Differenze tra le versioni di "Piano di partizione della Palestina"

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Nel febbraio 1947, il governo di Sua Maestà, guidato da [[Clement Attlee]], non essendo più in grado di mantenere l'ordine in Palestina, decise di rimettere il mandato britannico alle Nazioni Unite.
 
L'ONU designò il 13 maggio 1947 i membri di un Comitato, l'UNSCOP, composto dai rappresentanti di 11 Stati ([[Australia]], [[Canada]], [[Guatemala]], [[India]], [[Iran]], [[Paesi Bassi]], [[Perù]], [[Svezia]], [[Cecoslovacchia]], [[Uruguay]], [[Jugoslavia]]). Per evitare accuse di parzialità, nessuna delle grandi potenze vincitrici della [[Seconda guerra mondiale]] ([[Cina]], [[Francia]], [[GranRegno BretagnaUnito]], [[URSS]], [[USA]]) entrò a far parte del Comitato.
 
L'UNSCOP considerò due opzioni. La prima era la creazione di uno Stato ebraico e di uno Stato arabo indipendenti, con la città di Gerusalemme posta sotto controllo internazionale (sulla falsariga del piano di spartizione proposto nel 1937 dalla Commissione Peel). La seconda consisteva nella creazione di un unico Stato, di tipo federale, che avrebbe compreso sia uno Stato ebraico, sia uno Stato arabo (sulla falsariga di quanto prevedeva il ''Libro Bianco'' del Mandato Britannico scritto nel 1939).
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