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Il 24 dicembre 1845 l'opera fu eseguita a Venezia, al [[Gran Teatro La Fenice|Teatro La Fenice]]; il soprano era la cantante tedesca [[Sofia Loewe]]; per essa Verdi scrisse una nuova [[cavatina]], oggi perduta<ref>{{Cita|Mila 2013|p. 288.}}</ref>.
 
L'esito della prima milanese, come si è detto, era stato molto buono. Ciononostante si verificarono dissidi di natura economica fra Verdi e l'impresario della scala, [[Bartolomeo Merelli]], cosicché Verdi non scrisse più nessuna nuova opera per la Scala fino all'[[Otello (Verdi)|Otello]] (1887)<ref>{{Cita|Mila 2013|p. 270.}}</ref>. Tuttavia la ''Giovanna d'Arco'' fu nuovamente eseguita alla Scala nel 1858 e poi ancora nel 1865; in quest'ultimo allestimento lail soprano era [[Teresa Stolz]]<ref name="Panza">Pierluigi Panza, ''Giovanna d'Arco. Guerriera visionaria'', "Corriere della Sera", 4 dicembre 2015, p. 15.</ref>. In generale, Verdi approvò le iniziative di allestire nuovamente questa opera solo quando si potesse contare su cantanti di valore non comune, quali appunto la Stolz o [[Adelina Patti]]<ref>{{Cita|Mila 2013|p. 288.}}</ref>.
 
Nel 1941, nel quarantesimo anniversario della morte del compositore, la Volksoper di Berlino mise in cartellone la ''Giovanna d'Arco'', con un'iniziativa che aveva forse anche fini propagandistici anti-inglesi<ref>{{Cita|Mila 2013|p. 289.}}</ref>. Per l'occasione il musicologo [[Fritz Brust]] pubblicò, sul periodico nazista "Das Reich" del 2 febbraio 1941, un articolo nel quale sosteneva, del tutto falsamente, che tale opera fosse «rimasta per quasi un secolo sepolta nella polvere d'un archivio», che «nessuno la conosceva» e che lo stesso Verdi, dopo la prima esecuzione del 1845, avesse vietato di rappresentarla in quanto (sempre secondo Brust) il compositore era rimasto profondamente insoddisfatto della qualità dell'esecuzione<ref>Citato in {{Cita|Mila 2013|pp. 289-90.}}</ref>. Smentendo tali affermazioni, [[Massimo Mila]] osserva che la ''Giovanna d'Arco'' fu in realtà sempre ben nota agli studiosi e che, dopo la prima milanese, in vita di Verdi essa fu allestita in molte altre città fino a tutto il 1865<ref>{{Cita|Mila 2013|p. 290.}}</ref>. La stessa prima esecuzione milanese del 1845 aveva lasciato Verdi del tutto soddisfatto riguardo al ''cast'' e scontento solo per la scenografia<ref name="Panza"/>.