Differenze tra le versioni di "Dipartimento"

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In [[Italia]] il dipartimento, come circoscrizione territoriale, fu introdotto nel periodo [[Napoleone Bonaparte|napoleonico]]; con la [[Restaurazione]] le circoscrizioni furono mantenute ma gli fu cambiato il nome nell'attuale provincia.
 
==Pubblica amministrazione italiana ==
== Dipartimenti universitari ==
===Ministeri===
{{vedi anche|Dipartimento universitario}}
{{vedi anche|Dipartimento della Repubblica Italiana}}
In vari paesi il ''dipartimento ''è un'unità organizzativa di un'[[università]] o analoga istituzione, deputata all'insegnamento o alla ricerca in un determinato ambito [[Disciplina (didattica)|disciplinare]]. Sovente il dipartimento è una suddivisione di un'unità di livello superiore, quale una ''[[Facoltà universitaria|facoltà]]'', una ''[[scuola]] ''o un ''[[college]]'';'' ''non mancano, comunque, università in cui il dipartimento è l'articolazione organizzativa di primo livello, così come università che non hanno unità organizzative con questa denominazione.
Nell'ordinamento amministrativo italiano il ''dipartimento'' è l'unità organizzativa di massimo livello di alcuni [[Ministero della Repubblica Italiana|ministeri]]. Secondo l'art. 5 del d.lgs 30 luglio 1999 n. 300 i dipartimenti sono costituiti per assicurare l'esercizio organico ed integrato delle funzioni del ministero; ai dipartimenti sono attribuiti compiti finali concernenti grandi aree di materie omogenee e i relativi compiti strumentali, ivi compresi quelli di indirizzo e coordinamento delle unità di gestione in cui si articolano, quelli di organizzazione e quelli di gestione delle risorse strumentali, finanziarie ed umane.
 
Nei ministeri dove non esiste il dipartimento la suddivisione di massimo livello è la ''[[direttore generale|direzione generale]]'' ed è istituito un ''[[segretario generale]]''.
===Università italiane===
Nelle università italiane il dipartimento è stato introdotto dalla legge 21 febbraio 1980, n. 28, sovrapponendo l'articolazione degli atenei in dipartimenti a quella tradizionale in facoltà e corsi di laurea. L'art. 83, comma 1, del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382, lo definiva: "organizzazione di uno o più settori di ricerca omogenei per fini o per metodo e dei relativi insegnamenti anche afferenti a più facoltà o più corsi di laurea della stessa facoltà". Esso, secondo l'art. 85, comma 1, dello stesso decreto "promuove e coordina l’attività di ricerca; organizza o concorre all’organizzazione dei corsi per il conseguimento del dottorato di ricerca; concorre in collaborazione con i consigli di corso di laurea o di indirizzo, con gli organi direttivi delle scuole di specializzazione e a fini speciali alla relativa attività didattica”.
 
Dal punto di vista [[Organizzazione aziendale|organizzativo]] il dipartimento è un'unità di tipo [[organizzazione aziendale#Macrostruttura multidivisionale|divisionale]], laddove la direzione generale è un'unità organizzativa di tipo [[organizzazione aziendale#Macrostruttura polifunzionale|funzionale]].
La [[Riforma Gelmini|legge 30 dicembre 2010, n. 240]], ha completamente modificato tale impostazione organizzativa, stabilendo all'art. 2, comma 2, che le università definiscono la loro articolazione organizzativa interna nei propri statuti, secondo i seguenti criteri:
* "a) semplificazione dell'articolazione interna, con contestuale attribuzione al dipartimento delle funzioni finalizzate allo svolgimento della ricerca scientifica, delle attività didattiche e formative, nonché delle attività rivolte all'esterno ad esse correlate o accessorie;"
* "b) riorganizzazione dei dipartimenti assicurando che a ciascuno di essi afferisca un numero di professori, ricercatori di ruolo e ricercatori a tempo determinato non inferiore a trentacinque, ovvero quaranta nelle università con un numero di professori, ricercatori di ruolo e a tempo determinato superiore a mille unità, afferenti a settori scientifico-disciplinari omogenei;"
* "c) previsione della facoltà di istituire tra più dipartimenti, raggruppati in relazione a criteri di affinità disciplinare, strutture di raccordo, comunque denominate, con funzioni di coordinamento e razionalizzazione delle attività didattiche, compresa la proposta di attivazione o soppressione di corsi di studio, e di gestione dei servizi comuni".
 
