Differenze tra le versioni di "Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie"

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Nella sua caccia al coniglio le accadono le più improbabili disavventure.
 
Segue il coniglio nella sua tana e, con suo enorme stupore, nota che le pareti sono arredate con tazze e scaffali e quadri e cartine geografiche appese con mollette da bucato; dopo un discorso immaginario con la sua gatta Dina, atterra su un mucchio di ramoscelli e foglie secche. Davanti a lei, si presenta un lungo passaggio che conduce in una stanza prevalentemente costituita da un corridoio lungo ma basso e da una serie di lampadari che pendono dal soffitto. Qui, vi sono una moltitudine di porte che la bimba tenta invano di aprire. Quando, però, nota una porticina, i suoi occhi scorgono un magnifico giardino e vorrebbe, perciò, oltrepassarloattraversarlo a tutti i costi ma i suoi sforzi per entrare si rivrlano inutili in quanto è troppo grande per poterlo oltrepassare. Decisa a non darsi per vinta così facilmente, nota su un tavolino di vetro a tre gambe, apparso poco prima, una chiavetta color oro brillante ed una bottiglietta che portava la scritta "Bevimi". Infatti il contenuto la fa rimpicciolire, ma giunta alla porta, si rende conto d'aver lasciato la chiave sul tavolo. Assaggiato un pasticcino comparso dal nulla con su scritto "Mangiami" diventa enorme. Ora può prendere la chiave ma di nuovo non passa dalla porta. Affranta, scoppia in lacrime, che allagano la stanza. RitrovataIn quel momento, compare, tutto trafelato, il coniglio bianco, con, tra le mani, un ventaglio ed un paio di guanti bianchi di capretto e continua ad esclamare: "O, povere le mie orecchie, i miei baffi e le mie zampette, la bottigliaduchessa mi condannera a morte, riescese la far attendere ulteriormente". Alice era talmente disperata che, non appena vide il coniglio passargli avanti, gli rivolse la parola, di tutta risposta, lascio cascar guanti e ventaglio, e corse via nell'oscurita. Allora, siccome che faceva un gran caldo, prese il ventaglio, e comincio a rimpicciolirsisventolarlo e, scomparsastraordinariamente, ritorno di nuovo piccola. Scomparso il tavolo e la stanzaporticina che conduceva al giardino, si trova in compagnia d'un topo e altri animali (parrocchetto, [[dodo]], aquilotto). Il topo abbozza una storia ma poi scatta la "corsa confusa" dove tutti gli animali corrono in circolo, chi inizia dopo chi smette prima. Alla fine della corsa, però, tutti sono asciutti.
 
Allontanatasi da questa compagnia, Alice ritrova il coniglio bianco e la sua casetta. Entrata in casa per cercare guanti e ventaglio del coniglio, mangia di nuovo, diventando ancora una volta enorme, tanto che le braccia le escono dalle finestre. Il coniglio, allarmato, chiama a raccolta Bill la lucertola che prova a passare attraverso il camino, ma Alice lo scaccia con un calcio. Fallita la spedizione di Bill, il coniglio tira sassi ad Alice che però diventano pasticcini. Mangiatone uno, ridiventa piccolissima e fugge dalla casa. Scansato il pericolo del cucciolo gigante, intrattiene una conservazione alquanto strana con un Bruco, tranquillamente appollaiato sul cappello di un fungo che fuma il [[narghilè]]. È al suo cospetto che Alice recita "Sei vecchio, Papà Guglielmo". Dopo aver compreso le ragioni della bambina, ed essersi allontanato, strisciando sull'erba, il Bruco le rivela che le due parti del fungo la possono far crescere e rimpicciolire a suo piacimento.
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