Mazzinianesimo: differenze tra le versioni

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forma: preferibile congiuntivo "si ritiene ... sta" -> si "ritiene ... stia", altro
(→‎Voci correlate: + Felice Momigliano (1866-1924), rettore dell'Università mazziniana)
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Il '''mazzinianesimo''' è una corrente di pensiero che appoggia le idee politiche di [[Giuseppe Mazzini]], [[patriota]], [[politico]] e [[filosofo]] [[italia]]no, ovvero la convinzione che la liberazione dell'[[Italia]] potesse avvenire solo attraverso la costituzione di uno [[Repubblica (forma statuale)|Stato repubblicano]] unitario e che artefice del riscatto nazionale potesse essere solo il popolo animato da una profonda fede religiosa (una sorta di [[Religione civile|religione laica]] della [[Patria]]). Per Mazzini la vera Repubblica è il luogo dove la [[libertà]] e la [[giustizia]] si sarebbero realizzati per tutto il popolo.
 
Si ritiene che il grande merito storico di questo movimento, tutto sorretto ed animato dalla grande personalità del suo fondatore, stastia nel fatto di avere contribuito in modo determinante alla diffusione dell'idea di ''nazione'' negli stati liberali e progressisti, nel ceto che aspirava alla libertà.
 
L'idea di libertà si congiunge nel pensiero di Mazzini indissolubilmente all'idea di "patria". Come afferma lo storico Rosario Romeo: «... il mazzinianesimo riuscì a realizzare, su scala nazionale, il primo movimento autenticamente democratico».
 
Il mazzinianesimo, però, non va considerato un semplice movimento [[Irredentismo|irredentista]], o [[Nazionalismo|nazionalista]]. Mazzini fa propria l'idea di nazione, ma auspica la convivenza pacifica fra i vari popoli. Egli infatti nel famoso [[trittico]] della rivoluzione francese, affianca, alla ''Libertà'' e all<nowiki>'</nowiki>''Uguaglianza'', a volte l<nowiki>'</nowiki>''Associazione'' altre l<nowiki>'</nowiki>''Umanità''.
 
Il termine Fratellanza era di chiara origine cristiana, ede il Mazzini, pur apprezzandone il valore "comunitario", preferì sostituirlo con termini che oggi definiremmo più laici.
 
Non solo, parlare di Umanità ed Associazione, permetteva al Mazzini di contrastare la [[lotta di classe]] tipica del [[marxismo]]. Infatti, il movimento comunista, anche se agli inizi si inserì tra le dottrine "democratiche", fu subito visto dal Mazzini come "escludente", come il tentativo di una parte (il proletariato) di prevalere su un'altra (la borghesia).
 
Circa i rapporti con la [[religione]], Mazzini non si definì mai [[ateo]], anzi professò sempre il proprio credo nella ''"[[religione civile]]"''. Egli contestava ai comunisti il tentativo di cancellare dal cuore e dalla mente degli uomini non solo l'elemento trascendente, divino, ma anche il semplice ''"senso del dovere"''. Secondo il genovese, infatti, il Popolo non può progredire, non solo se non vive in piena libertà, ma anche se non fa proprio il "senso del dovere". Pur non considerando ideale il modello [[Stati Uniti d'America|statunitense]], anzi, accusandolo di accentuare l'[[individualismo]] e l'[[egoismo sociale]], Mazzini apprezzava dello stesso la ''separazione Stato-Chiesa'', accompagnata, però, da un forte senso civico-religioso e dal pieno rispetto delle ''libertà di opinione'', comprese quelle religiose.
 
I mazziniani o "repubblicani" si possono, quindi, a pieno titolo definire "interclassisti" in campo sociale e ''"liberali"'' in materia di diritti umani. Se si volesse inserirli in più generali correnti di pensiero li si potrebbe definire ''"[[Liberalismo sociale|socio-liberali]]"'' o ''"democratici-sociali"'', addirittura ''"socialdemocratici"'', se nel corso del [[XX secolo]] molti partiti [[Socialdemocrazia|Social-Democratici]], non fossero stati di ispirazione marxista.
 
==Mazzinianesimo moderno==
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