Differenze tra le versioni di "Raimondo VI di Tolosa"

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[[File:Map en county of Toulouse 1154.jpg|thumb|La contea di Tolosa, nel [[1154]].]]
[[File:Cartes Occitanie.png|thumb|L'[[Occitania]], nel [[1209]].]]
Secondo il documento CCXXIV, datato [[1171]], delle ''Notes de l'Histoire Générale de Languedoc, Tome IV'', Raimondo, in quel periodo fu fidanzata a [[Dolce II di Provenza|Dolce II]], [[Governanti della Provenza|Contessa titolare di Provenza]] ed erede della contea di [[Mauguio|Melgueil]], figlia del defunto [[Governanti della Provenza|Conte di Provenza]], [[Raimondo Berengario II di Provenza|Raimondo Berengario II]]<ref name=Langue>{{la}} [http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k2984950/f534.image#ES Histoire générale de Languedoc, Notes, tomus IV, doc. CCXXIV, III par. pagina 522]</ref> e della nipote dell'[[Sacro Romano Impero|imperatore]], [[Enrico IV di Franconia|Enrico IV]], [[Richenza di Polonia]]<ref name=Barcinonensium>{{la}} [http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k501306/f438.image#ES Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, pag. 377, nota b]</ref>, ([[1130]]/[[1140]]-[[1185]]).<br />Dolce II, però, l'anno successivo, a circa dieci anni di età, morì.
 
Raimondo, nel settembre [[1072]], sposò la zia di Dolce, Ermessinda di Pelet<ref name=RAYMOND>{{en}} [http://fmg.ac/Projects/MedLands/TOULOUSE.htm#RaymondVIdied1222B #ES Foundation for Medieval Genealogy: Conti di Tolosa - RAYMOND de Toulouse]</ref> (?-[[1176]]), che da poco era vedova di Pietro Bermondo, signore di Sauve, ed era figlia del signore d'Alais, Bernardo Pelet e della contessa di Mauguio, Beatrice ([[1124]] - dopo il [[1190]]), che in prime nozze aveva sposato il [[Governanti della Provenza|Conte di Provenza]], [[Berengario Raimondo I di Provenza|Berengario Raimondo I]]<ref name=Langu>{{la}} [http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k2984950/f425.image#ES Histoire générale de Languedoc, Notes, tomus IV, pagine 415 - 417]</ref> (i nonni paterni di Dolce II). La contessa di [[Mauguio|Melgueil]], Beatrice di Mauguio, il 12 dicembre [[1172]], secondo il documento CCXXIX, delle ''Notes de l'Histoire Générale de Languedoc, Tome IV'', abdicò in favore della figlia, Ermessinda, che divenne contessa di [[Mauguio|Melgueil]] e, nel contempo riconobbe come conte anche il genero Raimondo<ref name=Lang>{{la}} [http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k2984950/f539.image#ES Histoire générale de Languedoc, Notes, tomus IV, documento CCXXIX, pagine 527 e 528]</ref>.<br />Nel [[1176]], prima di morire, Ermesinda redasse un testamento, che è riportato nel documento CCXXXVII, delle ''Notes de l'Histoire Générale de Languedoc, Tome IV'', in cui lasciava tutti i suoi titoli ed i suoi beni al marito, mentre alla madre, Beatrice riservava un lascito annuale finché fosse vissuta<ref name=Lan>{{la}} [http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k2984950/f547.image#ES Histoire générale de Languedoc, Notes, tomus IV, documento CCXXXVII, pagine 534 e 535]</ref>.
Nel [[1202]], Raimondo si allontanò dall'alleanza col regno d'Inghilterra, dopo che a Riccardo I, sul trono, nel [[1199]], era succeduto [[Giovanni d'Inghilterra|Giovanni Senza Terra]]<ref>Frederik Maurice Powike, I regni di Filippo Augusto e Luigi VIII di Francia, pag. 805</ref>.<br />Secondo la storico W.H. Rudt De Collenberg, nel suo ''Familles de l'Orient latin XIIe-XIVe siècles'', Raimondo VI, in quello stesso anno, si recò in [[Palestina]]<ref name=RAYMOND/>.
 
