Differenze tra le versioni di "Scuola toscana"

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Quando nel 1251 morì [[Federico II di Svevia]], anche la Magna Curia si andò sgretolando, e con essa la [[Scuola siciliana]]. Tuttavia la produzione poetica dei siciliani trovò dei continuatori nei poeti della cosiddetta ''Scuola di Transizione''.
 
Troviamo, così, lo '''spostamento fisico''' dell'asse culturale dalla Magna Curia ai [[comune|comuni]] [[ghibellino|ghibellini]] della Toscana.<br />
 
Altri, invece, ipotizzano che derivi dalla [[poesia trobadorica|lirica provenzale]] in cui, a differenza della lirica siciliana, sono presenti temi politici che invece scompaiono in quella siciliana.
La novità più significativa di questo gruppo di poeti, infatti, consiste nel loro ambiente sociale, che non è più quello feudale, ma quello comunale, caratterizzato da dinamismo, conflittualità interne, mutamenti socio-economici e quindi anche morali.
 
Proprio per questo, in alcuni di loro la tematica amorosa cede il posto a quella civile, con l'intervento appassionato e polemico sulla realtà politica vissuta in prima persona.
 
Gli elementi caratteristici della lirica toscana, che costituiscono un arricchimento dei modelli poetici siciliani e preludono al mutamento di tipo intimo e spirituale della poesia stilnovistica (da qui il nome di <Scuola di transizione>), possono essere sintetizzati nel modo seguente:
 
- Una concezione più intima e individuale dell'amore;
- la spiritualizzazione della figura femminile;
-la trattazione di alcuni temi oltre a quello amoroso, quali la guerra, l'esilio, la passione politica;
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