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Possiamo aggiungere che in accordo con questo punto di vista niente è reale tranne lo spirito vivente di dio e il mondo degli spiriti viventi che egli ha creato; le cose di questo mondo hanno realtà solo in quanto esse sono l'apparenza di una sostanza spirituale, che è presente in tutto.
 
===La metafisica===
Le chiave della filosofia teoretica di Lotze si trova dunque nella sua metafisica, L'oggetto della sua metafisica è così per rimodellare le nozioni correnti riguardanti l'esistenza delle cose e loro connessioni con le quali l'uso del linguaggio ci fornisce il modo per renderle consistenti e pensabili.
L'assunzioneLe chiave della filosofia teoretica di Lotze si trova dunque nella sua metafisica seguente che ha per oggetto rimodellare le nozioni correnti riguardanti l'esistenza delle cose e loro connessioni con le quali l'uso del linguaggio ci fornisce il modo per renderle consistenti e pensabili. Che le nozioni modificate così trovate abbiano un oggettivo significato e cheed esse in qualche modo corrispondano all'ordine reale del mondo esistente, che naturalmente esse non possono mai veramente descrivere, dipende da una generale confidenza che noi dobbiamo avere nei nostri poteri di ragionamento e nel significato di un mondo nel quale noi stessi con tutti i necessari corsi dei nostri pensieri abbiamo un dovuto posto assegnatoci.
 
Il principio tuttavia di queste ricerche è opposto a due tentativi frequentemente ripetuti nella storia della filosofia:
L'assunzione seguente che le nozioni modificate così trovate abbiano un oggettivo significato e che esse in qualche modo corrispondano all'ordine reale del mondo esistente che naturalmente esse non possono mai veramente descrivere, dipende da una generale confidenza che noi dobbiamo avere nei nostri poteri di ragionamento e nel significato di un mondo nel quale noi stessi con tutti i necessari corsi dei nostri pensieri abbiamo un dovuto posto assegnatoci.
Il principio tuttavia di queste ricerche è opposto a due tentativi frequentemente ripetuti nella storia della filosofia (1).* il tentativo di stabilire leggi generali o forme, alle quali l'evoluzione delle cose deve aver obbedito, o che un creatore debba aver seguito nella creazione di un mondo (Hegel); e (2) il tentativo di tracciare la genesi delle nostre nozioni e decidere dal loro significato e valore (teorie moderne della conoscenza). Nessuno di questi due tentativi è praticabile. Il mondo di molte cose ci circonda; le nostre nozioni, per le quali noi cerchiamo di descriverle correttamente o scorrettamente è già fatto.
* il tentativo di tracciare la genesi delle nostre nozioni e decidere del loro significato e valore (teorie moderne della conoscenza).
 
Nessuno di questi due tentativi è praticabile. Il mondo di molte cose ci circonda già creato; le nostre nozioni, che noi cerchiamo di descrivere correttamente o scorrettamente, è già fatto.
 
Ciò che rimane da essere fatto non è spiegare come un tale mondo si appresta ad essere ciò che è, né come noi siamo arrivati a formulare queste nozioni, ma più o meno ciò che segue: espellere dal cerchio e totalità delle nostre concezioni quelle nozioni astratte che sono inconsistenti e stonate, o rimodellarle e definirle cosicché esse possano costituire un argomento consistente e armonioso.
 
===La realtà===
In questa attività Lotze scarica come inutili e inattendibili molte concezioni favorite della scuola, e molte crude nozioni della vita di ogni giorno. Il corso delle cose e la loro connessione non è pensabile dall'assunzioneriferendola dia una pluralità di esistenze, la realtà delle quali (come distinta dalla nostra conoscenza delle stesse) possa essere concepita solo come una moltitudine di relazioni.
Questa qualità di stare in relazione ad altre cose è ciò che da ad una cosa la propria realtà.
 
E la natura di questa realtà ancora non può né essere consistentemente rappresentata come una sostanza dura e fissa, né come un qualcosa di inalterabile, ma solo come un ordine fisso di ricorrenza di eventi o impressioni in continua evoluzione.
Questa qualità di stare in relazione ad altre cose è ciò che da ad una cosa la propria realtà.
 
E la natura di questa realtà ancora non può né essere consistentemente rappresentata come una sostanza dura e fissa, né come un qualcosa di inalterabile, ma solo come un ordine fisso di ricorrenza di eventi o impressioni in continua evoluzione.
Ma, ancora, ogni tentativo di pensare chiaramente quali possano essere queste relazioni, quello che noi veramente intendiamo, se parliamo di un ordine fisso di eventi, forza su di noi la necessità di pensare anche che le cose differenti che stanno in relazione alle fasi differenti che seguono le une alle altre non possono essere esternamente messi insieme o fatti avvicinare da alcuni indefinibili poteri esteriori nella forma di alcune predestinazioni o destini inesorabili.
Le cose stesse che esistono e le loro fasi di cambiamento devono stare in alcune connessioni interne; essi stessi devono essere attivi o passivi, capaci di fare o soffrire. Questo ci condurrebbe alla visione di Leibniz, che il mondo consiste di monadi, esseri auto-sufficienti che conducono una vita interiore. Questa idea però implica la concezione seguente di Leibniz, quella dell'armonia prestabilita, per la quale il creatore si è preso cura di sistemare la vita di ogni monade, così che vada d'accordo con quella di tutte le altre.
 
Questa concezione, in accordo con Lotze, non è né necessaria né intelligibile. Perché non interpretare all'inizio e rendere intelligibile la concezione comune originatasi nella scienza naturale, quella di un sistema di leggi che governa tutte le cose? Nel tentativo di rendere chiara e pensabile questa concezione, noi siamo però forzati a rappresentare la connessione delle cose come una sostanza universale, l'essenza della quale noi la concepiamo come un sistema di leggi che sottolinea ogni cosa e in sé stessa connette tutto, ma è impercettibile, e conosciuta da noi solo attraverso le impressioni che essa produce in noi, che noi chiamiamo cose.
 
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