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Nel 1941, nel quarantesimo anniversario della morte del compositore, la Volksoper di Berlino mise in cartellone la ''Giovanna d'Arco'', con un'iniziativa che aveva forse anche fini propagandistici anti-inglesi<ref>{{Cita|Mila 2013|p. 289.}}</ref>. Per l'occasione il musicologo [[Fritz Brust]] pubblicò, sul periodico nazista "Das Reich" del 2 febbraio 1941, un articolo nel quale sosteneva, del tutto falsamente, che tale opera fosse «rimasta per quasi un secolo sepolta nella polvere d'un archivio», che «nessuno la conosceva» e che lo stesso Verdi, dopo la prima esecuzione del 1845, avesse vietato di rappresentarla in quanto (sempre secondo Brust) il compositore era rimasto profondamente insoddisfatto della qualità dell'esecuzione<ref>Citato in {{Cita|Mila 2013|pp. 289-90.}}</ref>. Smentendo tali affermazioni, [[Massimo Mila]] osserva che la ''Giovanna d'Arco'' fu in realtà sempre ben nota agli studiosi e che, dopo la prima milanese, in vita di Verdi essa fu allestita in molte altre città fino a tutto il 1865<ref>{{Cita|Mila 2013|p. 290.}}</ref>. La stessa prima esecuzione milanese del 1845 aveva lasciato Verdi del tutto soddisfatto riguardo al ''cast'' e scontento solo per la scenografia<ref name="Panza"/>.
 
L'opera fu rappresentata al [[Teatro di San Carlo|San Carlo]] di Napoli nel [[1951]], diretta da [[Gabriele Santini]] con [[Renata Tebaldi]], [[Gino Penno]] ed [[Ugo Savarese]] ed, a [[Tolosa]] nel [[1963]] diretta da [[Giuseppe Patanè]] con [[Rita Orlandi Malaspina]] e nel [[1966]] in concerto nella [[Carnegie Hall]] di New York diretta da [[Carlo Felice Cillario]] con [[Teresa Stratas]] e [[Sherrill Milnes]].
Nel 1972 ne venne realizzata un'incisione discografica, i cui interpreti principali furono [[Montserrat Caballé]], [[Plácido Domingo]] e [[Sherrill Milnes]], con [[James Levine]] direttore. Al Teatro La Fenice essa venne allestita nel 1972, con [[Katia Ricciarelli]]. Il maestro [[Riccardo Chailly]] la diresse a Bologna nel 1986, cantanti [[Susan Dunn]], [[Vincenzo La Scola]] e [[Renato Bruson]], con la regia di [[Werner Herzog]]<ref name="Panza"/>.
 
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