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Ad un tratto accadde l'imprevisto: due reparti di cavalleria leggera romana schierati sull'ala destra e composti da arcieri a cavallo, giunti a tiro dei barbari, attaccarono di propria iniziativa: il gesto diede inizio alla battaglia. I Romani erano disposti con la [[fanteria]] al centro e la [[cavalleria]] sulle ali, mentre la fanteria gota era schierata poco distante dal cerchio di carri. L'attacco della cavalleria romana indusse però a intervenire le squadre di cavalleggeri goti e alani. Gli arcieri a cavallo romani furono sopraffatti e fu necessario l'intervento dei ''catafratti'' (cavalieri corazzati). I Romani comunque avanzarono fino ad arrivare addosso ai fanti, ma si resero conto che non erano stati seguiti dal resto della cavalleria: i reparti di Valente, in inferiorità numerica, furono massacrati.
 
I due schieramenti intanto continuavano a scontrarsi; fu la cavalleria gota a rompere gli equilibri e a colpire il fianco sinistro romano che era rimasto scoperto. I fanti romani, schierati in ordine compatto e con scarso margine di manovra, non potevano reggere prolungatamente l'urto e alla fine lola schieramentoloro formazione, dopo una strenua resistenza iniziale, si sfaldò e si dette alla fuga. Valente rimase fino al calar delle tenebre a comandare le ultime legioni rimaste compatte (quella dei ''Lanciarii'' e quella dei ''Mattiarii''); ma alla fine lo stesso imperatore rimase ucciso e i resti delle forze romane si dettero alla macchia.
 
Non si è mai saputo di preciso in che modo l'imperatore morì: forse fu colpito da una freccia o forse, come si raccontò dopo la battaglia, bruciò vivo nell'incendio di una fattoria nella quale, ferito, si era riparato nottetempo e a cui i Goti avevano dato fuoco; con lui caddero anche due ''[[comes|comites]]'' ([[Sebastiano (generale romano)|Sebastiano]] e [[Traiano (magister peditum)|Traiano]]), tre ''[[duce (storia romana)|duces]]'', trentacinque tribuni e circa 30.000 soldati persero la vita. In seguito alla vittoria i barbari dilagarono nei territori intorno alla città compiendo ogni genere di razzie e massacrando le popolazioni romane.