Differenze tra le versioni di "Abbazia dei Santi Salvatore e Lorenzo a Settimo"

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Fin dal [[X secolo]] è attestato nel [[Pieve di San Giuliano a Settimo|piviere di San Giuliano a Settimo]] un oratorio dedicato a San Salvatore, al quale nel [[998]] il conte Adimaro donò i diritti sulle chiese di [[chiesa di San Martino alla Palma|San Martino alla Palma]] e di [[chiesa di San Donato a Lucardo|San Donato a Lucardo]]. Tale donazione venne confermata dieci anni dopo dall'[[Ottone III di Sassonia|imperatore Ottone III]].
 
L'oratorio attirò l'attenzione dei [[conti Cadolingi]] che nel [[1004]] vi chiamarono i [[Congregazione cluniacense|benedettini cluniacensi]] affinché vi fondassero un'[[abbazia]]. La scelta dei Cadolingi non era dettata solo da fervore religioso ma si inseriva in un ampio disegno per il controllo del territorio attraverso la fondazione di castelli e monasteri per poter mantener intatto il loro patrimonio fondiario e per poterlo anche difendere; tali monasteri venivano fondati sempre nei pressi di importanti vie stradali e fluviali.
 
Nel corso dell'[[XI secolo]] il patrimonio dell'abbazia aumentò considerevolmente grazie a donazioni che portarono il cenobio ad avere influenza su territori lontani; emblematica ad esempio è la donazione di beni nel [[Mugello]] fatta dal conte Guglielmo per poter creare un feudo cadolingio tra [[Toscana]] ed [[Emilia]]. Sempre nello stesso secolo il monastero adottò la [[Congregazione Vallombrosana|riforma Vallombrosana]] sotto l'influenza dello stesso [[Giovanni Gualberto]]. Il 13 febbraio [[1068]] di fronte alla chiesa si tenne la famosa prova del fuoco fatta da [[Pietro Igneo]] per dimostrare la rettitudine dei Vallombrosani e la corruzione del vescovo [[Pietro Mezzabarba]]; tra il [[1073]] e il [[1076]] i priori vallombrosani si riunirono spesso qui.
 
Il locali dell'ex-convento sono tuttora in mano a privati e versano in gran parte in condizioni di abbandono. Presso la chiesa ha sede l'associazione ''Amici della Badia di Settimo'' che si prende cura della chiesa.
 
 
== Titolari dell'abbazia di San Lorenzo e San Salvatore a Settimo ==
 
[[XIX secolo]]:
 
* Angiolo Lastrucci ( [[1857]]- [[1870]]);
 
* Angiolo Lastrucci ( [[1857]]- [[1870]]);
* Vincenzo Pietrracaprina ( [[1870]]- [[1896]]);
* Emilio Mazzoni ( [[1897]]- [[1941]]);
 
* Emilio Mazzoni ( [[1897]]- [[1941]]);
 
[[XX secolo]]:
 
* Emilio Mazzoni ( 1897- 1941);
 
* Giovanni Chellini ( 1942- 1948);
 
........
 
* Furno Cecchi ( fino al 1º ottobre 1994);
 
* Carlo Maurizi ( dal 1º ottobre 1994)
 
 
== Descrizione ==
 
==== Esterno ====
Nella facciata a salienti sono individuabili varie fasi costruttive: gotica nel [[rosone]] e nel coronamento in cotto, rinascimentale nei portali e nel rialzamento dei fianchi, romanica nell'irregolare paramento fatto con bozze di [[calcare]], [[pietraforte]] e [[serpentino]] inquadrati da [[lesena|lesene]] che fanno intuire la divisione spaziale dell'interno. La tribuna presenta oggi una [[scarsella (architettura)|scarsella]] rinascimentale e il volume dell'absidiola semicircolare di sinistra.
 
