Differenze tra le versioni di "Partito Comunista Giapponese"

+F + Curiosità + Categoria
m (Bot: errori di battitura e modifiche minori)
(+F + Curiosità + Categoria)
{{Avvisounicode}}
{{F|comunismo|luglio 2015|arg2=Giappone}}
{{Partito politico
|colore = red
Esso ha come obiettivo politico una società basata sul [[socialismo]] e la difesa dei valori di [[democrazia]] e [[pacifismo]]. Il PCG non opta per la rivoluzione comunista, ma vorrebbe attuare una "rivoluzione democratica" all'interno del sistema capitalistico<ref>{{en}}[http://search.japantimes.co.jp/cgi-bin/nn20040118a2.html "Communist Party drops 'revolution' call"], The Japan Times Online, 18-1-2004</ref> e una restaurazione della [[sovranità nazionale]] giapponese.
 
== Organizzazione interna ==
Il Partito Comunista Giapponese è strutturato in modo da avere una presenza capillare sull'intero territorio nipponico. A capo del [[partito]] vi è un Comitato Centrale con sede a [[Tokyo]]. Compito dell'organo massimo del comunismo giapponese è quello di decretare i nuovi punti cardine dell'azione del [[partito]] nel Paese. Il Comitato Centrale inoltre indice nuovi congressi di [[partito]] ogni due o tre anni. Organi inferiori (ma non meno importanti) sono i Comitati di Prefetto e i Comitati Distrettuali. Questi ultimi hanno il compito di indire convegni e di diffondere gli ideali comunisti tra i giovani.
[[File:Japanese Communist Party Central Comittee 1.jpg|thumb|La sede del Partito Comunista Giapponese]]
 
== Diffusione ==
Il PCG è uno dei [[movimenti comunisti|partiti comunisti]] più grandi del mondo, con circa 400.000 iscritti. A differenza di molti altri partiti comunisti, questo partito non ha attraversato una crisi interna in seguito al crollo dell'[[Unione Sovietica]]. I risultati elettorali sono stati a lungo in calo: nel 2000 raccolse l'11.3% dei voti, nel 2003 l'8% e nel 2005 il 7.3%, mentre per il 2007 si registra una timida ripresa al 7.5%, con però un forte recupero nel 2014 quando ha registrato l'11,37% dei voti.
 
Nelle istituzioni, il PCG conta 11 affiliati nella [[Camera dei Consiglieri del Giappone]] e 21 esponenti nella [[Camera dei Rappresentanti del Giappone]].
 
== Storia ==
Il PCG nasce il 15 luglio 1922, sull'onda della rivoluzione d'Ottobre. Per 23 anni è costretto ad operare in piena illegalità: è il solo partito che si oppone al regime imperiale, il solo che si oppone alle guerre che l'imperialismo giapponese conduce contro la Cina; che lotta per la liberazione di Taiwan e della Corea (colonie dell'imperialismo giapponese); che si oppone alla [[seconda guerra mondiale]] che vede il Giappone alleato della [[Germania nazista]] e dell'[[Italia fascista|Italia]] di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Con la fine della guerra, il PCG conquista il diritto ad un'esistenza legale, che sarà comunque sempre (anche oggi) sottoposta ad una serie di restrizioni. Nel 1950 i comunisti giapponesi si dividono. La guerra fredda ed il dibattito politico interno fanno crollare i suoi effettivi a 36.000 iscritti. Questa crisi ha ancora oggi delle ripercussioni.
 
In seguito denunciò l'URSS e segnatamente “l'occupazione delle [[isole Chishima]], l'ingerenza nel movimento progressista giapponese, l'[[invasione della Cecoslovacchia]]”, e condannò egualmente la [[rivoluzione culturale cinese]]. Quando apparve il movimento “[[eurocomunismo|eurocomunista]]” si parlò di talune affinità con esso, anche se gli sviluppi successivi ne hanno piuttosto evidenziato le differenze: l'eurocomunismo italiano, la maggioranza di quello spagnolo, buona parte di quello francese è approdato alla [[socialdemocrazia]], mentre il PCG ha mantenuto e rinnovato la sua identità comunista (pur essendo ancora di idee simpatizzanti per la socialdemocrazia) e oggi ha rafforzato le sue relazioni con i comunisti asiatici (soprattutto cinesi, vietnamiti, indiani).
 
