Gomorra e dintorni: differenze tra le versioni

m
smistamento lavoro sporco e fix vari
(template citazione; elimino parametri vuoti; prefisso " pp." ridondante)
m (smistamento lavoro sporco e fix vari)
L'inverno è finito; la primavera fa sgorgare, impetuoso, un fiume di linfa nei vasi capillari delle Piante; è giunto il tempo del raccolto. Gli invasori sconosciuti raccolgono i frutti attraverso immani sistemi aspiranti, che causano a loro volta altre vittime. Dopo di che danno fuoco a tutto: la Terra è ricoperta da una coltre nera di cenere, che fa sperare che il tempo delle Piante sia finito. Sei superstiti emergono dal sottosuolo; custodiscono gli ultimi residui del frutto, sottratti ai ''«padroni del raccolto»''. Sperano così di sopravvivere fino all'estate. Ma, ancora una volta, il mondo si ricopre di un tappeto verde; in poche settimane le piantine divengono Piante, la Terra si riveste della foresta non più aliena, nell'attesa di un nuovo raccolto. I superstiti non hanno più speranze, progetti, avvenire; aspettano solo la fine della giornata. La [[profezia di Geremia]] sembra dar forma alla scena finale:
 
{{quoteCitazione|Molti pastori hanno devastato la mia vigna,
hanno calpestato il mio campo.<br />
Hanno fatto del mio campo prediletto<br />
 
== Commento ==
{{F|romanzi di fantascienza|marzo 2014}}
Come accade nella realtà, un semplice elemento apparentemente innocuo - in questo caso una pianta - se viene moltiplicato per milioni di volte ed arricchito di sovrabbondante vitalità, può rappresentare il fattore capace di sovvertire interi ordini sociali e naturali. Nel caso del romanzo di Disch, la pianta di alto fusto diviene l'artefice della dissoluzione della umana specie.
 
1 259 416

contributi