Differenze tra le versioni di "Pompeo Litta Biumi"

 
Dopo le Cinque Giornate di [[Milano]] ([[1848]]), fu ministro della Guerra nel governo provvisorio di [[Lombardia]]. Fu proprietario del [[Corbetta|Palazzo Brentano]] a [[Corbetta]] che abitò saltuariamente, in particolare durante i periodi estivi.
 
Di lui fa un curioso ritratto [[Carlo Alberto Pisani Dossi|Carlo Dossi]] alla nota n.1702 delle ''Note Azzurre'':
{{citazione|Il conte Pompeo Litta, dilettante pittore, che fa, come dice la S.ra Confalonieri, delle magnifiche cornici a' suoi quadri, invita un giorno a pranzo Cesare Confalonieri - per dargli pane raffermo, cacio avanzato nelle trappole, manzo buono a far scarpe - vino senz'uva, e quattro zaccherelle (mandorle spaccherelle) e 6 noci.
Sulla porta intanto della sala da pranzo leggevasi scritto a grandi caratteri: ''E se talor la vita parti amara - Pensa a Bokara'' (dove il Litta col Meazza e il Gavazzi rimase un anno prigioniero del khan, molto "khan") - E Confalonieri battendo sulla spalla del conte Pompeo... Dovresti cambiar, sai, l'iscrizione - e metterci: ''E se amara talor parti la vita - Pensa al pranzo del Litta''}}
 
==Le "Storia delle 113 famiglie celebri italiane"==
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