Differenze tra le versioni di "Cacciacarri"

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Quando si resero disponibili cannoni anticarro da 88 mm fu realizzato un ''Panzerjäger'' su scafo PzKpfw III modificato (allungato e con alcune caratteristiche del PzKPfw IV, usato anche per il semovente [[Hummel (semovente)|Hummel]]), denominati ''[[Nashorn (cacciacarri)|Panzerjäger III/IV Nashorn]]'' (Rinoceronte), costruito in pochi esemplari a partire dal novembre [[1942]] risentì della struttura aperta (simile appunto a quella dell'Hummel) per l'impiego in prima linea.
 
Gli scafi utilizzati per le prove del [[Tiger (P)]] (il carro Tiger progettato dall'ing. [[Ferdinand Porsche]]) furono riconvertiti e, protetti con una struttura in casamatta, ospitarono il cannone ''[[8,8 cm PaK (cannone controcarri)#8,8 cm KwK 43|8,8 cm KwK 43 L/71]]'' diventando così i ''[[Elefant (cacciacarri)|Panzerjäger Tiger (P) Ferdinand]]'', detti anche ''Elefant'' (Elefante). Ci si aspettavano grandi cose da questi mezzi costruiti in 90 esemplari e furono usati per la prima volta a [[Battaglia di Kursk|Kursk]] (luglio [[1943]]), con risultati estremamente deludenti. Questi mezzi pesantissimi, pur armati con il cannone più potente fra quelli che potevano essere montati su mezzi corazzati, erano totalmente impotenti di fronte alla fanteria, quindi subirono gravissime perdite. Ritirati dal fronte russo, furono utilizzati sul fronte italiano, dove comunque non brillarono visto che la loro titanica mole e l'altissimo rateo di peso per centimetro quadrato di cingolo non erano affatto adatti alle strade romane e ai ponti medievali e rinascimentali dell'Italia meridionale e centrale.
 
La soluzione dei ''Panzerjäger'' non era ovviamente soddisfacente (anche se alcuni veicoli avevano caratteristiche notevoli), quindi fu iniziato anche lo sviluppo di veicoli studiati appositamente per il contrasto dei mezzi corazzati nemici.
 
== Italia ==
Il cacciacarri italiano più conosciuto della seconda guerra mondiale non era un cacciacarri, ma un semovente d'assalto. Infatti il ''[[Semovente 75/18]] su scafo [[M13/40]]'' era nato per supportare le fanterie operando in prima linea, e su questa base era stato fissato il suo armamento, cioè un obice da 75 mm in casamatta. Tuttavia la sua sagoma bassa (185 cm) ed il calibro del suo pezzo gli permisero di ottenere buoni risultati anche contro i carri alleati più potenti con cui si scontrò (notare, comunque, che non fu mai utilizzato contro i carri sovietici), grazie anche alla granata EP (Effetto Pronto, copertura per carica cava). Questo mezzo partecipò alle operazioni militari in Africa a partire dalla [[Battaglia di al Gazala]], poi successivamente sul fronte italiano. Con l'armistizio (8 settembre [[1943]]) i mezzi disponibili furono requisiti dai tedeschi ed utilizzati come ''Sturmgeschütz M42 mit 75/18 (850) (i)'' fino alla fine della guerra.Nel dopoguerra i mezzi superstiti furono presi in carico dall'[[Esercito Italiano]].
 
Sullo stesso scafo furono costruiti [[Ansaldo 105/25 M.43|Semoventi 105/25]], ma, dato che i primi furono completati solo a circa metà del [[1943]], questi mezzi (circa 80 esemplari) furono utilizzati solo dai tedeschi (''Sturmgeschütz M43 mit 105/25 (853) (i)'') sul fronte italiano, non risulta che nessuno sia sopravvissuto alla guerra.
 
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[[Categoria:Tipi di veicoli militari]]
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