Letteratura della Sardegna: differenze tra le versioni

Il Cinquecento
(Il Cinquecento)
La prima opera [[letteratura|letteraria]] in sardo, ormai alla fine del medioevo, risale alla seconda metà del [[XV secolo|Quattrocento]], pubblicato però circa un secolo dopo. Si tratta di un poemetto ispirato alla vita dei santi martiri turritani ad opera dall'arcivescovo di Sassari [[Antonio Cano]]. Questa opera è l'unica precedente alla seconda metà del [[XVI secolo|Cinquecento]].
=== Il Cinquecento ===
GliFra gli autori sardi del [[XVI secolo|Cinquecento]] comespicca [[Antonio Lo Frasso]], principalmente per la sua opera [[SigismondoLos Arquerdiez libros de Fortuna de Amor]], che è citata nella [[GiovanniBiblioteca Francescodi FaraDon Chisciotte]], nel [[PietroDon DelitalaChisciotte della Mancia|capolavoro]], sarannodi plurilingui[[Miguel de Cervantes]]. MentreEgli Loscrisse Frassoprincipalmente scrivein [[lingua spagnola|spagnolo]], ima suoiscrisse poemianche in [[lingua spagnolacatalana|spagnolocatalano]] ed in [[lingua sarda]]. Generalmente gli scrittori sardi in quell'epoca erano plurilingui, come [[Sigismondo Arquer]], [[Giovanni Francesco Fara]], [[Pietro Delitala]]. Infatti Delitala sceglie di scrivere in [[lingua italiana|italiano]], o allora [[Dialetto toscano|toscano]], e [[Gerolamo Araolla]] scrive nelle tre lingue. Ma da tale periodo, la penetrazione del castigliano come lingua letteraria non conosce ostacoli e diventa prevalente nel seicento, mentre la saggistica permarrà il latino, come in tutto il resto dell'Europa<ref>La produzione in latino era tanto radicata che ancora nel 1837 il botanico piemontese [[Giuseppe Giacinto Moris]], professore all'Università di Cagliari, pubblicava la sua ''Flora sardoa seu historia plantarum in Sardinia et adjacentibus insulis'', il primo studio sistematico sulla [[flora della Sardegna]], interamente in latino.
</ref>.
=== Il Seicento ===
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