Differenze tra le versioni di "Abbazia di Monte Maria"

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Il monaco Goswin nella seconda metà del [[Trecento]] redasse una storia del monastero, il ''Registrum monasterii Montis sancti Marie''.<ref>''Das Registrum Goswins von Marienberg'', a cura dell'Archivio Provinciale di Bolzano (Veröffentlichungen des Südtiroler Landesarchivs, 5), Innsbruck, Wagner, 1996. ISBN 3-7030-0282-4</ref> Inoltre riordinò l'archivio, estendendo diversi registri documentali che conservano sino a oggi la ricca documentazione medievale del convento.
 
Negli anni l'abbazia fu sconvolta da due incendi, e anche dalla [[peste nera]] del 1348, che ridusse il numero di monaci a solo quattro presenze. Ciò mise a rischio anche la chiusura della struttura, che rimase aperta grazie al Duca del [[Tirolo]] ed al Santo Padre.<ref name=autogenerato1>[http://www.marienberg.it/it/storia.htm storia<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>
 
Nel seguito sotto l'abate Matthias Lang (1615-1640), trasferito dall'[[Abbazia di Weingarten]], un convento nella regione germanica del [[Württemberg]], il monastero segui un buon periodo di ripresa.<ref name=autogenerato1 /> Successivamente nel [[1647]] il complesso fu rivisitato architettonicamente in chiave [[architettura barocca|barocca]] e così oggi la chiesa barocca rappresenta l'unico esemplare di basilica a tre navate colonnate in [[Val Venosta]].
 
In totale la chiesa aveva cinque navate; due di queste, quelle orientali, vennero separate per poter far posto al coro, alla sacrestia e alla cappella.
<nowiki> </nowiki>Negli anni sono anche state ingrandite le dimensioni delle finestre romaniche per poter ottenere una maggiore illuminazione degli interni; le decorazioni a stucco, tipiche del periodo rinascimentale, sono ascritte a Florian Nuth di Innsbruck e al padre gesuita Paul Bock.<ref>[http://www.marienberg.it/it/chiesa.htm chiesa<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>
 
===Cripta===
La [[cripta]] romanico-bizantina, che è la parte più antica dell'edificio e che non ha subito modifiche nel corso della storia, ospita ancora oggi affreschi romanici con influssi bizantini, esempio rarissimo in tutta la regione alpina. Fu consacrata nel 1160 dal [[Diocesi di Coira|vescovo di Coira]] Sant'Adalgod (4 febbraio 1151 - 3 ottobre 1160), che la destino' come il primo luogo di culto. Fu nel 1643, che una parte della cripta, quella occidentale, venne dedicata alla sepoltura dei monaci, erigendo un muro. Quando nel 1980 venne abbattuto il muro divisorio, riaffiorarono antichi affreschi romani, fino ad allora non noti. La cripta fu visitata dal pontefice, allora cardinale, [[Benedetto XVI]] assieme a suo fratello.<ref>[http://www.marienberg.it/it/cripta.htm cripta<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>
 
Oggiogiorno la cripta è visitabile solo nel periodo estivo, durante la preghiera serale dei [[Vespri]], in modo tale da preservare gli antichi affreschi. Difatti, per ragioni squisitamente conservative, nel 2007, è stato inaugurato dall'allora abate, Bruno Trauner<ref>[http://www.ora-et-labora.net/monachesimoaltoadige.html Monachesimo in Alto Adige<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref><ref>[http://www.benediktinerlexikon.de/wiki/Trauner,_Bruno TRAUNER, Bruno (Eduard) OSB – Biographia Benedictina<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref><ref>[http://www.tirolerportraits.it/de/Portraits-suchen.aspx?ctl00_ContentPlaceHolderHaupt_RadGrid1ChangePage=155 Portraits in Tirol suchen und finden<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>, il museo dedicato alla storia e ai tesori d'arte dell'abbazia benedettina.<ref>[http://www.musei-altoadige.it/it/musei.asp?muspo_id=1063 Museo dell'Abbazia di Montemaria | Musei | Musei in Alto Adige | Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>
 
==Il sentiero delle ore==
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