Nel [[1203]] (secondo la ''Histoire Générale de Languedoc avec des Notes, Tome V'', il matrimonio, ma più probabilmente l'impegno di matrimonio avvenne nel [[1200]]<ref name=LANGUEDOC>{{fr}} [http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k298496c/f428.image#ES Histoire Générale de Languedoc, avec des Notes, Tome V, Note II V, pag. 404]</ref>) infine, ponendo fine ai dissidi con la casa d'[[Aragona]], Raimondo VI sposò [[Eleonora d'Aragona (1182-1226)|Eleonora d'Aragona]] ([[1182]]-[[1226]]), che secondo la ''Ex Gestis Comitum Barcinonensium'', era la figlia secondogenita del [[re d'Aragona]] [[Alfonso II d'Aragona|Alfonso il Casto]] ([[1157]]-[[1196]]) e di [[Sancha di Castiglia]]<ref name=Barcinonensium>{{la}} [http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k501306/f441.image#ES Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, pag. 380]</ref>, figlia del re di Castiglia, [[Alfonso VII di León|Alfonso VII]]. Il matrimonio ci viene confermata sia dal continuatore di [[Guglielmo di Tiro]], nel ''Recueil des historiens des croisades. Historiens occidentaux''<ref name=Continuato/>, che dalla ''Crónica de San Juan de la Peña''<ref name=San_Juan>{{la}} [http://ifc.dpz.es/recursos/publicaciones/10/06/7orcastegui.pdf#ES Crónica de San Juan de la Peña, cap. XXXIV, pag. 496, righe 20 e 21]</ref>.
 
Governò con molta liberalità, mantenendo le libertà comunali ed estendendo le esenzioni fiscali. Fu, inoltre, un raffinato poeta che non amava la guerra, ma che dimostrava sufficiente energia, quando la situazione lo richiedeva. Contrariamente a suo padre, Raimondo V che poco prima di morire, per combattere l'eresia, emanò un editto, dove decretava la pena di morte per ogni eretico della città di Tolosa e dintorni (L'editto originale non si è trovato, ma una lettera scritta nel [[1211]], dal municipio di Tolosa al [[re d'Aragona]], [[Pietro II di Aragona|Pietro II]] conferma che il conte Raimondo V aveva emanato l'editto di cui sopra<ref>A. S. Tuberville, Le eresie e l'Inquisizione nel medioevo: 1000-1305 ca., pag. 587, nota 1</ref>), Raimondo VI fu tollerante e permise che il [[Catarismo]] fiorisse e si sviluppasse sulle sue terre<ref>A. S. Tuberville, Le eresie e l'Inquisizione nel medioevo: 1000-1305 ca., pag. 587</ref>, e addirittura arrivò a favorirlo apertamente, spostandosi sempre accompagnato da sacerdoti catari<ref name=Jacob>E. F. Jacob, ''Innocenzo III'', pag. 30</ref>[[Papa Innocenzo III]], verso il [[1200]], pensò di combattere il catarismo, evangelizzando le terre catare (soprattutto la contea di Tolosa ed altre contee e viscontee del sud della Francia) attraverso piccoli gruppi di missionari cistercensi<ref name=Jacob/>.<br />[[Pietro di Castelnau]] (o di Castelnuovo) ([[1770]]-[[1208]]), [[arcidiacono]] di [[Maguelone]], uno dei monaci cistercensi, nel [[1203]], divenne [[legato papale]], con potere di destituzione delle cariche ecclesiastiche<ref name=Jaco>E. F. Jacob, ''Innocenzo III'', pag. 31</ref>, trovandosi a capo di una delegazione di missionari, muniti di poteri legatizi, cioè erano [[Legato pontificio|Legati pontifici]], ovvero rappresentanti del papa presso i conti (tra cui Raimondo VI) e presso i vescovi delle varie città interessate ([[Tolosa]], [[Narbona]], ecc..).
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