Differenze tra le versioni di "Variabile (matematica)"

m
Bot: rimuovo template {{categorie qualità}} obsoleto (v. discussione)
m (migrazione automatica di 1 collegamenti interwiki a Wikidata, d:Q50701)
m (Bot: rimuovo template {{categorie qualità}} obsoleto (v. discussione))
 
Un tipico esempio è quello dell'[[equazione di primo grado]] <math>ax + b = 0.</math>
Questa formula contiene 3 variabili: <math>a</math>,<math>b</math> e <math>x</math>. Le prime due rappresentano quantità che si assumono conosciute, ma che possono cambiare da equazione a equazione. L'ultima variabile rappresenta una quantità sconosciuta che si vuole determinare, ovvero la soluzione dell'equazione.
 
La formula risolutiva di questa equazione, <math>x=-\frac{b}{a}</math>,
 
== Storia del concetto ==
[[François Viète]] introdusse alla fine del sedicesimo secolo l'idea di rappresentare numeri conosciuti o sconosciuti con lettere, oggi chiamate variabili, e di eseguire calcoli con esse proprio come se fossero numeri: questo permetteva alla fine di trovare il risultato numerico mediante una semplice sostituzione. La convenzione utilizzata da Viète era di usare le consonanti per rappresentare i numeri che si consideravano conosciuto, e di usare le vocali per quelli sconosciuti, da determinare.<ref name="Fraleigh">{{Cita libro|cognome= Fraleigh|nome= John B.|titolo= A First Course in Abstract Algebra|editore= [[Addison-Wesley]]|edizione= 4|anno= 1989|città= United States|pp= 276| isbn = 0-201-52821-5}}</ref>
 
Nel 1637 [[Cartesio]] introdusse una notazione differente, in cui le variabili sconosciute erano rappresentate con le ultime lettere dell'alfabeto, ''x'', ''y'' e ''z'', mentre quelle conosciute con le prime, ''a'', ''b'', ''c''.<ref>Tom Sorell, ''Descartes: A Very Short Introduction'', (2000). New York: Oxford University Press. p. 19.</ref>
 
A partire dal 1660, [[Isaac Newton]] e [[Gottfried Leibniz]] svilupparono indipendentemente il [[calcolo infinitesimale]], che essenzialmente consiste nello studio di come una variazione infinitesimale di una variabile corrisponde alla variazione di un'altra quantità che è funzione della prima. Quasi un secolo dopo [[Eulero]] introdusse la notazione <math>y=f(x)</math> per una funzione <math>f</math>, il suo argomento ''x'' e il suo valore ''y''.
 
[[Categoria:Matematica di base]]
 
{{categorie qualità}}
2 667 504

contributi