Musée Marmottan Monet: differenze tra le versioni

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== Storia ==
L'edificio era in origine il padiglione di caccia del terzo duca di [[Valmy]], [[François Christophe Edmond Kellermann]], figlio di un generale napoleonico. Jules Marmottan, storico e collezionista d'arte, acquistò l'edificio che lasciò in eredità al figlio Paul ((1856-1932). Quest'ultimo, appassionato dell'arte del [[Primo Impero francese|Primo Impero]] e della [[Restaurazione]], raccolse una grande quantità di stampe, quadri, disegni, libri, sculture e mobili trasformando il padiglione in una sontuosa dimora cittadina.
 
Alla sua morte, dispose che l'edificio e le collezioni fossero lasciate all'[[Académie des beaux-arts]] affinché venisse aperto un museo a suo nome. Il museo venne aperto al pubblico il 21 giugno 1934 e, nel corso degli anni, si arricchì delle donazioni di numerosi collezionisti, prima fra le quali quella di M.me Victorine de Monchy. Suo padre, il dottor Georges de Bellio, aveva collezionato opere di numerosi artisti che erano soliti sdebitarsi con i loro dipinti per le cure che prestava loro.
 
Alla morte di Michel Monet, secondogenito di [[Claude Monet]], nel 1966 il museo accolse la più grande collezione di opere di Claude Monet al mondo. Attraverso questa donazione e quella successiva della figlia del pittore [[Henri Duhem]] (1985), il museo cominciò ad ospitare non solo oggetti d'arte del Primo Impero, ma anche opere di pittori come [[Eugène Boudin]], [[Gustave Caillebotte]], [[Paul Gauguin]], [[Édouard Manet]], [[Pierre-Auguste Renoir]], [[Camille Pissarro]], [[Alfred Sisley]]. Nel 1996 entrò a far parte del patrimonio del museo un'altra importante raccolta, comprendente opere di [[Berthe Morisot]], [[Edgar Degas]] e [[Henri Rouart]].
 
== Collegamenti esterni ==
* {{lingue|en|fr}}cita [web|http://www.marmottan.com |Musée Marmottan Monet – sito ufficiale]|lingua=en fr}}
 
{{Controllo di autorità}}
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