Il [[campanile]] sorge lungo il lato settentrionale ed ha una base a pianta [[cerchio|circolare]] mentre il rialzamento prosegue [[esagono|esagonale]] con gli spigoli impostati sulle lesene sottostanti. In una lesena posta a occidente si trova una lapide [[marmo]]rea datata [[1210]], data probabilmente della costruzione del campanile. La base della torre è frutto di una ricostruzione ma vi sono poste delle [[monofora|monofore]] coronate da una ghiera fatta con pietre [[rombo (geometria)|romboidali]], databili all'[[XI secolo]].
==== Interno ====
[[File:Badia a settimo dentro.jpg|thumb|upright=1.4|Interno]]
L'interno è a tre navate di cinque campate. Alla fine del [[XIII secolo]] fu rialzato il pavimento e conseguentemente anche il tetto a [[capriata|capriate]] [[legno|lignee]] dipinte. La zona del coro, modificata nel [[XV secolo|Quattrocento]], ha forma di scarsella con pianta [[quadrato|quadrata]] e copertura [[volta a botte|a botte]]. Di particolare effetto è la trabeazione continua sui tre lati, con fregio in terracotta invetriata policroma di [[Benedetto Buglioni]] con testine di cherubini alternate a ghirlande. Dei grandi lavori [[XVI secolo|seicenteschi]] rimangono la trasformazione ([[1629]]) dell'abside sinistro in cappella di [[San Quintino]], i grandi altari laterali in pietra e l'altare maggiore ([[1639]]), mirabile esempio dell'arte del [[commesso in pietre dure]]. Fra gli interventi di epoca [[architettura barocca|barocca]] è la trasformazione (1663) della divisione fra le navate con grandi [[pilastro|pilastri]] [[rettangolo|rettangolari]].
 
Le opere d'arte più importanti presenti nella chiesa sono il ''Martirio di san Lorenzo'', tavola di [[Domenico Buti]] firmata e datata [[1574]], due medaglioni raffiguranti ''L'Angelo e l'Annunziata'' di [[Domenico Ghirlandaio]] ([[1487]]) e il ''tabernacolo'' di [[Giuliano da Maiano]].
===== Cripta =====
[[File:Sarcofago cilla gasdia.jpg|thumb|upright=1.4|Sepolcro delle contesse Cilla e Gasdia]]
La cripta oggi si raggiunge dal [[XIV secolo|trecentesco]] [[chiostro]] dei Melaranci o dalla chiesa.
 
L'ambiente sotterraneo ricalca solo parzialmente quello sovrastante: all'altezza delle absidi minori corrispondono i bracci voltati [[volta a crociera|a crociera]] mentre al centro la cripta si sviluppa in tre navate con altrettante campate poggianti su quattro colonne monolitiche; le basi delle colonne sono di tipo attico e probabilmente appartengono ad un antichissimo edificio di culto pagano, il fusto è in [[granito]] mentre i [[capitello|capitelli]] presentano una decorazione di tipo arcaico. Tutto l'ambiente deve essere stato realizzato nella prima metà dell'[[XI secolo]].
 
===== Busti reliquiario =====
L'abbazia possiede due busti reliquiario databili tra il [[1345]] e il [[1350]]. Il più antico è renano, il secondo è toscano, di maestranza [[siena|senese]], ma sono molto simili come tipologia.
 
Il primo è ligneo, impreziosito con [[Foglia oro|foglie d'oro]] e [[Gemma (mineralogia)|gemme]] semi preziose e pseudo preziose. Il secondo, in [[cartapesta]] e [[cuoio]], materiali malleabili sul modello del tedesco, creato forse come pendant. Entrambi sono cavi all'interno per alleggerire la scultura, hanno la [[cranio|calotta cranica]] sollevabile mediante cerniere dipinta a monocromo per la deposizione delle reliquie.
 
Fanno parte del culto di [[Sant'Orsola]] e le 11.000 vergini, culto che ebbe origine a [[Colonia (Germania)|Colonia]] nel [[IX secolo]]. Sono stati esposti in due mostre, nel [[1933]] e nel [[1956]], quando sono stati erroneamente attribuiti al [[XV secolo]].
 
== Collegamenti esterni ==
* [{{cita web|http://web.rete.toscana.it/Fede/index.htm |I Luoghi della Fede a cura della Regione Toscana]}}
* [{{cita web|http://www.badiadisettimo.it/index.html |Sito ufficiale]}}
* [{{cita web|http://www.badiadisettimo.it/associazione/associazione.asp |Associazione Amici di Badia a Settimo]}}
 
{{Chiese toscane}}
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