Differenze tra le versioni di "Editoria accademica"

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L<nowiki>'</nowiki>'''editoria accademica''' riguarda il settore delle case editrici strettamente legate al mercato universitario e quindi alla pubblicazione di testi di interesse accademico. Si distinguono due tipologie di case editrici accademiche : le imprese commerciali che hanno come scopo primario il profitto , attraverso la pubblicazione dei lavori scientifici e le [[University Press]], enti non-profit, che nascono all'interno di un ateneo, con il solo obiettivo di promuovere e diffondere la conoscenza e quindi i risultati delle [[ricerche scientifiche]] dell'istituzione di cui fanno parte e da cui ricevono i finanziamenti.<ref> {{cita libro|coautori=Mauro Guerrini||Roberto Ventura|titolo=Problemi dell’editoria universitaria oggi. Il ruolo delle university press e il movimento a favore dell’open access, in : "Dalla pecia all’e-book. Libri per l’università: stampa, editoria, circolazione e lettura. Atti del convegno internazionale di studi"|anno=2009|editore=CLUEB|città=Bologna|ISBN= ISBN 978-88-491-3252-6.}}</ref>
 
La maggior parte dei lavori vengono pubblicati su [[rivista accademica|riviste scientifiche]], [[libri]] o sotto forma di [[tesi]], e sono soggetti al meccanismo della [[revisione paritaria]] (o ''peer-review''), al fine di garantirne un livello scientifico adeguato. La qualità e la selettività della revisione variano molto a seconda della rivista, dell'editore e del campo di riferimento.
 
Per molto tempo, l'attività editoriale scientifica rimase per lo più sotto la gestione delle società di studiosi e ricercatori.
Fino al periodo della II guerra mondiale , infatti, gli editori commerciali rimasero un gruppo frammentato e marginale nell'ambito delle attività che ruotano intorno alle riviste scientifiche. In seguito all'esplosione delle università , avvenuta dopo la guerra, il numero delle biblioteche crebbe in misura esponenziale.
 
In quel periodo , soprattutto negli Stati Uniti, in Europa ed in Giappone , vi fu una grande espansione dell'attività di ricerca nelle università. Di pari passo aumentò notevolmente la richiesta di pubblicare e diffondere le pubblicazioni allargando sempre di più i circuiti della diffusione.
{{vedi anche|Crisi dei prezzi dei periodici accademici}}
=== Origini e cause della crisi ===
La crisi cominciò a venire in superficie nei primi anni Settanta, quando gli interessi dell'industria editoriale presero a bersaglio le [[riviste scientifiche]] . I prezzi dei periodici iniziarono a salire rapidamente sino a raggiungere costi insostenibili per le biblioteche, che rappresentano il principale target di riferimento per l’editoria accademica.
 
Alla fine degli anni Ottanta, il nuovo sistema editoriale era stabilmente radicato; le sue conseguenze finanziarie erano divenute così dannose da provocare alcune serie manifestazioni di malcontento da parte dei bibliotecari, che videro da quegli anni sino ai giorni nostri una forte diminuzione del loro [[potere d'acquisto]]. Quello che succedeva, e che succede tuttora, è che l'università prima paga i ricercatori del proprio ateneo, costretti a pubblicare per garantire l'avanzamento della propria carriera accademica (publish or perish), poi affronta costi sempre più elevati per pubblicare presso editori commerciali i risultati di quelle ricerche, e infine paga nuovamente gli editori che rivendono le pubblicazioni alle biblioteche e ai dipartimenti delle stesse università che le hanno prodotte.
La diminuzione, relativa ma anche assoluta, del potere di acquisto da parte del principale acquirente, pone quindi il settore dell’editoria accademica in un momento di particolare complessità , caratterizzato da un rapido mutamento delle politiche editoriali, quello della pubblicazione esclusiva di opere prestigiose, che garantiscano cioè un mercato sicuro, onde evitare di lavorare in perdita<ref> {{cita libro|nome=Mauro|cognome=Guerrini|titolo=La biblioteca spiegata agli studenti universitari|anno=2012|editore=Editrice Bibliografica|città=Milano|ISBN=9788870757231.}}</ref>
 
=== Strategie ===
 
Il nuovo spirito combattivo dei bibliotecari è evidente nell'iniziativa dello [[Scholarly Publishing and Academic Resources Coalition]], (SPARC) ,
un'alleanza internazionale di biblioteche accademiche e di ricerca sostenute dall' [[Association of Research Libraries]],(ARL), con la finalità di creare un partenariato con editori e sviluppare in tal modo alternative economiche agli esistenti periodici in formato cartaceo.
 
Sfruttando le potenzialità offerte dalla rete, nasce all'interno del mondo accademico, il movimento [[Open Access]] con lo scopo di riguadagnare possesso della comunicazione scientifica , promuovendo il libero accesso ai risultati della ricerca senza barriere ed eccessivi vincoli.
 
La procedura di una pubblicazione accademica, che inizia quando un autore sottopone il proprio "manoscritto" ad un editore, è caratterizzato da due fasi distinte : il referaggio ([[peer review]]) e la produzione .
Il processo di revisione paritaria nelle riviste scientifiche è organizzato in genere dal redattore, che nomina degli esperti di “pari grado” per la valutazione critica dell'articolo. La revisione paritaria viene fatta solitamente on-line , attraverso l'uso di pacchetti software commerciali, [[open source]] e [[software libero]]. Il lavoro può subire uno o più cicli di revisione , al termine dei quali l'autore dell'articolo è tenuto a modificare la propria presentazione in linea con le osservazioni dei revisori , fino a quando il contenuto , corredato da eventuali immagini o figure associate, viene accettato per la pubblicazione .
 
Il processo di produzione, viene gestito dall'editore attraverso la [[cura editoriale]] accademica , che mira a garantire la coerenza , la leggibilità e la conformità dell'articolo allo stile della rivista ; l'[[ impaginazione]], la stampa e infine la pubblicazione. Si tratta di un lavoro complesso che implica una certa negoziazione con l'autore , onde evitare di contaminare il suo stile e i suoi obiettivi.
 
==Note==
 
== Collegamenti esterni ==
* [{{cita web|http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/fondi-sono-pubblici-risultati-degli-studi-potrebbero-diventare-privati/ |I fondi sono pubblici, ma i risultati degli studi potrebbero diventare privati]}}
* [{{cita web|http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/comunita-scientifica-ribella-contro-strapotere-delle-case-editrici/ |La comunità scientifica si ribella contro lo strapotere delle case editrici]}}
 
{{Portale|editoria|letteratura|scienza e tecnica|università}}
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