Differenze tra le versioni di "Emidio Mucci"

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Suo padre, romano di seconda generazione (i Mucci provenivano da Montolmo, oggi [[Corridonia]]), era sindaco del Pio Istituto di San Girolamo della Carità, membro della Commissione del Pubblico Patrocinio, nonché consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Roma e successivamente del Collegio degli Avvocati del Sacro Concistoro. Al pari del fratello Renato (segretario particolare del governatore di Roma [[Francesco Boncompagni Ludovis]]), Emidio seguì le orme paterne laureandosi in [[legge]] e abilitandosi alla professione di [[avvocato]].
 
La sua grande passione, però, fu il teatro lirico. La [[musica]] era nella tradizione familiare con radici a Montolmo, dove fu attivo un teatro fin dai primi anni del [[XVII secolo]], nonostante si trattasse, allora, di un comune di circa cinquemila abitanti. Il teatro di Montolmo è dedicato oggi a [[Giovanni Battista Velluti]], famoso [[castrato]].
 
Come letterato Emidio Mucci rivela spiccate influenze [[Gabriele D'Annunzio|dannunziane]]. Compose molti libretti teatrali per musicisti del suo tempo: ''Cirillino'' ([[1924]]), per [[Gaetano Zuccoli]]; ''Canti della terra d'Abruzzo'', di [[Ettore Montanaro]], di cui diede una versione ritmica (1924-27); ''Stornelli delle stagioni'' ([[1930]]), per la musica di [[Bonaventura Somma]]; ''Algerina'', [[intermezzo]] canzone, per Gaetano Zuccoli, [[1930]]; ''Volti la lanterna - scene della Roma sparita'', commedia, per la musica di [[Ezio Carabella]] ([[1933]]); ''Un po' d'amore'', canzone dal film T’amerò sempre, per [[Ezio Carabella]], 1933; Vol Plane, bizzarria o fantasia orientale, in tre atti, per la musica di Gaetano Zuccoli; Inno a [[Benito Mussolini]], per la musica di [[Giacinto Sallustio]] (1935), strumentato per grande banda da [[Luigi Cirenei]], come pure da Illuminato Culotta; Altair (1937), per [[Ennio Porrino]], azione coreografica in tre quadri; La linea del cuore (1938), operetta per la musica di Ezio Carabella, riduzione di Riccardo Massucci; Antigone (1941), tragedia lirica in tre atti per la musica di Lino Liviabella; Urashima-Tarò (1939), commedia; Le veglie di Siena, di Horatio Vecchi (revisione di Emidio Mucci) 1940; Sorella Chiara, cantata per [[soprano]], [[baritono]], voce recitante, [[coro (musica)|coro]] e orchestra, per la musica di Lino Liviabella, 1943; Caterina da Siena, cantata drammatica per soprano (cantante e recitante), coro e orchestra, per la musica di Lino Liviabella, 1947; Salammbò (1948), per la musica di Franco Casavolo (1891-1955); [[Il bacio (Zandonai)|Il bacio]], per [[Riccardo Zandonai]]; Liliadeh (1950) per Maurizio Quintieri; Giovanna D’Arco al Rogo, di [[Paul Claudel]], per la musica di [[Arthur Honegger]], (Milano 1946); O Crux, ave!, cantata per soprano, tenore, coro e orchestra, per la musica di Lino Liviabella, 1950; Romulus, leggenda in tre atti, per la musica di Salvatore Allegra (1952); La Conchiglia, novella drammatica in due atti per la musica di Lino Liviabella, 1952; Le sette parole di Gesù sulla Croce, per tenore e voce recitante, per la musica di Lino Liviabella,; Himnu cristiani in diem, di Aurelio Prudentio Clemente, per la musica di [[Ottavio Ziino]], 1959; Il cicalamento delle donne al bucato, di Alessandro Striggio, commedia in cinque parti, revisione di Emidio Mucci, per [[Bonaventura Somma]]; I fidi amanti, favola pastorale, di Gasparri Torelli, (revisione di Emidio Mucci, 1967). Intensa soprattutto la sua collaborazione con [[Licinio Refice]], per il quale scrisse: Cecilia (1922), Trittico francescano (1925), Ombra di nube e altre liriche, La Samaritana (1935), Margherita da Cortona (1936), L’Oracolo (1944), Lilium Crucis (1949), Il Mago (1952). Adattò anche con testo italiano alcuni episodi evangelici come Emmaus, la Vedova di Naim. Intensa fu anche l’attività editoriale del Mucci nel campo della musicologia. Propositi d’arte del maestro Refice, su “Mon. Mus.”, a. II (1928), n. 12 del 5.1.1928; – Margherita da Cortona, su “Radiocorriere”, aprile 1950; Vita d’arte di Licinio Refice, su “La Porziuncola” nn. 12-13, ott.- nov. 1954, pp. 158–160; Licinio Refice, [opuscolo], Tipografia della Porziuncola, Perugia 11 settembre 1955; In collaborazione con Teodoro Onori, Le composizioni di Licinio Refice, [volume], [Assisi 1966]. Scrisse anche su Bonaventura Somma (1968), Lino Liviabella, Macerata 1974 e altro ancora.
 
== Collegamenti esterni ==
*[{{cita web|http://www.liciniorefice.it/ |Sito ufficiale Licinio Refice]}}
 
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