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|regista=[[Dino Risi]]
|soggetto= [[Sergio Pugliese]], [[Agenore Incrocci|Age]] [[Furio Scarpelli|Scarpelli]], [[Sandro Continenza]], [[Ettore Scola]], [[Ruggero Maccari]]
|sceneggiatore= [[Ettore Scola]], [[Sandro Continenza]], [[Ruggero Maccari]]
|produttore= [[Mario Cecchi Gori]]
|casaproduzione= [[Maxima Film]], [[Società Generale Cinematografica|S.G.C.]]
'''''Il mattatore''''' è un [[film]] del [[1960]] diretto dal regista [[Dino Risi]] e interpretato da [[Vittorio Gassman]].
 
La sceneggiatura ricorda da vicino quella de ''[[I tromboni]]'' (1956) di [[Federico Zardi]], che lo stesso Gassman aveva interpretato sul palcoscenico e in [[televisione]] nella trasmissione di quell'anno che portava lo stesso titolo: ''[[Il Mattatore (programma televisivo)|Il Mattatore]]''.
Il successo della pellicola, oltre alla presenza di Gassman, è dovuto anche ai decisivi ruoli di [[Peppino De Filippo]] ("Chinotto"), [[Mario Carotenuto]] e [[Luigi Pavese]] nel ruolo minore della vittima di turno, industriale della pasta (Adolfo Rebuschini), protagonista dell'episodio in cui [[Vittorio Gassman]] si sostituisce al generale Mesci dell'Arma Aerea ([[Fosco Giachetti]]) per portare a termine una truffa ai danni del Rebuschini, disposto a sborsare consistenti tangenti in cambio della promessa di veder agevolata una sua fornitura di pasta all'uovo per l'Aeronautica Militare.
 
Altra memorabile battuta quella che si sente nel carcere ove Gerardo è stato da poco rinchiuso. Qui, durante l'ora d'aria, egli si esibisce in un'istrionica interpretazione di [[Marco Antonio]] nella sua orazione contro [[Marco Giunio Bruto]], dal ''[[Giulio Cesare (Shakespeare)|Giulio Cesare]]'' di [[William Shakespeare]], e cattura l'attenzione dei carcerati-spettatori al punto tale che, allorché una guardia carceraria si affaccia al cortile urlando a uno di essi «''C'è tu' moje in parlatorio''» lo spettatore interpellato risponde: «''Dije che nun ce sto!''»
 
La sceneggiatura ricorda da vicino ''[[I tromboni]]'' (1956) di [[Federico Zardi]], che lo stesso Gassman aveva interpretato sul palcoscenico e in [[televisione]] nella trasmissione di quell'anno che portava lo stesso titolo: ''[[Il Mattatore (programma televisivo)|Il Mattatore]]''.
 
== Trama ==
== Sviluppo della finzione ==
Il film, in gran parte, non è altro che una sequenza di episodi truffaldini legati, oltre che dai personaggi, dalla voce fuori campo del protagonista che li introduce e che spesso anche li commenta: un lungo ''flashback'' sonoro, nel quale però non si torna mai alla scena del momento della narrazione, ma gli episodi si susseguono nell'esatto ordine temporale in cui si sono verificati.
 
L'occasione è data al protagonista, ormai felicemente sposato (e annoiato), che con il matrimonio ha lasciato la sua funambolica attività per un'altra più onesta ma meno eccitante, quando si accorda con un giovane che fingendosi un maldestro truffatore deve tentare di truffarli facendosi scoprire facilmente. Gerardo così gli elenca tutti gli errori da lui commessi in quell'occasione per palese inesperienza e incapacità, in modo che il complice faccia finta di scambiarlo per un commissario di polizia. Chiarito l'equivoco, Gerardo fa sedere il giovane in salotto, gli offre il caffè e inizia il racconto della sua vita ai margini della legge. Al termine del ''flashback'', il falso truffatore si fingerà un commissario e con la scusa di portarlo in prigione lo porterà da Chinotto che lo aspetta sotto casa in macchina per partire per una truffa in Inghilterra.
 
Le ultime sequenze del film sono state girate a colori. Iscritto al [[Pubblico Registro Cinematografico|P.R.C.]] con il n. 2.227, ottenne il [[visto censura|visto di censura]] n. 31.179 del 3 febbraio 1960.