Differenze tra le versioni di "Federazione dei Liberali"

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* ''L'accordo con Segni-Scognamiglio (2004)''. Dall'estate 2003 in poi, il dibattito politico venne dominato dalla prospettiva delle Elezioni europee e dalla proposta prodiana della lista unica dell'area ulivista, nonostante che il sistema proporzionale non apparisse il più favorevole per l'operazione. La FdL, mantenendo una linea di opposizione al governo Berlusconi, continuava a criticare la linea dell'"ulivismo indistinto" e a rivendicare la necessità di un'autonoma presenza liberale all'interno del [[centrosinistra]] con riferimento all'ELDR. In questa ottica, la FdL cercò di mettere in pratica la linea della Grande Alleanza ma la cosa non decollò perché i riformatori dello [[Socialisti Democratici Italiani]] puntavano all'unità socialista, i repubblicani erano ormai spaccati tra La Malfa-Nucara (nell'orbita della [[Casa delle Libertà]], con Nucara al governo) e la Sbarbati (in [[Uniti nell'Ulivo]]), i radicali pensavano all'autoconservazione. Non rimase che un accordo minimale con il [[Patto Segni-Scognamiglio]] basato sull'impegno di [[Carlo Scognamiglio]] ad aderire al gruppo ELDR. Alle [[elezioni europee del 2004]], la lista del Patto ottenne però lo 0,53% (172.327 voti) e non elesse nessun parlamentare europeo.
 
* ''La rottura con Zanone (2005)''. A maggio del [[2004]], la FdL formò insieme a [[Fondazione Critica Liberale]], [[Fondazione Libro Aperto]], [[Fondazione Luigi Einaudi]] e la famiglia Malagodi, il Comitato per le Celebrazioni del Centenario della nascita di [[Giovanni Malagodi]] che si aprirono alla Camera dei deputati, alla presenza delle massime autorità dello Stato, con una commemorazione tenuta da [[Beatrice Rangoni Machiavelli]], [[Giulio Andreotti]], [[Giorgio Napolitano]] e [[Annemie Neyts-Uyttebroeck]], presidente dell'Internazionale Liberale. Dopo le elezioni europee, due avvenimenti incentivarono la divergenze politiche nella FdL: la formazione a Bruxelles del [[Partito Democratico Europeo]] promossa da [[François Bayrou]] e [[Francesco Rutelli]] e le vicende del referendum contro la legge sulla Procreazione Medicalmente Assistita, votata dal centro destra e dalla Margherita. Per il Segretario Morelli e gran parte della FdL il distacco dall'ELDR degli esponenti della Margherita (seppure mitigato dal comune gruppo [[ALDE]] nel parlamento europeo) e lo schierarsi di Rutelli e della Margherita su una linea obiettivamente neo-clericale, non dava spazio ad ipotesi di presenza di liberali in quel partito. In seguito a questi sviluppi, nel novembre [[2004]] Zanone, sostenendo il contrario e convinto che i liberali di sinistra devono stare nel centrosinistra, fondò l'[[Associazione per la Democrazia Liberale]], senza tuttavia l'intento di costituire un nuovo partito di ispirazione liberale. Dopo alcuni mesi di discussione, il dissenso giunse al punto di non ritorno dopo il Consiglio Nazionale FdL di metà giugno 2005 in cui la FdL, fautrice da tempo del sistema delle primarie, decise di prendere parte con una giovane donna alle primarie del centro sinistra previste per l'autunno e insistette perché anche Zanone sostenesse questa linea. La richiesta non venne accolta sia perché Zanone si riteneva ormai dimissionario da Presidente sia per le pressioni della [[Democrazia è Libertà - La Margherita|Margherita]], decisamente contraria alla presentazione di candidature differenti da quella di [[Romano Prodi]]. Dopo una polemica con il coordinatore delle primarie [[Vannino Chiti]], la FdL, ormai impossibilitata a presentare un proprio candidato, continuò ad invitare al voto nelle primarie dell'Unione, ritenute un importante strumento partecipativo, ma ormai il rapporto politico con Zanone si era concluso. Tanto che a fine ottobre Zanone, anticipando di una settimana il 7º Congresso FdL, organizzò un incontro ufficiale con Prodi nella sede dell'Unione per presentare le proposte programmatiche dell'[[Associazione per la Democrazia Liberale]], anche come riferimento dei liberali che si riconoscevano nella prospettiva del [[Partito Democratico (Italia)|Partito Democratico]].
 
=== Dal 7º Congresso in poi ===
Il 23 settembre 2007 la FdL insieme ad altre forze politiche liberali (Nuovo PLI, Liberali Sardi, Veneto Liberale, Giovani Liberali ed altre associazioni di stampo liberale) ha organizzato a Verbania una tavolo di discussione e di confronto per trovare un'unità di intenti in vista dei prossimi appuntamenti elettorali e soprattutto per far tornare i liberali italiani al centro della vita politica italiana. Questo incontro è scaturito dalla nascita del ''Coordinamento dei Liberali Italiani'' [http://www.liberaliitaliani.it ] e dalla stesura di un ''Manifesto Costituente''.
 
In occasione delle [[elezioni politiche del 2008]] la FdL non ha raggiunto accordi con nessuna lista presente alla competizione elettorale. Rifiutata la prospettiva dell'ulivismo indistinto (il [[Partito Democratico (Italia)|Partito Democratico]]) sono andate a vuoto le trattative con l'[[Unione di Centro (2008)|Unione di Centro]] di Casini e con il [[Partito Socialista (2007)|Partito Socialista]] di Boselli.
 
Il segretario Morelli in una lettera pubblicata sul sito del movimento indica la strada della scheda bianca o nulla.
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