], nella [[Battaglia di Austerlitz]], nella [[Battaglia di Raab]] e nella [[Battaglia di Wagram]] del 6 luglio del [[1809]], combattimento quest'ultimo ove ottenne sul campo la promozione a capitano e la [[Legion d'onore]].
 
Inviato quindi ad [[Ancona]], ebbe l'incarico di organizzare il corpo d'artiglieria destinato alla difesa delle coste contro l'intervento eventuale degli inglesi e si segnalò sempre nel [[1814]] nella difesa di [[Ancona]] contro le truppe del Maresciallo [[Étienne Jacques Joseph Alexandre Macdonald|MacDonald]]. Dopo lo scioglimento dell'esercito napoleonico soggiornò per qualche tempo a [[Roma]] per poi fare ritorno a [[Milano]] dove mantenne i contatti con il fervente ambiente liberale della metropoli lombarda, collaborando attivamente con il ''[[Conciliatore]]'' ed intrattenendo rapporti d'amicizia e collaborazione con [[Federico Confalonieri]] e [[Carlo Cattaneo]].
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