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|Nome = Abu Hāmid Mohammad ibn Mohammad
|Cognome = al-Ghazālī
|PostCognomeVirgola = conosciuto come '''Algazel''' nell'[[Europa medioevale]]
|ForzaOrdinamento = Ghazali
|PreData = {{farsi|أبو حامد الغزالي}}
}}
 
Persona di grande cultura e spirito avventuroso, al-GhazaliGhazālī è stato l'autore di almeno 50 opere letterarie<ref name="Merriam-Webster">[[Wendy Doniger|Doniger, Wendy]]; [[Mircea Eliade|Eliade, Mircea]] (a cura di). ''Merriam-Webster's Encyclopedia of World Religions'', pp. 376-377. Merriam-Webster, 2000, ISBN 0-87779-044-2.</ref> trattanti diverse tematiche, dalla [[filosofia neoplatonica]] alla [[teologia islamica]], dal [[Sufismo|misticismo sufi]] alla [[giurisprudenza]]<ref name="Merriam-Webster" />.<br/>
Tra i suoi scritti più famosi ed influenti figurano soprattutto ''Iḥyāʾ ʿulūm al-dīn'' e ''Maqāṣid al-falāsifah''<ref name="Merriam-Webster" />; quest'ultimo trovò successo anche in [[Europa]] ed è stato uno dei primi libri ad essere tradotto dall'[[Lingua araba|arabo]] al [[Lingua latina|latino]]<ref name="Merriam-Webster" />.
 
== Biografia ==
Alal-GhazaliGhazālī nacque nel [[1058]] a [[Tus (Iran)|Tus]], una città situata nella provincia di [[Khorasan]], in [[Persia]]. Suo padre, un seguace della corrente [[mistica]] [[sufi]], morì quando al-Ghazali era ancora giovane; lui e suo fratello minore, [[Ahmad Ghazali]] (che diverrà assai noto come teorico dell'amore mistico), vennero seguiti, per alcuni anni, da un amico del padre.<br />
Nel [[1070]] i due fratelli si trasferirono a [[Gorgan]], capitale del [[Golestan]], ove per un periodo di sette anni, studiarono nelle scuole religiose (''[[madrasa]]'') locali la giurisprudenza coranica ([[fiqh]]), prima di ritornare a Tus.<br />
Intorno al [[1080]] si trasferì a [[Nishapur]], nel nordest dell'[[Iran]], dove intraprese gli studi in una famosa scuola musulmana.<br />
Terminati gli studi, iniziò la carriera di professore presso la rinomata università musulmana di [[Baghdad]] (''Nizāmiyya'', dal nome del celebre [[visir]] [[selgiuchide]] [[Nizam al-Mulk]], che fu suo protettore).<br />
Improvvisamente nel [[1095]], pare a seguito di una profonda crisi spirituale, abbandonò la sua carriera di docente per dedicarsi all'approfondimento dei temi della mistica o [[tasawwuf]]. Intraprese il [[hajjHajj|pellegrinaggio]] alla [[Mecca]] e successivamente si recò in visita a [[Damasco]], [[Gerusalemme]] e [[Medina]]. Infine, ritornò nella sua città natale, per trascorrervi gli ultimi anni di vita attendendo al completamento del suo opus magnum, la ''Iyhāʾ ʿulūm al-dīn'' (''Rivivificazione delle scienze religiose'') considerato un po' la summa del sapere teologico [[islam]]ico nel [[Medioevo]].
 
Alal-GhazaliGhazālī contribuì in modo decisivo alla sistematizzazione delle dottrine del sufismo e alla sua accettazione ed integrazione nel corpo dell'ortodossia islamica. Era uno studioso dell'islam sunnita, appartenente alla scuola di diritto islamico [[Shafeismo|sciafeita]] e alla scuola di [[teologia]] [[Ashariti|asharita]]. Ricevette molti titoli come ''Sharaf al-Aʾimma'' ossia "onore degli imam" ({{arabo|شرف الائمه}}), ''Zayn al-dīn'' ovvero "ornamento della fede" ({{arabo|زین الدین}}), ''Ḥujjat al-Islām'', cioè "prova dell'Islam" ({{arabo|حجة الاسلام}}).
 