== L'influenza Elettorale ==
Negli anni sessanta il PCG registra una crescita elettorale costante fino al 1970 (10,8%); poi una fase lenta di leggere flessioni, che lo conducono al 7,7% del 1993. Fino a questa data, sia pure con variazioni più o meno pronunciate, il livello elettorale dei comunisti giapponesi non è molto distante dalla media europea ed occidentale. Ciò che in seguito lo distingue è l'impennata dell'ottobre 1996 (13,1% con 7.260.000 voti), ottenuta sulle macerie di un Partito Socialista che, screditato dal suo passaggio al governo, crolla dal 30% del 1990 al 6% del 1996. Questo risultato dei comunisti viene confermato da un'avanzata spettacolare a Tokio, con il 21,3% ed il raddoppio dei seggi, e nelle senatoriali del 1998 (8,2 milioni di voti e 14,6%). Una parte del voto in uscita dal consenso socialista rientrerà gli anni successivi nell'ambito del centro-sinistra e della dinamica bipolare del “voto utile”, così che la posizione del PCG si attesta cinque anni dopo (25 giugno 2000) sui 6.719.000 voti nello scrutinio proporzionale (11,25%).
 
Il PCG rivendica la sovranità del Giappone sulle Isole Kurili, Habomai e Shikota; la qual cosa è motivo storico di controversia del Giappone, prima con l'Urss, oggi con la Russia. In campo economico, chiede il mutamento di una politica oggi asservita alle grandi corporazioni e banche, per una linea che “difenda gli interessi del popolo”, che definisca “regole democratiche” che limitino il potere delle corporazioni e “protegga la vita e i diritti basilari della popolazione”. In campo internazionale, chiede un nuovo ordine economico democratico, sulla base del rispetto della sovranità economica di ogni Paese. E ciò tramite una “regolamentazione democratica internazionale delle attività delle società transnazionali e del capitale finanziario” e la protezione dell'equilibro ecologico del pianeta. Il PCG si oppone al terrorismo internazionale e chiede che ciò sia fatto “isolando le forze del terrore con una forte solidarietà internazionale centrata sulle Nazioni Unite”. Mentre ritiene che “una risposta di guerra al terrorismo produca divisioni e contraddizioni nella solidarietà internazionale, ed espanda, invece di limitare, il brodo di coltura del terrorismo”.
 
== Il Ruolo del PCG nella politica nazionale ==
Il PCG è di fatto l'unica forza politica di opposizione di sinistra nel Paese, dopo il dissolvimento del Partito Socialista e l'integrazione del poco che ne rimane nell'area di centro-sinistra egemonizzata dal PD. Il PCG nutre ambizioni governative a medio termine, che traduce nella proposta di una “coalizione democratica” destinata a realizzare progressi in campo sociale e democratico e ad opporsi “all'imperialismo USA e ai monopoli giapponesi”. Obiettivo che esso si propone di realizzare nella prima parte del XXI secolo, con una maggioranza parlamentare. Esso combatte il capitalismo giapponese, che definisce “senza regole”, denuncia la sua totale subalternità agli interessi delle grandi imprese, non solo a detrimento dei salariati, ma anche delle piccole e medie imprese, dei subappaltatori, dei commercianti, che sono alla mercé delle decisioni dei giganti dell'economia giapponese. Esso denuncia inoltre la disoccupazione, per contrastare la quale propone la riduzione dell'orario di lavoro e il divieto delle ore straordinarie non retribuite. Il PCG si prepara ad una partecipazione al governo in questo inizio secolo e questo l'ha spinto a decidere alcuni “adattamenti” di programma. Uno di questi riguarda la proposta di un “progressivo smantellamento delle Forze di autodifesa giapponese”. La discussione è stata provocata dal termine “progressivo”.
 
