Differenze tra le versioni di "Congedo parentale"

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(Wikificaizone, rimozione elementi superati)
 
== Cenni storici ==
Il principio venne sancito dall’art. 37 della [[Costituzione della [[Repubblica Italiana]] prevede per essa “gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”, sancendo parallelamente che “le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione”.
 
La prima normativa organica in materia è stata la legge 30 dicembre [[1971]], n. 1204 che prevedeva disposizioni solo per il congedo di maternità femminile. La legge sanciva il divieto di licenziamento delle lavoratrici dall’inizio del periodo di gestazione fino al termine del periodo di interdizione dal lavoro, nonché fino al compimento di un anno di età del bambino. La lavoratrice licenziata nel suddetto periodo, presentata entro novanta giorni idonea certificazione da cui risultasse l’esistenza delle condizioni che lo vietavano, aveva diritto di ottenere il ripristino del rapporto di lavoro, tranne che nei casi ''ex'' art. 2, co. 2, lett. a), b) e c)<!-- Art. 2, co. 2, L. n. 1204/1971: “Il divieto di licenziamento non si applica nel caso: a) di colpa grave da parte della lavoratrice, costituente giusta causa per la risoluzione del rapporto di lavoro; b) di cessazione dell’attività dell’azienda cui essa è addetta; c) di ultimazione della prestazione per la
quale la lavoratrice è stata assunta o di risoluzione del rapporto di lavoro per la scadenza del termine” -->. Similmente, si enunciava in tale legge il divieto di adibire le donne gestanti e fino a sette mesi dopo il parto “al trasporto e al sollevamento pesi, nonché ai lavori pericolosi, faticosi ed insalubri”. Le lavoratrici dovevano essere addette ad altre mansioni (anche nel caso in cui fosse l’ispettorato del lavoro ad accertare che le condizioni di lavoro o ambientali erano pregiudizievoli alla salute della donna. Si specifica infine che, seppur adibite a mansioni inferiori a quelle abituali, conservavano la retribuzione corrispondente alle mansioni precedentemente svolte, nonché la qualifica originale.
 
La legge 9 dicembre 1977 n. 903 estese con l’art. 6 l’astensione obbligatoria dal lavoro di cui all’art. 4, lett. c), della L. n. 1204/1971 (e il trattamento economico relativo), anche alle lavoratrici che abbiano adottato bambini, o che li abbiano ottenuti in affidamento preadottivo, dichiarando che possono avvalersi dei congedi, qualora il bambino non abbia superato al momento dell’adozione o dell’affidamento i sei anni di età. La norma è stata successivamente modificata alla legge 8 marzo 2000, n. 53, che ha introdotto per la prima volta la fruizione del congedo parentale maschile. La materia è stata infine raccolta nel d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151 ("''Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53''").
 
== Disciplina normativa ==
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