Collocabile nell'alveo della influente scuola teologica asharita (fondata nel X secolo da al-Ash'ari) se ne differenziò per alcuni aspetti, soprattutto riuscendo a integrare nella sua dottrina una marcata sensibilità mistica.<ref>R.M. Frank, ''Al-Ghazali and the Ash'arite School'', Duke University Press, Londra 1994</ref>
 
=== Educazione ===
Alal-GhazaliGhazālī nacque nella città di [[Tus (Iran)|Tūṣ]] ([[Khorasan]]) o in un villaggio vicino, in una famiglia [[Persiani|persiana]] di mezzi modesti, alcuni dei quali erano noti per la loro competenza e passione per il misticismo [[sufi]].<br />
Al-Ghazali eraEra ancora giovane quando suo padre morì, dopo aver incaricato uno dei suoi amici [[sufi]] di occuparsi dell'educazione dei suoi due figli. L'amico in questione adempie questa missione fino a sfinimento dei fondi tramandati dal padre e consigliò ai due fratelli di iscriversi in una [[madrasa]] dove gli alunni seguivano dei corsi e sono stati sostenuti materialmente. Alal-GhazaliGhazālī avrebbe iniziato, verso l'età di sette anni, studiando l'[[Lingua araba|arabo]] e il [[Lingua persiana|persiano]], il [[Corano]] e i principi della religione islamica. Dopo la madrasa, entrò nel ciclo degli studi secondari e superiore che comportava lo studio del ''[[fiqh]]'' (giurisprudenza islamica) e l'esegesi ''[[tafsirTafsir|tafsīr]]'', del testo coranico e dei ''[[hadithHadith|ḥadīth]]'' (tradizione giuridicamente rilevante).
 
Verso l'età di 15 anni, al-Ghazali si installòstabilì a [[Gorgan|Jurjan]], centro fiorente del sapere all'epoca, situato a 160&nbsp;km da Tūṣ, per studiare (secondo Subkī) il ''fiqh'' con l'[[Imam]] al-Ismāʿīlī (1084).<ref>al-Subkī (''Ṭabaqāt al-Shāfiʿiyya al-Kubrā'', ed. A.F. Helo e M. M. Tanji, Maṭbaʿat al-Ḥalabī, VI, p. 196) parla di Abū Naṣr al-Ismāʿīlī, ossia Muḥammad b. Aḥmad b. Ibrāhīm b. Ismāʿīl (m. 1014), confondendolo con il cugino (e vero maestro di al-Ghazali) Ismāʿīl b. Masʿada b. Ismāʿīl b. Aḥmad b. Ibrāhīm b. Ismāʿīl (m. 1084).</ref> Questo tipo di "viaggio alla ricerca della conoscenza" (''[[talabTalab al-'ilm|ṭalab al-ʿilm]]'') al fine di seguire l'insegnamento dei maestri famosi del momento, era una delle tradizioni educative dell'[[Islam]]. Ritornò l'anno seguente a Tūṣ, dove rimase tre anni, dedicate a memorizzare e meglio comprendere ciò che aveva trascritto dell'insegnamento dei suoi maestri.<br />
Poi si recò a [[Naysabur]] ([[Nishapur]]), dove soggiornò dal 1081 al 1085. Studiò il ''fiqh'', la teologia dogmatica (''[[kalamKalam|kalām]]'') e la logica, così come, gli elementi di filosofia, dall'Imam [[Abu al-Ma'ali al-Juwayni]], il giureconsulto di rito [[Sciafeiti|sciafeita]] più celebre dell'epoca. Alal-GhazaliGhazālī aveva allora 23 anni. Durante i cinque anni che seguirono, fu allievo e assistente dell'Imam al-Juwaynī, e cominciò a pubblicare alcuni lavori e a studiare il [[sufismo]] con un altro ''[[Shaykh]]'', [[Abu 'Ali al-Farmadhi|Abū ʿAlī al-Fārmadhī]].
 
=== Opere ===
[[File:Alchemy of Happiness.png|thumb|1308 Edizione persiana dell'''Alchimia della felicità''.]]
Al-Ghazali scrisse più di 70 libri su scienza, filosofia e sufismo. Il suo ''L'incoerenza dei filosofi'' (Tahafut al-Falasifa) dell'[[XI secolo]] segnò una svolta nella [[epistemologia]] islamica, ove al-Ghazali sviluppò certi aspetti dello [[scetticismo filosofico]] che non sarebbe entrato nella filosofia occidentale se non con [[Cartesio]], [[George Berkeley]] e [[David Hume]]. L'incontro con lo scetticismo portò al-Ghazali ad abbracciare una forma di [[occasionalismo]] teologico, nel credere che tutti gli eventi e le interazioni causali non siano prodotte da circostanze materiali ma siano espressioni immediate e tangibili della volontà di Dio.
 