====Capo dipartimento====
Il dipartimento, dunque, diviene l'unità organizzativa di base dell'ateneo, sia per la didattica, sia per la ricerca, mentre in precedenza il suo ruolo era principalmente incentrato sulla ricerca, essendo la didattica - ad eccezione dei corsi per il dottorato di ricerca - essenzialmente affidata alle facoltà. Queste ultime vengono sostituite dalle "strutture di raccordo", che possono essere variamente denominate (facoltà, scuole ecc) e la cui istituzione è facoltativa.
Al dipartimento è preposto un ''capo di dipartimento'' che, secondo l'art. 5 del D.Lgs. 300/1999, svolge compiti di coordinamento, direzione e controllo degli uffici di livello [[direttore generale|dirigenziale generale]] compresi nel dipartimento stesso, al fine di assicurare la continuità delle funzioni dell'amministrazione ed è responsabile dei risultati complessivamente raggiunti dagli uffici dipendenti, in attuazione degli indirizzi del [[ministro]].
 
Gli incarichi di capo dipartimento sono conferiti, ai sensi dell'art. 19, comma 3, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, con [[decreto del Presidente della Repubblica]], previa deliberazione del [[Consiglio dei Ministri (ordinamento italiano)|Consiglio dei ministri]], su proposta del Ministro competente, a [[dirigente (pubblica amministrazione italiana)#Dirigenti generali|dirigenti della prima fascia]] dello Stato o - con contratto a tempo determinato, di durata non superiore a tre anni - a persone, anche estrane all'amministrazione statale, in possesso delle specifiche qualità professionali indicate nel comma 6 dello stesso articolo (esperienza almeno quinquennale in funzioni dirigenziali in enti ed aziende, anche private; particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio in posizioni funzionali previste per l'accesso alla dirigenza; provenienza dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato). Tali incarichi hanno durata non inferiore a tre anni e non superiore a cinque (art. 19, comma 2, d.lgs. 165/2001) ma cessano se, nel frattempo, cambia il Governo, decorsi novanta giorni dal voto sulla fiducia allo stesso (art. 19, comma 8, d.lgs 165/2001).
L'organizzazione del dipartimento è disciplinata dallo statuto dell'ateneo. In genere gli statuti prevedono un ''consiglio di dipartimento'', nel quale siedono tutti i [[professore universitario|professori]] e [[ricercatore|ricercatori]], nonché rappresentanti degli studenti, dei [[dottorato di ricerca|dottorandi di ricerca]] e del personale tecnico-amministrativo, e un ''direttore'', eletto dal consiglio di dipartimento tra i professori, sovente affiancato da una ''giunta di dipartimento''.
 
==Pubblica amministrazione italiana ==
===Aziende sanitarie===
Si articolano in ''dipartimenti'' le [[azienda sanitaria locale|aziende sanitarie locali]] ed [[azienda ospedaliera|ospedaliere]] italiane. Secondo l'art. 17-bis, comma 1, del d.lgs. 530 dicembre 1992, n. 502, "l'organizzazione dipartimentale è il modello ordinario di gestione operativa di tutte le attività" delle medesime.
L'art. 7-quater dello stesso decreto gli attribuisce autonomia organizzativa e contabile e stabilisce che il suo direttore è scelto dal direttore generale, tra i dirigenti con almeno cinque anni di anzianità di funzione, e risponde alla direzione aziendale del perseguimento degli obiettivi aziendali, dell’assetto organizzativo e della gestione, in relazione alle risorse assegnate.
 
== Dipartimenti universitari ==
===Ministeri===
{{vedi anche|Dipartimento universitario}}
Nell'ordinamento amministrativo italiano il ''dipartimento'' è l'unità organizzativa di massimo livello di alcuni [[Ministero della Repubblica Italiana|ministeri]]. Secondo l'art. 5 del d.lgs 30 luglio 1999 n. 300 i dipartimenti sono costituiti per assicurare l'esercizio organico ed integrato delle funzioni del ministero; ai dipartimenti sono attribuiti compiti finali concernenti grandi aree di materie omogenee e i relativi compiti strumentali, ivi compresi quelli di indirizzo e coordinamento delle unità di gestione in cui si articolano, quelli di organizzazione e quelli di gestione delle risorse strumentali, finanziarie ed umane.
In vari paesi il ''dipartimento ''è un'unità organizzativa di un'[[università]] o analoga istituzione, deputata all'insegnamento o alla ricerca in un determinato ambito [[Disciplina (didattica)|disciplinare]]. Sovente il dipartimento è una suddivisione di un'unità di livello superiore, quale una ''[[Facoltà universitaria|facoltà]]'', una ''[[scuola]] ''o un ''[[college]]'';'' ''non mancano, comunque, università in cui il dipartimento è l'articolazione organizzativa di primo livello, così come università che non hanno unità organizzative con questa denominazione.
 
