Analessi: differenze tra le versioni

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A livello letterario, un primo e famosissimo esempio di analessi si può ritrovare nella struttura di due classici della lingua indiana: il ''[[Rāmāyaņa]]'' e il ''[[Mahābhārata]]''. In entrambi i casi, infatti, la storia principale viene narrata con l’ausilio di una serie di racconti separati, ambientati in tempi differenti. Sempre per ciò che concerne la letteratura orientale, un altro utilizzo di questo dispositivo può essere ritrovato in alcuni dei racconti raccolti in ''[[Le Mille e una Notte]]''. Nel giallo “Le Tre Mele”, ad esempio, la storia comincia con la scoperta del cadavere di una giovane donna; in seguito, l’assassino si rivela e racconta le ragioni del suo omicidio attraverso il flashback di una catena di eventi che portano poi alla scoperta del corpo senza vita, ritrovato all’inizio della storia. Questa figura retorica viene utilizzata anche in altri racconti, come “Sinbad il Marinaio” e “La Città d'Ottone".
 
Per quanto riguarda la tradizione britannica e statunitense, invece, le analessi furono frequentemente utilizzate dallo scrittore [[Ford Madox Ford]] e dal [[poeta]], autore, storico e studioso di [[mitologia]] [[Robert Graves]] come fonte di ispirazione. Lo scrittore statunitense [[Thornton Wilder]], inoltre, può essere considerato il progenitore del moderno disastro epico presente nella letteratura e nel cinema, grazie al suo libro del [[1927]], ''Il ponte di San Luis Rey'', che rappresenta un primo esempio di storia in cui un singolo disastro colpisce più vittime, le cui vite vengono poi esplorate tramite una serie di flashback che raccontano gli eventi che hanno portato al disastro in questione.
 
Nell'[[epica]] classica troviamo un ''flashback'' nell'[[Odissea]] (libri IX-XII) quando [[Ulisse]] racconta le sue passate peripezie alla corte di [[Alcinoo]] re dei [[Feaci]] e uno nell'[[Eneide]] di [[Publio Virgilio Marone]] (libri II - III) dove [[Enea]] a [[Cartagine]] racconta le sue passate vicende alla regina [[Didone]]. [[Alessandro Manzoni]] nel [[romanzo]] [[I Promessi sposi]] narra in ''flashback'' la storia di Ludovico ([[padre Cristoforo]]) nel capitolo IV, quella di [[Gertrude]] (la [[monaca di Monza]]) nei capitoli IX-X, quella dell'[[Innominato]] nel capitolo XIX e quella del [[cardinale]] [[Federigo Borromeo]] nel XXII.
 
La struttura dell’analessi può anche conferire al presente un alone di ambiguità: ad esempio, se i flashback sono largamente estesi e seguono un ordine cronologico, lo spettatore potrebbe essere portato a percepirli come “presente”, mentre gli stralci di fatti “odierni” che li inframmezzano potrebbero essere considerati come una serie di flashforward; viceversa, se essi sono presentati come una serie di frammenti in ordine non cronologico, potrebbe risultare difficile individuare un tempo presente a cui fare riferimento. Un esempio di questa seconda casistica è ''[[Mattatoio n. 5]]'' di [[Kurt Vonnegut]], il cui protagonista viaggia nel tempo e nello spazio in maniera del tutto casuale: in questo modo, la narrazione presenta una sequela di momenti disposti in ordine non cronologico che rendono arduo il riconoscimento di un vero e proprio presente.
Agli esordi, però, questo dispositivo è usato in maniera abbastanza sporadica, almeno sino al [[1939]], anno in cui [[William Wyler]] realizza ''[[Cime tempestose (film 1939)|Cime tempestose]]'' (conosciuto in Italia anche con il titolo ''La voce nella tempesta''), adattamento dell’omonimo romanzo di [[Emily Brontë]]. Come nella versione cartacea, la storia principale – quella di Heathcliff e del suo amore per Catherine – viene narrata dalla governante Ellen, che soddisfa la curiosità del visitatore notturno Mr. Lockwood, cominciata per via di alcune visioni ectoplasmatiche. Dello stesso anno è ''[[Alba tragica]]'' di [[Marcel Carné]], interamente raccontato tramite flashback: la storia, infatti, comincia con l’assassino di un uomo in un hotel; mentre il responsabile di tale gesto (interpretato da [[Jean Gabin]]) è circondato dalla polizia, svariate analessi raccontano le motivazioni del suo gesto e la storia che vi sta dietro.
 
Nel cinema statunitense classico, la stragrande maggioranza dei film di ambientazione processuale utilizza i flashback come espediente narrativo: in questi casi gli eventi passati vengono visualizzati attraverso il racconto di un testimone, o la confessione di un criminale sottoposto a interrogatorio.
 
Alle volte, un flashback può essere inserito all’interno di una pellicola, anche se esso non era presente nell’originale da cui essa è stata tratta. Ad esempio, la versione cinematografica del 1956 di ''Carousel'' – un [[musical]] di [[Rodgers e Hammerstein]] – presenta un’analessi atta ad attutire, in qualche modo, l’impatto drammatico del dipanarsi della storia, poiché Carousel era considerato insolitamente forte per essere un musical. Anche nella versione cinematografica di ''[[Camelot]]'' (1967) è stato aggiunto un flashback. In questo caso, il motivo non è da ricercarsi nella volontà di attutire il colpo di uno sviluppo narrativo successivo, ma – a detta dello sceneggiatore [[Alan Jay Lerner]] – nel fatto che l’opera teatrale aveva subito una serie di critiche per via del suo brusco cambio di registro, che spaziava dalla commediola alla tragedia in un battito di ciglia.
Verso la fine della sua vita, il regista [[Howard Hawks]] si dichiarò orgoglioso del fatto che nessuno dei suoi film abbia utilizzato flashback.
 
Per quanto riguarda le serie televisive, ''[[Psych]]'' utilizza un flashback in quasi ogni episodio, così come ''[[Lost (serie televisiva)|Lost]]'' nelle sue prime tre stagioni e ''[[C'era una volta (serie televisiva)|''C'era una volta'']]''. Anche la prima stagione di ''[[Veronica Mars]]'' mostra vari spezzoni della vita della protagonista prima della morte di Lily Kane, in modo da approfondirne la psiche e fornire indizi sull’omicidio della giovane ragazza.
 
== Prolessi ==
 
== Voci correlate ==
* [[Figura retorica]]
* [[Prolessi]]
* [[Fabula]]
 
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