Maometto: differenze tra le versioni

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=== La conquista dell'Arabia e la morte ===
[[File:Siyer-i Nebi 414a.jpg|thumb|''La morte di Maometto''. Miniatura presente nel manoscritto ottomano del ''Siyar-i Nebi'', datato 1595, conservato nel [[Topkapi|Topkapı]] Sarayı Müzesi di [[Istanbul]] (Hazine 1222, folio 414a)]]
Nel [[630]] Maometto era ormai abbastanza forte per marciare su Mecca e conquistarla. Tornò peraltro a vivere a Medina e da qui ampliò la sua azione politica e religiosa a tutto il resto del [[Hijaz]] e, dopo la sua vittoria nel [[630]] a [[Battaglia di Hunayn|Ḥunayn]] contro l'alleanza che s'imperniava sulla tribù dei [[Banu Hawazin|Banū Hawāzin]], con una serie di operazioni militari nel cosiddetto [[Wadi al-qura]], a 150 chilometri a settentrione di Medina, conquistò o semplicemente assoggettò vari centri abitati (spesso oasi), come Khaybar, [[Tabuk (città)|Tabūk]] e Fadak, il cui controllo aveva indubbie valenze economiche e strategiche.
 
Due anni dopo Maometto morì a Medina, dopo aver compiuto il Pellegrinaggio detto anche il "[[Pellegrinaggio dell'Addio]]", senza indicare esplicitamente chi dovesse succedergli alla guida politica della ''Umma''. Lasciava nove vedove - tra cui [[Aisha|ʿĀʾisha bt. Abī Bakr]] - e una sola figlia vivente, [[Fatima bint Muhammad|Fāṭima]], andata sposa al cugino del profeta, [[Ali ibn Abi Tàlib|ʿAlī b. Abī Ṭālib]], madre dei suoi nipoti [[al-Hasan ibn Ali|al-Ḥasan b. ʿAlī]] e [[al-Husayn ibn Ali|al-Ḥusayn b. ʿAlī]]. Fatima, piegata dal dolore della perdita del padre e logorata da una vita di sofferenze e fatiche, morì sei mesi più tardi, diventando in breve una delle figure più rappresentative e venerate della religione islamica.
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