Differenze tra le versioni di "Charles M. Schulz"

→‎Biografia: consecutio; impaginazione
(→‎Biografia: consecutio; impaginazione)
 
Frequentò la scuola elementare ''Richards Gordon'' a St. Paul, saltando due semestri: in questo modo, quando frequentò la scuola superiore anni dopo, si trovò ad essere il più piccolo della classe. Questo potrebbe spiegare il suo carattere schivo e timido.
[[File:Charles Schulz HS Yearbook.jpg|thumb|leftright|Schulz alle superiori, 1940]]
Alle superiori gli furono rifiutati dei disegni da pubblicare sull'annuario della scuola.<ref name="guardian.co.uk">{{Cita web|lingua=en|url=http://www.theguardian.com/books/2008/oct/11/peanuts-matt-groening-jonathan-franzen|titolo=Oh boy, Charlie Brown|editore=theguardian.com|data=11 ottobre 2008|accesso=30 novembre 2014}}</ref> Sessanta anni dopo, nell'atrio della stessa scuola è stata posta una statua alta un metro e ottanta che raffigura Snoopy.
 
La sua prima striscia a fumetti con cadenza regolare fu pubblicata nel [[1947]] dal ''[[St. Paul Pioneer Press]]'', e si intitolava ''[[Li'l Folks]]''. Anche il Saturday Evening Post accettò di pubblicare alcune vignette dei Li'l Folks. Fu in queste strisce che apparve per la prima volta [[Charlie Brown]], così come un [[Canis lupus familiaris|cane]] somigliante a [[Snoopy]]. Nel [[1950]] Schulz propose i suoi lavori alla [[United Features Syndicate]], e i ''[[Peanuts]]'' furono pubblicati per la prima volta il 2 ottobre [[1950]]. Per breve tempo disegnò anche una striscia ispirata allo sport chiamata ''[[It's Only a Game]]'' (1957-1959), aiutato anche dal suo amico e già collaboratore per i Peanuts [[Jim Sasseville]], ma la serie non prese piede e fu chiusa.
 
Con l'andare degli anni, i Peanuts divennero uno dei fumetti più popolari di tutti i tempi. Parte della sua esperienza viene riflessa nei Peanuts attraverso le somiglianze con [[Charlie Brown]], il personaggio principale; alcuni esempi:
* anche il padre di Schulz era [[barbiere]] e sua madre casalinga
Gran parte della sua vita viene raccontata nei Peanuts attraverso le somiglianze con [[Charlie Brown]], il personaggio principale. Per esempio:
* anche Schulz da piccolo aveva un cane (il suo cane Spike però era un [[pointer]]).
 
* anche il padre di Schulz era [[barbiere]]timido e sua madre casalinga.introverso
* anche Schulz da piccolo aveva un cane (il suo cane Spike però era un [[pointer]]).
* anche Schulz era timido e introverso.
* la ''ragazzina dai capelli rossi'' di Schulz era [[Donna Johnston]], con cui aveva avuto una relazione. Schulz le chiese di sposarlo, ma lei rifiutò. Rimasero comunque sempre amici.
 
Schulz, pur essendo un cristiano convinto<ref>{{cita web|url=http://www.evangelo.it/wp/un-messaggio-per-te/pensieri-per-te/la-fine-delle-parabole-di-charles-schulz/|titolo=La fine delle parabole di Charles Schulz|editore=evangelo.it|accesso=30 novembre 2014}}</ref>, si è sposatosposò due volte,: la prima volta nel [[1951]] con [[Joyce Halverson]]. Hannodalla avutoquale ebbe cinque figli, mae hanno divorziatodivorziò nel [[1972]]. Ined, in seguito si è risposato nel [[1973]], con [[Jean Forsyth Clyde]], che sposò nel [[1973]] e con cuila haquale vissutovisse il resto della vita.
 
Il padre di Schulz morì nel [[1966]] mentre era andato a trovarlo, lo stesso anno in cui il suo studio in [[California]] è bruciatobruciò in un incendio.
 
''Peanuts'' è stato pubblicato per quasi cinquant'anni praticamente senza interruzioni ed è apparso su 1.600 quotidiani in 75 paesi. Nel novembre [[1999]] Schulz ha avutoebbe un [[ictus]]; più tardi gli venne diagnosticato un [[Cancro (malattia)|cancro]]. A causa della [[chemioterapia]] e per il fatto che non riusciva a leggere o vedere con chiarezza, il 14 dicembre [[1999]] annunciò il suo ritiro, all'età di settantasette anni.
 
Schulz morì il 12 febbraio [[2000]] a [[Santa Rosa (California)|Santa Rosa]] in [[California]] a causa di un [[attacco cardiaco]]. Il giorno dopo fu pubblicata la sua ultima striscia, in cui lasciava a Snoopy il compito di congedarsi dai suoi lettori con queste parole:
 
Charles Schulz"|''[http://archiviostorico.corriere.it/2000/febbraio/13/Grazie_cari_amici_lettori_nessun_co_0_0002138925.shtml corriere.it, 13 febbraio 2000]''}}
Schulz ha richiesto nel suo testamento che i personaggi dei ''Peanuts'' rimanessero genuini e che non si disegnassero nuove strisce basate sulle sue creature. ''Peanuts'' è stato pubblicato per quasi cinquant'anni praticamente senza interruzioni ed è apparso su 1600 quotidiani in 75 paesi.
Fino ad oggi le sue volontà sono state rispettate, e le vecchie strisce continuano a essere ripubblicate su quotidiani e riviste.