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Per secoli il protocollo aveva previsto inoltre che il camerlengo picchiettasse la fronte del pontefice con un martelletto d'argento recante lo stemma papale: questo gesto ora è sostituito con il semplice stendere un velo sul viso del defunto.
 
Successivamente il camerlengo rimuove l'[[anello piscatorio|anello del pescatore]] dal dito anulare della mano destra del defunto pontefice e ordina che il sigillo papale presente sull'[[Anello (gioiello)|anello]] venga infranto (da [[Giovanni Paolo II]] viene più sobriamente dettosemplicemente "annullato" con una graffiatura). Egli pone infine i sigilli allo studio e alla camera da letto del papa e dà comunicazione del decesso al [[cardinale vicario]] di [[Roma]], al quale ufficialmente spetterà "renderla nota al popolo". Spetterà invece al [[Decano del Collegio Cardinalizio]], una volta informato dal camerlengo o dal [[Prefettura della Casa Pontificia|Prefetto della Casa Pontificia]] del decesso del pontefice, darne notizia ai cardinali e convocarli a Roma per eleggere il nuovo successore di Pietro. Sarà sempre compito del decano comunicare l'avvenuto decesso al corpo diplomatico e ai capi di Stato del mondo.
 
Da quel momento comincia il periodo della [[Sede vacante]]: iniziano i preparativi per i [[funerale|funerali]] e i nove giorni consecutivi di lutto dello stato ([[novendiale|novendiali]]); successivamente vengono avviati i lavori del [[conclave]] per eleggere il nuovo papa.
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