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* ritardo o diminuzione dell'intelligenza nei bambini in età scolare
* malformazioni fetali ([[spina bifida]])
Alcuni studi la associano anche a [[osteoporosi]], [[diabete]]<ref>[http://www.prevenzione-cardiovascolare.it/archivio/archivio_text.php?cat_id=358&pos=5 Prevenzione Cardiovascolare - Salute cardiovascolare e fattori di rischio emergenti: l’omocisteina<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref> e a numerosi problemi correlati alla gravidanza<ref>[http://www.theramex.it/thol/pages/canali/gravidanza/folati/gravPat.jsp Gravidanza patologica da carenza di folati - Theramex<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>, dall'aumento della [[sindrome di Down]] all'aumento dei casi di [[aborto spontaneo]]. In quest'ambito, tuttavia, si concentrano forti contestazioni e vari risultati contraddittori<ref>[http://www.rostigin.com/SchedaArticolo.aspx?ID=9> Articolo]{{collegamento interrotto}} su ''La Rivista italiana di Ostetricia e Ginecologia'', ISSN 1824-0283.</ref>.Cita pubblicazione
|titolo=Metabolismo dell’omocisteina e rischio di ritardata crescita fetale intrauterina
|autore=Maddalena L. Zighetti
|autore2=Marco Cattaneo
|rivista =La Rivista italiana di Ostetricia e Ginecologia
|editore =Rostigin
|ISSN=1824-0283
|url=http://www.rostigin.com/SchedaArticolo.aspx?ID=9
|accesso=26 dicembre 2015
|abstract=si
|urlarchivio=http://web.archive.org/web/20131029205157/http://www.rostigin.com/SchedaArticolo.aspx?ID=9
|dataarchivio=29 ottobre 2013
|urlmorto=no
}}</ref>.
 
Per i rischi legati alla [[malattia coronarica]], [[tromboembolia]] e [[ictus]] sono stati presentati vari studi che ai più paiono del tutto convincenti; tuttavia, non mancano anche qui (come del resto per molti fattori di rischio legati all'[[aterosclerosi]] e alle malattie ischemiche) perplessità e contestazioni. Queste riguardano sia la valutazione di pericolosità da attribuire dell'aumento dell'omocisteina in sé, sia l'efficacia del suo abbassamento mediante la comune terapia: ad esempio, uno studio<ref>(Ray JG et al, Annals 2007;early release) </ref> mostrerebbe che la terapia e l'abbassamento dell'omocisteina non porterebbe comunque a una diminuzione del rischio di tromboembolia sintomatica profonda.