Differenze tra le versioni di "Guerra sociale"

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|Schieramento1=[[Repubblica romana]]
|Schieramento2=''Gruppo marsico'':<br />[[Marsi]],<br />[[Peligni]],<br />[[Vestini]],<br />[[Marrucini]],<br />[[Piceni]],<br />[[Frentani]],<br />[[Pretuzi]]<br />''Gruppo sannita'':<br />[[Sanniti]],<br />[[Irpini]],<br />[[Lucani]],<br />[[Iapigi]],<br />[[Venosa|Venusia]],<br />[[Pompei|Pompeii]]
|Comandante1=[[Publio Rutilio Lupo (console 90 a.C.)|Publio Rutilio Lupo]]†,<br />[[Gaio Mario]],<br />[[Gneo Pompeo Strabone]],<br />[[Lucio Giulio Cesare (console 90 a.C.)|Lucio Giulio Cesare]],<br />[[Lucio Cornelio Silla]],<br />[[Tito Didio]]†,<br />[[Lucio Porcio Catone]]†,<br />[[Lucio Cornelio Cinna (console 87 a.C.)|Lucio Cornelio Cinna]]
|Comandante2=[[Quinto Poppedio Silone]]†,<br />[[Gaio Papio Mutilo]],<br />[[Erio Asinio]]†,<br />[[Publio Vettio Scatone]],<br />[[Publio Presenteio]],<br />[[Gaio Vidacilio]],<br />[[Mario Egnazio]],<br />[[Tito Afranio]],<br />[[Iudacilio]],<br />[[Tito Erennio]],<br />[[Gaio Pontidio]],<br />[[Lucio Afranio (generale)|Lucio Afranio]],<br />[[Marco Lamponio]]
|Effettivi1=
Dopo l'uccisione di [[Livio Druso]] gli italici - esclusi gli Etruschi e gli Umbri - si ribellarono a Roma. La rivolta scoppiò ad [[Ascoli Piceno|Ascoli]], nel Piceno, dove, secondo il racconto di [[Velleio Patercolo]], un pretore, un legato e tutti i Romani residenti in città furono massacrati.<ref>[[Velleio Patercolo]], ''[[Historiae romanae ad M. Vinicium libri duo]]'', lib. II, 15.</ref> I ribelli si organizzarono in una libera Lega con un proprio esercito, e stabilirono, dapprima a [[Corfinium]] (oggi [[Corfinio]]) poi ad [[Isernia]] la loro capitale<ref>[http://www.portaleditalia.it/italia-new/27-Comuni-e-territorio/290-Molise/291-Isernia/provincia/tutte-le-strutture/2082-Comune-di-Isernia.html Storia di Isernia]</ref>, dove crearono la sede del senato comune e mutarono il loro nome da Lega Sociale a [[Lega Italica (storia romana)|Lega Italica]]. [[Monetazione della guerra sociale|Coniarono persino una propria monetazione]]<ref>[http://numismatica-classica.lamoneta.it/riepilogo/R-RRG Monetazione della Guerra Sociale 91-87 a.C.]</ref>. Alcune monete recavano la scritta ''Italia''; due raffiguravano un toro che abbatteva la lupa romana.
 
Gli italici organizzarono un esercito di oltre 100.000 uomini costituito in legioni secondo l'ordinamento romano; un raggruppamento posto al comando del valente condottiero marso [[Quinto Poppedio Silone]], venne schierato a nord, nel Piceno e negli Abruzzi, mentre il comandante sannita [[Gaio Papio Mutilo]] prese la guida delle forze concentrate a sud, in Campania e nel Sannio; i piani prevedevano un'avanzata convergente verso il Lazio<ref>A. Bernardi, ''Storia d'Italia'', vol. I, p. 145.</ref>. Anche i romani mobilitarono circa 100.000 legionari: a nord si schierò il console [[Publio Rutilio Lupo (console 90 a.C.)|Publio Rutilio Lupo]], mentre a sud fronteggiarono l'esercito di Mutilo, le legioni al comando dell'altro console [[Lucio Giulio Cesare (console 90 a.C.)|Lucio Giulio Cesare]]<ref>T. Mommsen, ''Storia di Roma antica'', vol. II, tomo I, p. 280.</ref>.
 
Benché [[Gaio Mario]] e [[Gneo Pompeo Strabone]] avessero riportato alcune vittorie sui ribelli, nel 90 a.C. il console Lucio Giulio Cesare decise di promulgare la ''[[Lex Iulia]]'', con la quale si concedeva la cittadinanza agli italici che non si erano ribellati e a quelli che avrebbero deposto le armi. Seguì nell'89 a.C. la ''[[Lex Plautia Papiria]]'' che concedeva il diritto di cittadinanza romana a tutti gli italici a sud del [[Po]]. Il risultato fu di dividere i rivoltosi: gran parte deposero le armi, mentre altri continuarono a resistere. Roma spese ancora due anni per sconfiggere le città in armi grazie all'intervento di Silla e di Strabone. Tuttavia, lo scopo che gli Italici si erano proposti era stato raggiunto: essi potevano divenire a pieno titolo cittadini romani.
=== Anno [[90 a.C.]] ===
* [[Gneo Pompeo Strabone]] assedia [[Ascoli Piceno|Ascoli]]
* [[Publio Rutilio Lupo (console 90 a.C.)|Publio Rutilio Lupo]] viene sconfitto e ucciso in [[battaglia]] nella [[valle]] di [[Toleno]]
* [[Quinto Servilio Cepione il Giovane]] viene annientato con le sue truppe da [[Quinto Poppedio Silone]]
* I ribelli italici assediano e prendono [[Isernia]], [[città]] chiave per il controllo delle comunicazione tra il [[nord]] e il [[sud]] della [[penisola]] [[Italia|italica]]
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