Al-Ghazali scrisse piùcirca di 7040 libri su scienza, filosofia e sufismo. Il suo ''L'incoerenza dei filosofi'' (Tahafut al-Falasifa) dell'[[XI secolo]] segnò una svolta nella [[epistemologia]] islamica, ove al-Ghazali sviluppò certi aspetti dello [[scetticismo filosofico]] che non sarebbe entrato nella filosofia occidentale se non con [[Cartesio]], [[George Berkeley]] e [[David Hume]]. L'incontro con lo scetticismo portò al-GhazaliGhazālī ad abbracciare una forma di [[occasionalismo]] teologico, nel credere che tutti gli eventi e le interazioni causali non siano prodotte da circostanze materiali ma siano espressioni immediate e tangibili della volontà di Dio.
L<nowiki>'</nowiki>''Incoerenza'' segnò anche un punto di svolta nella filosofia islamica con il violento rinnegamento di [[Aristotele]] e [[Platone]]. Il libro aveva come bersaglio polemico la ''falāsifa'' («filosofia») (termine arabo dal trasparente etimo greco), coltivata dai ''falasifa'' ovvero i filosofi musulmani dall'[[VIII secolo]] all'[[XI secolo]] (i più famosi dei quali erano [[Al-Kindi]], [[Avicenna]] e [[Al-Farabi]]) che si rifacevano agli antichi greci. Al-Ghazali denunciò i filosofi greci come non-credenti ed etichettò coloro che utilizzavano la loro dottrina come corruttori della fede islamica salvo poi nell'introduzione a quest'opera i ''Maqāṣid al-falāsifa'' (''Le intenzioni dei filosofi''), espose senza accenno di confutazione le tesi dei filosofi tanto da circolare ampiamente già nella cultura latina del XII e XIII secolo di modo che paradossalmente Al-Ghazali venne annoverato tra i filosofi che aveva contestato.
 
L<nowiki>'</nowiki>''Incoerenza'' segnò anche un punto di svolta nella filosofia islamica con il violento rinnegamento di [[Aristotele]] e [[Platone]]. Il libro aveva come bersaglio polemico la ''falāsifa'' («filosofia»), (termine arabo dal trasparente etimo greco), coltivata dai ''falasifa'' ovvero i filosofi musulmani dall'[[VIII secolo]] all'[[XI secolo]] (i più famosi dei quali erano [[Al-Kindi]], [[Avicenna]] e [[Al-Farabi]]) che si rifacevano agli antichi greci. Alal-GhazaliGhazālī denunciò i filosofi greci come non-credenti ed etichettò coloro che utilizzavano la loro dottrina come corruttori della fede islamica salvo poi nell'introduzione a quest'opera i ''Maqāṣid al-falāsifa'' (''Le intenzioni dei filosofi''), espose senza accenno di confutazione le tesi dei filosofi tanto da circolare ampiamente già nella cultura latina del XII e XIII secolo di modo che paradossalmente Al-Ghazali venne annoverato tra i filosofi che aveva contestato.
 
I temi principali sviluppati in quest'opera erano: la negazione della teoria dell'[[eternità]] del mondo, l'affermazione della conoscenza da parte di Dio delle cose particolari non solo delle leggi generali del creato, la denuncia dell'incapacità dei filosofi di provare l'esistenza di Dio, la confutazione della tesi dei filosofi tendente ad assegnare a Dio il ruolo di costruttore del mondo, privato, però, nello stesso tempo degli attributi divini (l'idea del Demiurgo), l'inabilità dei filosofi a dimostrare sia l'unità di Dio, sia la spiritualità dell'anima, quest'ultima esistente in modo indipendente dal corpo.<ref>"La filosofia medievale" a cura di François Châtelet, ediz. BUR Rizzoli, 1976 (alle pagine 83, 84 - voce «Al-Ghazali»)</ref>
[[File:Munqidh min al-dalal (last page).jpg|thumbnail|Ultima pagina della autobiografia di al-GhazaliGhazālī in MS Istanbul, Shehid Ali Pasha 1712, datata [[Anno Hegirae|A.H.]] 509 = [[1115]]-[[1116]].]]
Nel secolo successivo, [[Averroè]] scrisse una lunga refutazione della ''Incoerenza'' chiamandola la ''Incoerenza della Incoerenza'' (Tahafut al-Tahafut), tuttavia il corso epistemologico del pensiero islamico era già marcato.
 
