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{{Vedi anche|Tetrarchia di Diocleziano|Diocesi (impero romano)|Gallia (diocesi)|Campagne germanico-sarmatiche di Costantino}}
 
Nella riorganizzazione dell'impero iniziata con la [[Tetrarchia di Diocleziano|tetrarchia]] di [[Diocleziano]] e portata a termine da [[Costantino I]], l'impero venne diviso in dodici diocesi (al posto delle vecchie province augustee, di cui 6 in [[Impero romano d'Occidente|Occidente]] e 6 in [[impero romano d'Oriente|Oriente]]), di cui la più grande, quella orientale, includeva sedici province. Le altre erano le prefetture dell'Italia, della [[Gallia]] e dell'[[Illiricum|Illirico]], che corrispondevano alla divisione dell'impero in zone di influenza della tetrarchia.
 
Ogni diocesi era governata da un ''pretore vicario'' o semplicemente ''[[vicario]]'' (''vicarius''), sottoposto al [[prefetto del pretorio]] (alcune diocesi, peraltro, potevano essere governate direttamente dal prefetto del pretorio). Il vicario controllava i [[governatore|governatori]] delle singole province (variamente denominati: ''proconsules'', ''consulares'', ''correctores'', ''praesides''). I vicari non avevano poteri militari, infatti le truppe stanziate nella diocesi erano sotto il comando di un ''comes rei militaris'', che dipendeva direttamente dal ''[[magister militum]]'' e aveva alle sue dipendenze i ''[[duce (storia romana)|duces]]'' ai quali era affidato il comando militare nelle singole province.
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