===Università italiane===
Nei ministeri dove non esiste il dipartimento la suddivisione di massimo livello è la ''[[direttore generale|direzione generale]]'' ed è istituito un ''[[segretario generale]]''.
Nelle università italiane il dipartimento è stato introdotto dalla legge 21 febbraio 1980, n. 28, sovrapponendo l'articolazione degli atenei in dipartimenti a quella tradizionale in facoltà e corsi di laurea. L'art. 83, comma 1, del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382, lo definiva: "organizzazione di uno o più settori di ricerca omogenei per fini o per metodo e dei relativi insegnamenti anche afferenti a più facoltà o più corsi di laurea della stessa facoltà". Esso, secondo l'art. 85, comma 1, dello stesso decreto "promuove e coordina l’attività di ricerca; organizza o concorre all’organizzazione dei corsi per il conseguimento del dottorato di ricerca; concorre in collaborazione con i consigli di corso di laurea o di indirizzo, con gli organi direttivi delle scuole di specializzazione e a fini speciali alla relativa attività didattica”.
 
La [[Riforma Gelmini|legge 30 dicembre 2010, n. 240]], ha completamente modificato tale impostazione organizzativa, stabilendo all'art. 2, comma 2, che le università definiscono la loro articolazione organizzativa interna nei propri statuti, secondo i seguenti criteri:
Dal punto di vista [[Organizzazione aziendale|organizzativo]] il dipartimento è un'unità di tipo [[organizzazione aziendale#Macrostruttura multidivisionale|divisionale]], laddove la direzione generale è un'unità organizzativa di tipo [[organizzazione aziendale#Macrostruttura polifunzionale|funzionale]].
* "a) semplificazione dell'articolazione interna, con contestuale attribuzione al dipartimento delle funzioni finalizzate allo svolgimento della ricerca scientifica, delle attività didattiche e formative, nonché delle attività rivolte all'esterno ad esse correlate o accessorie;"
* "b) riorganizzazione dei dipartimenti assicurando che a ciascuno di essi afferisca un numero di professori, ricercatori di ruolo e ricercatori a tempo determinato non inferiore a trentacinque, ovvero quaranta nelle università con un numero di professori, ricercatori di ruolo e a tempo determinato superiore a mille unità, afferenti a settori scientifico-disciplinari omogenei;"
* "c) previsione della facoltà di istituire tra più dipartimenti, raggruppati in relazione a criteri di affinità disciplinare, strutture di raccordo, comunque denominate, con funzioni di coordinamento e razionalizzazione delle attività didattiche, compresa la proposta di attivazione o soppressione di corsi di studio, e di gestione dei servizi comuni".
 
Il dipartimento, dunque, diviene l'unità organizzativa di base dell'ateneo, sia per la didattica, sia per la ricerca, mentre in precedenza il suo ruolo era principalmente incentrato sulla ricerca, essendo la didattica - ad eccezione dei corsi per il dottorato di ricerca - essenzialmente affidata alle facoltà. Queste ultime vengono sostituite dalle "strutture di raccordo", che possono essere variamente denominate (facoltà, scuole ecc) e la cui istituzione è facoltativa.
====Capo dipartimento====
Al dipartimento è preposto un ''capo di dipartimento'' che, secondo l'art. 5 del D.Lgs. 300/1999, svolge compiti di coordinamento, direzione e controllo degli uffici di livello [[direttore generale|dirigenziale generale]] compresi nel dipartimento stesso, al fine di assicurare la continuità delle funzioni dell'amministrazione ed è responsabile dei risultati complessivamente raggiunti dagli uffici dipendenti, in attuazione degli indirizzi del [[ministro]].
 
L'organizzazione del dipartimento è disciplinata dallo statuto dell'ateneo. In genere gli statuti prevedono un ''consiglio di dipartimento'', nel quale siedono tutti i [[professore universitario|professori]] e [[ricercatore|ricercatori]], nonché rappresentanti degli studenti, dei [[dottorato di ricerca|dottorandi di ricerca]] e del personale tecnico-amministrativo, e un ''direttore'', eletto dal consiglio di dipartimento tra i professori, sovente affiancato da una ''giunta di dipartimento''.
Gli incarichi di capo dipartimento sono conferiti, ai sensi dell'art. 19, comma 3, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, con [[decreto del Presidente della Repubblica]], previa deliberazione del [[Consiglio dei Ministri (ordinamento italiano)|Consiglio dei ministri]], su proposta del Ministro competente, a [[dirigente (pubblica amministrazione italiana)#Dirigenti generali|dirigenti della prima fascia]] dello Stato o - con contratto a tempo determinato, di durata non superiore a tre anni - a persone, anche estrane all'amministrazione statale, in possesso delle specifiche qualità professionali indicate nel comma 6 dello stesso articolo (esperienza almeno quinquennale in funzioni dirigenziali in enti ed aziende, anche private; particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio in posizioni funzionali previste per l'accesso alla dirigenza; provenienza dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato). Tali incarichi hanno durata non inferiore a tre anni e non superiore a cinque (art. 19, comma 2, d.lgs. 165/2001) ma cessano se, nel frattempo, cambia il Governo, decorsi novanta giorni dal voto sulla fiducia allo stesso (art. 19, comma 8, d.lgs 165/2001).
 
== Voci correlate ==