Differenze tra le versioni di "Medea (film 1969)"

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{{Citazione|Tutto è santo e l'intera Natura appare innaturale ai nostri occhi. Quando tutto ti sembrerà normale della natura, tutto allora sarà finito!|Frase di Chirone pronunciata al piccolo Giasone}}
'''''Medea''''' è un [[film]] [[italia]]no del [[1969]], diretto da [[Pier Paolo Pasolini]], basato sull’[[Medea (Euripide)|omonima tragedia]] di [[Euripide]] e interpretato da [[Maria Callas]]. Il film, i cui esterni furono girati in [[Turchia]], in [[Siria]], a Pisa
e a [[Grado (Italia)|Grado]], ebbe una positiva accoglienza da parte della critica anche se, sotto il profilo commerciale,ma non riscosse il successo commerciale sperato.
 
==Trama==
In [[Grecia]] a [[Corinto]] il re Esone è stato spodestato dal fratellastro [[Pelia]], il quale governa con crudeltà e spietatezza, cercando in tutti i modi di uccidere l'erede al trono [[Giasone (mitologia)|Giasone]], ora mandato dalpresso il suo protettorementore [[Chirone]]. In [[Scizia]] è stata raccolta una potente reliquia chiamata [[Vello d'oro]], tempo prima merce di [[Frisso]]. La pelle d'oro apparteneva al caprone sacro, inviato dagli dei per salvare il fanciullo e la sorella [[Elle]] da morte certa, ed aveva attraversato in volo tutto l'[[Ellesponto]], mare che prenderà questo nome dalla sorella Elle che ci cadrà purtroppo, venendo inghiottitaaffondandovi. Giunto nella terra [[Colchide]], Frisso verrà ucciso e, la capra sarà scuoiata e la pelle data in dono ad [[Ares]].
 
Dopo questo prologo, in cui il centauro [[Chirone]] spiega a un fanciullo (il giovane [[Giasone (mitologia)|Giasone]]) in maniera filosofica anche l'armonia e l'equilibrio della natura, viene presentata la superba figura di [[Medea (mitologia)|Medea]], sovrana della [[Colchide]], una terra brutale e piena di usanze grottesche che ospita la reliquia del [[Vello d'oro]]. Dall'altra parte del mondo, in [[Grecia]], [[Giasone (mitologia)|Giasone]], divenuto grande, ha ora la possibilità di sfidare suo zio e recuperare il suo regno. Quest'ultimo però gli chiede in cambio la preziosa pelliccia di capra, cosicché Giasone si mette in viaggio alla ricerca della reliquia. Un giorno, mentre Medea sta pregando la reliquia nel tempio, vede per la prima volta l'eroe greco, giunto nel frattempo a bordo di una zattera con un gruppetto di uomini, e se ne innamora perdutamente, così tanto da chiedere aiuto al fratello per rubare il Vello d'oro e partire con Giasone per la Grecia.
 
Il re suo padre lo viene a sapere e si getta all'inseguimento della figlia la quale al fine di rallentarlo, uccide il fratello lasciando pezzi del suo corpo lungo il cammino per costringere l'uomo a fermarsi più volte. Dopo aver raccolto tutti i pezzi del corpo di suo figlio, il sovrano torna nel suo villaggio a restituirli alla madre piangente affinché abbiano una degna sepoltura. Intanto Giasone e i suoi compagni e Medea attraversano il mare e si accampano. Lontana dalla sua terra e dalle sue tradizioni, Medea ha una crisi spirituale. Le sensazioni di tormento si acutiscono quando capisce che Giasone e i suoi compagni hanno usanze totalmente opposte alle sue. Consegnato il Vello allo zio, quest'ultimo vien meno alla parola data negando il trono al nipote, il quale accetta di buon grado la situazione.
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