L'opera capitale di Ghazalial-Ghazālī è ''Iḥyāʾ ʿulūm al-dīn'' (''La rinascita,'' o la''La rivivificazione, delle scienze religiose''), divisa in numerosi libri che configurano una vera e propria enciclopedia del sapere teologico nell'Islam medievale. Vi sono trattati, in modo sistematico e organicamente organizzato, la giurisprudenza (''fiqh''), la teologia (''kalām'') e la mistica ispirata al [[sufismo]]. Contiene quattro sezioni principali: un quarto (''Rubʿ'') è dedicato agli ''Atti di fede'' (Rubʿ al-ʿibādāt), un quarto alle ''Norme di vita quotidiana'' (Rubʿ al-'Adatāt), un quarto alle ''Strade della perdizione'' (Rubʿ al-Muhlikāt) e un ultimo quarto alle ''Strade della salvezza'' (Rubʿ al-'Munjiyāt). Nei secoli sono stati redatti numerosi commenti ai libri dell<nowiki>'</nowiki>''Iḥyāʾ'': ''«Se tutte le scienze islamiche dovessero scomparire, si potrebbero ricreare nuovamente dall'''Iḥyāʾ ʿulūm al-dīn''»''. Di quest'opera al-Ghazali scrisse un ampio riassunto in [[lingua persiana|persiano]] con il titolo ''Alchimia della felicità'' (''Kīmyā-ye saʿādat'').
 
=== Altri contributi ===
Alal-GhazaliGhazālī si distinse anche per i suoi incisivi studi sulla teoria [[atomismoAtomismo|atomistica]], che prendendo spunto dalle precedenti teorie [[Grecia|greche]] e [[india]]ne, rilevava negli atomi, l'unica sostanza perpetua, presente nell'universo.<ref>L. Gardet, «<u>dj</u>uz’» in ''The [[Encyclopaedia of Islam]]'', CD-ROM Edition, v. 1.1'', Leiden: Brill, 2001.</ref><br />
Nell'opera citata ''Iḥyāʾ ʿulūm al-dīn'', al-Ghazali si pronunciò a favore della [[medicina]], valutata come una disciplina scientifica lodevole, seppur non religiosa, mentre condannò le pratiche [[astrologiaAstrologia|astrologiche]].<br />
Nei suoi scritti appoggiò l'uso della dissezione e lo sviluppo degli studi di [[anatomia]], in quanto evidenziavano agli occhi dei ricercatori, le meraviglie del creato e quindi l'esistenza e la bontà dell'opera divina.<ref>Emilie Savage, "Attitudes Toward Dissection in Medieval Islam", ''Journal of the History of Medicine and Allied Sciences'', vol. 50 (1995), paggpp. 67-110.</ref><br />
Nel settore della [[cosmologiaCosmologia (filosofia)|cosmologia]] al-GhazaliGhazālī sostenne la teoria, appoggiata dai filosofi [[medievale|medievaliteologi]] e dai [[teologiFilosofia medievale|filosofi medievali]], di un universo dal tempo non infinito e avente avuto un inizio, in opposizione ai filosofi greci che ritenevano il contrario.<ref name=Craig>William Craig, "Whitrow and Popper on the Impossibility of an Infinite Past", ''The British Journal for the Philosophy of Science'', vol. 30 (giugno 1979), paggpp. 165-170.</ref><br />
{{senza fonte|La sua produzione nel campo della [[psicologia]] fu di notevole spessore, basti ricordare i suoi studi sul [[ (coscienza)|sé]] e sui moti psicologici dell'individuo ([[desiderioDesiderio (filosofia)|desideri]] e [[rabbiaRabbia|rabbie]])}}; fu uno dei primi studiosi a suddividere le origini [[Organi di senso|sensoriali]], in cinque sensi esterni e in cinque interni (immaginazione, riflessione, pensiero, associazione, dissociazione), di cui cercò di localizzare la sede nel cervello.<ref>Amber Haque, "Psychology from Islamic Perspective: Contributions of Early Muslim Scholars and Challenges to Contemporary Muslim Psychologists", ''Journal of Religion and Health'', vol. 43 (2004), paggpp. 357-377.</ref>
Discusse se la [[conoscenza]] sia innata o acquisita e delineò le differenze intercorrenti fra animali e uomini, oltre a quelle fra malattia fisica e spirituale.
 
=== Influenze ===
[[File:Haruniyeh.JPG|thumbnail|sinistra|La Haruniyye (Khorasan), dove è sepolto al-GhazaliGhazālī]]
L'opera di al-GhazaliGhazālī ha influito sia sui filosofi musulmani che sui filosofi cristiani del medioevo[[Medioevo]], chei quali cominciarono a conoscerlo dal [[XI secolo|XI]]-[[XII secolo]] attraverso le traduzioni latine compiute soprattutto in [[Spagna]] presso il celebre collegio dei traduttori d [[Toledo]].
 
{{citazione|Non vi sono dubbi che le opere di al-Ghazali furono tra le prime ad attirare l'attenzione degli studiosi europei|Margaret Smith, ''Al-Ghazali: The Mistic'', Londra 1944<ref>Margaret Smith, ''Al-Ghazali: the Mistic'', Londra, 1944, 220 pagg.</ref>}}
Utente anonimo