Leocare: differenze tra le versioni

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== Cenni biografici ==
Il ''floruit'' della sua arte posto da [[Gaio Plinio Secondo|Plinio]] intorno al 370 a.C. è probabilmente troppo alto se paragonato alle altre fonti in nostro possesso. Il primo periodo della sua attività si svolse ad Atene; da qui giungono sette basi di statue recanti la sua firma.<ref>{{Cita|Giuliano 1987|pp. 705-706.}}</ref> Al periodo ateniese appartiene il ritratto bronzeo di [[Isocrate]] dedicato a [[Eleusi]] da [[Timoteo (stratego)|Timoteo]], figlio di [[Conone]], e attribuito a Leocare dallo [[Pseudo-Plutarco]] (''Vite dei dieci oratori, Isocrate'' 27), una replica mediocre del quale è stata riconosciuta nel busto di Villa Albani. Dell'esistenza di una giovanile statua di ''Apollo'' ci informa una lettera che si pretende essere stata scritta da [[Platone]] per [[Dionigi II di Siracusa]] (Pseudo-Platone, ''[[Lettere (Platone)|Epist.]]'', 13, 361). Dal [[350 a.C.]] circa venne chiamato alla decorazione del [[Mausoleo di Alicarnasso]], una delle "[[Sette meraviglie del mondo]]", per il quale gli venne assegnato, secondo Plinio, il lato ovest del fregio (''Nat. hist.'', XXXVI, 30); iniziò così un periodo di attività al servizio della dinastia macedone; dal [[338 a.C.]] ([[Battaglia di Cheronea (338 a.C.)|battaglia di Cheronea]]) si datano le statue-ritratto crisoelefantine di [[Filippo II di Macedonia]], [[Alessandro Magno]], [[Aminta III]], [[Olimpiade d'Epiro|Olimpiade]] ed [[Euridice II di Macedonia|Euridice II]] realizzate per il [[Philippeion]] di [[Olimpia]] ([[Pausania il Periegeta|Pausania]], V, 20, 9). Una data di riferimento per l'ultima parte della sua attività è fornita da Plutarco che lo indica come collaboratore di [[Lisippo]] all'[[anatema]] con la ''Caccia di Alessandro'' dedicato da [[Cratero]] nel santuario di [[Delfi]] intorno al 320 a.C. (Plut., ''Alexander'' 40).
 
Dal [[350 a.C.]] circa venne chiamato alla decorazione del [[Mausoleo di Alicarnasso]], una delle "[[Sette meraviglie del mondo]]", per il quale gli venne assegnato, secondo Plinio, il lato ovest del fregio (''Nat. hist.'', XXXVI, 30); iniziò così un periodo di attività al servizio della dinastia macedone; dal [[338 a.C.]] ([[Battaglia di Cheronea (338 a.C.)|battaglia di Cheronea]]) si datano le statue-ritratto crisoelefantine di [[Filippo II di Macedonia]], [[Alessandro Magno]], [[Aminta III]], [[Olimpiade d'Epiro|Olimpiade]] ed [[Euridice II di Macedonia|Euridice II]] realizzate per il [[Philippeion]] di [[Olimpia]] ([[Pausania il Periegeta|Pausania]], V, 20, 9). Una data di riferimento per l'ultima parte della sua attività è fornita da Plutarco che lo indica come collaboratore di [[Lisippo]] all'[[anatema]] con la ''Caccia di Alessandro'' dedicato da [[Cratero]] nel santuario di [[Delfi]] intorno al 320 a.C. (Plut., ''Alexander'' 40).
 
Tra le altre opere indicate dalle fonti troviamo: uno ''Zeus'' per l'[[acropoli di Atene]] (Paus., I, 24.4), un ''Apollo'' eretto nei pressi del [[tempio di Apollo Patroos]] nell'[[agorà di Atene]] (Paus., I, 3.4), un gruppo con ''Zeus e Demos'' al [[Pireo]] (Paus., I, 1.3).
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