Differenze tra le versioni di "Cerami"

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== Storia ==
Le origini del borgo sono antiche, e con ogni probabilità risalgono ai greci. I reperti archeologici venuti alla luce nei saggi di scavi effettuati in via Roma nel [[1971]] fanno collocare le origini di Cerami tra il IV ed il V secolo a.C. La carenza di fonti impedisce la ricostruzione della storia delle origini di Cerami.
 
Per avere notizie più affidabili, ma non sempre complete, dobbiamo arrivare ai [[Normanni]]. Ed è dei normanni l'impronta più duratura, con riflessi giunti fino ai nostri giorni. Una via del paese porta il nome di [[Serlone]], e, una tradizione locale vuole che essa sia stata percorsa dall'eroe nel giorno della sua tragica fine<ref>[[Serlone II d'Altavilla]], nipote di Ruggero, morto in seguito ad un agguato combattendo sulla "pietra di Serlone". A p.209 de "I normanni nel Sud 1016-1130" di John Julius Norwich, edizioni Mursia.</ref>.
 
=== La processione dell'alloro e i santi protettori ===
La '''''processione dell'[[alloro]]'',''' detta ''a 'ntrata u lauru'', ricorda il trionfale ingresso dei normanni a Cerami. E ancora la tradizione popolare attribuisce a questo popolo il nome di alcune contrade, come quelle di ''Ruggero'', ''Mille'' e ''Evangelico''. Soprattutto nel culto religioso, nella particolare devozione ad alcuni santi, i normanni lasciarono l'impronta più duratura, specie per l'opera che condussero in seguito alla ben nota Battaglia di Cerami. Non esistono documentazioni di chiese di Cerami, prima di quelle fatte costruire da [[Ruggero I|Ruggero d'Altavilla]] e dai suoi immediati successori. Le prime infatti pare siano quelle di [[San Giorgio]] e [[San Michele]], due santi che secondo la leggenda intervennero nella battaglia combattuta dai Normanni contro i [[Saraceni]] nel [[1063]] nei pressi di Cerami, favorendo la vittoria dei cristiani.
 
La chiesa di San Giorgio non esiste più, quella di San Michele, soggetta a trasformazioni nel tempo, è in gran parte crollata. Varie sono le interpretazioni circa la leggenda dell'apparizione di San Giorgio, leggenda che venne cantata da [[Giuseppe Fedele Vitale]], [[Lionardo Vigo Calanna|Lionardo Vigo]] e [[Tommaso Balli]]. Secondo la leggenda locale intervenne pure alla battaglia [[San Michele Arcangelo]], verso cui la devozione è ancora viva. Tangibile fu altresì a Cerami l'impronta del nucleo "lombardo". Questo paese, sebbene non figuri tra gli ''oppida lombardorum'', tuttavia, dà testimonianza che ebbe la presenza di latini e [[Lombardi di Sicilia|lombardi]].
 
=== Greci e Latini ===
Gli abitanti di Cerami son prevalentemente greci, ma anche la presenza di latino-lombardi è dimostrata da un diploma del 1170. La presenza dei due gruppi, il latino e il greco, viene confermata dalla struttura del paese, dai nomi dei quartieri e delle chiese. Infatti la descrizione del ''castrum'' e del ''borgo'', del ''nucleo dei latini'' e della ''borghesia rimasta prevalentemente greca'', fatta dal [[Giovan Battista Nicolosi|Nicolosi]] e dal [[Illuminato Peri|Peri]], si addice perfettamente a Cerami, dove è chiaro, meglio ancora lo era nel passato, il limite tra il ''castrum'' e il ''borgo''. Alla presenza della popolazione di origine greca si debbono, in questa zona del paese, due chiese non più esistenti, quella di [[Santa Lucia]] e quella di Santa Maria dell'idra, e, fuori dall'abitato di una edicola dedicata a San Marco.
 
=== I Vespri siciliani, la famiglia Rosso e la famiglia Girolamo ===
Cerami partecipò alla rivoluzione dei [[Vespri siciliani]] intervenendo all'assedio contro [[Sperlinga]]. In seguito si dichiarò contro i feudatari legati ai reali di Angiò, durante la guerra civile tra i [[Fazione dei Latini|baroni latini]] e i [[Fazione dei Catalani|baroni catalani]] (1337-1354). Fu per diversi secoli dominio feudale dei [[Rosso (famiglia)|Rosso]], che la dominarono tra alterne vicende e accanite lotte con gli [[Spatafora]] e [[Palizzi]].
 
Sotto Girolamo e sua moglie Caterina, Cerami godette di un periodo di maggiore splendore nel campo delle opere pubbliche e dell'attività artistica. È intorno a questi anni che si costruisce la chiesa di Sant'Ambrogio, oggi chiesa madre. Nel 1516, Vincenzo Girolamo, figlio di Girolamo e di Caterina, ricevette l'investitura di Cerami e di Militello. [[Rosso (famiglia)|Francesco Rosso]], nel 1663, da [[Filippo IV di Spagna|Filippo IV]] ottenne il privilegio del titolo di principe di Cerami e la carica di Gran Gonfaloniere. Il paese intanto si sviluppa. Cresce il numero degli abitanti; si costruiscono altre chiese. L'antico ''castrum'' comincia ad estendersi e a collegarsi con il borgo ''Scino''. Da [[Nicosia (Italia)|Nicosia]], da [[Capizzi]], da [[Mistretta]], si fanno venire bravi maestri per eseguire delle opere.
 
=== L'Ottocento e l'era moderna ===
 
== Collegamenti esterni ==
*[{{cita web|http://www.reginamundi.info/icone/lavina.asp |L'icona della Madonna della Lavina]}}
 
{{Comuni del Parco dei Nebrodi}}
2 605 432

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