Conseguentemente, le battaglie di massa che vedono protagonisti i comunisti giapponesi sono, da un lato, la lotta contro la presenza militare statunitense nell'arcipelago giapponese e, dall'altro, la battaglia in difesa del lavoro e per imporre “regole” al capitalismo perché incapace di socializzare l'enorme potenziale produttivo di cui pure dispone.
 
== L'Attività internazionale e il dibattito teorico ==
Nell'ultimo decennio il PCG ha considerevolmente accresciuto la sua attività internazionale. Il fatto più rilevante è il solenne ristabilimento dei rapporti con il PC cinese avvenuto nel giugno 1998, e il successivo moltiplicarsi dei legami fra i due partiti. Questo riavvicinamento è legato all'attenzione politica e teorica del PCG per il socialismo. Esso accorda una grande “importanza al fatto che un quarto della popolazione mondiale vive in Paesi che hanno rotto con il capitalismo”. I comunisti giapponesi sono prudenti sulla caratterizzazione di questi regimi “socialisti”, li collocano in un processo di transizione ma “non condividono il punto di vista secondo cui l'introduzione dell'economia di mercato in Cina e in Vietnam significa un ritorno al capitalismo”. Il PCG si definisce come “il partito della classe operaia e del popolo giapponese”; “considera il socialismo scientifico come il suo fondamento teorico, (…) suo principio organizzativo è il centralismo democratico”.
 
Poco dopo, l'invito reciproco del partito giapponese a Mosca è stato da quest'ultimo fortemente sottolineato. Questa recente evoluzione del consolidamento dei legami del PCG con i partiti comunisti del mondo intero e la sua scelta per il socialismo per il XXI secolo indicano chiaramente un orientamento diverso dalla evoluzione di altre formazioni scaturite dalla tradizione comunista, che cercano al contrario di interrompere o allentare questi legami. La specificità politica dei comunisti giapponesi permette di valutarne meglio le ripercussioni. Tenuto conto del peso del Giappone nel mondo, della sua collocazione geopolitica nel cuore dell'Asia e della vicinanza con Paesi tanto diversi e decisivi come la Cina, la Russia e l'India, l'influenza del PCG e la sua evoluzione non possono sfuggire ad un'approfondita analisi politica. Abbiamo già detto - e ribadiamo - che la particolarità dei comunisti giapponesi confuta di per sé la tesi di numerosi ideologi sul carattere ineluttabile del declino dei PC, a cominciare da quelli dei Paesi sviluppati. Provenendo da un Paese asiatico, questo dato obbliga i comunisti europei, occidentali e nord-americani a tenerne conto nelle loro riflessioni.
 
== Organizzazioni affiliate ==
L'ala giovanile del JCP è la [[Lega della Gioventù Democratica del Giappone]].
== Segretari generali ==
* [[1946]]-[[1953]] '''[[Kyuichi Tokuda]]'''
 
== Segretari generali ==
== Curiosità ==
* [[1946]]-[[1953]] '''[[Kyuichi Tokuda]]'''
 
== Curiosità ==
{{Curiosità}}
Nel periodo postbellico e in particolare quello dell'occupazione statunitense sull'arcipelago, a causa della sua struttura semi-clandestina, il PCG era definito dai giapponesi "iceberg rosso", in quanto di esso affiorava soltanto una piccola parte, mentre quella più consistente rimaneva sommersa.
 
== Note ==
<references/>
 
== Voci correlate ==
* {{en}}[http://www.jcp.or.jp/english/ Un homepage ufficiale del Partito comunista giapponese]
* {{en}}[http://www.japan-press.co.jp/ Stampa di Giappone ogni settimana]
 
== Altri progetti ==
{{interprogetto|commons=Category:Japanese Communist Party}}
 
{{Controllo di autorità}}
{{portale|comunismo|Giappone|politica}}
 
[[Categoria:Partiti comunisti]]
[[Categoria:Partiti politici giapponesi]]
45 044

contributi