Letteratura della Sardegna: differenze tra le versioni

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I carmina della Grotta della Vipera sanciscono l'inizio della storia letteraria dell'isola.
Dalla tarda età romana ci giungono gli scritti fortemente polemici di [[San Lucifero|San Lucifero di Cagliari]]<ref>Epistole ad Eusebio, De regibus apostaticis, Pro S. Athanasio, De non parcendo in Deum delinquentibus, Moriendum esse pro filio Dei, Opere, a cura di G. di Tilet, vescovo di Meaux, 1568,Opere, in Maxima biblioteca patrum, vol. IV, Lione, 1687, Opere, a cura di S. Coleti, Venezia, 1778</ref>, strenuo difensore dell'ortodossia cattolica contro l'eresia ariana. Altri scritti di carattere teologico ci sono arrivati dal cagliaritanosardo [[Eusebio di Vercelli|Eusebio Santo Vescovo di Vercelli]],<ref>Epistole Antiquorum patrum sermones et epistolae de Sancto Eusebio vercellensi et martire ex codice manuscripto veteri tabularii ecclesiae vercellensis periscorum item patium et aliorum authorum testimonia de eodem. Vita praeterea eiusdem..., Mediolani, 1581; a Eusebio si attribuiscono inoltre un Trattato sulla Trinità (secondo alcuni composto da san Atanasio) e un Evangelario latino, conservato nella cattedrale di Vercelli, edito in Roma, nel 1749 dal P. Giuseppe Biandani.</ref> coetaneo di Lucifero.
 
== Il medioevo ==
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