Apri il menu principale

Modifiche

m
Bot: fix citazione web (v. discussione)
[[1943]], [[seconda guerra mondiale]], [[Oceano Atlantico]]: scontri navali fra tedeschi e statunitensi.
 
Dalle acque gorgoglianti dell'oceano emerge la cima inclinata della ciminiera di un transatlantico americano che sta affondando, colpito da un sommergibile tedesco: tutt'attorno sulle onde galleggiano relitti sparsi, la cassetta del pronto soccorso, pagine di giornali, banconote, carte da gioco, un morto. Su una scialuppa di salvataggio un'elegante giornalista impellicciata, Connie Porter, ha trovato scampo con la sua valigia e la macchina da scrivere e, malgrado la drammaticità della situazione, scatta fotografie e pensa al suo prossimo reportage. Un altro sopravvissuto sale a bordo: è John Kovac, un giovane ingegnere addetto alla sala macchine, di simpatie comuniste. Inizia subito uno scontro di caratteri e d'idee, una serie di battibecchi: i due si piacciono e si detestano nello stesso tempo.
 
Altri naufraghi man mano sono imbarcati sulla scialuppa: una donna con bambino salvata da Joe, cameriere di colore; Sergio Rittenhouse, un industriale molto ricco, incallito giocatore di poker; Gus Smith, un marinaio ferito ad una gamba; Stanley Garrett, operatore radio e l’infermiera Alice Mac Kenzie.
Prevale la decisione di tenerlo a bordo. Manca qualcuno in grado di navigare con competenza verso le isole [[Bermude]] dove si trova la base americana. Il tedesco dichiara di essere capitano esperto nella navigazione e, pur con il parere contrario di Kovac, prende il comando dell'imbarcazione e la scelta della rotta da seguire.
 
La vita a bordo della scialuppa è molto difficile: la madre comprende che il suo bambino è morto e impazzita dal dolore si suicida; al marinaio Gus va in [[gangrena]] la gamba ferita e il tedesco, medico chirurgo nella vita civile, con l'aiuto dell'infermiera procede all'amputazione; una tempesta sconquassa la barca e distrugge le provviste di cibo e d'acqua. Fra i naufraghi serpeggia tensione e nervosismo, ciascuno mette a nudo il proprio carattere, le proprie convinzioni, l'appartenenza sociale, storie e legami della precedente esistenza. Ognuno fa i conti con le proprie qualità e difetti, con il coraggio e con la paura, con la fame e con la sete. Giocano d'azzardo con le pagine del taccuino della giornalista trasformati in carte da gioco, litigano, si scontrano, qualcuno s'innamora.
 
Spicca in particolare il personaggio della giornalista Connie che appare così sofisticata all'inizio del film e nell'evolvere delle situazioni si dimostra schietta, generosa ed umana: presta la sua calda e morbida pelliccia alla madre disperata che la porterà con sé in fondo al mare, accetta la perdita della sua macchina fotografica e della macchina da scrivere, ha parole di conforto per Gus, infine offre il suo prezioso bracciale di diamanti, portafortuna dal quale aveva giurato di non separarsi mai, come esca al fine di catturare un pesce per il gruppo stremato.
 
L'elemento di contrasto più serio continua ad essere il rapporto con il tedesco. Quando si scopre che non è un orologio quello che spesso consulta ma una bussola nascosta ai compagni, che la rotta da lui seguita porta ad una nave nazista, che è il solo testimone della scomparsa in mare del povero Gus, che comprende e parla perfettamente l'inglese, che beve acqua mentre gli altri ardono di sete, il gruppo esasperato ed unanime esegue la sua condanna a morte.
 
Dopo ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]'' Hitchcock diede il suo terzo contributo, gli altri due erano stati ''[[Il prigioniero di Amsterdam]]'' del 1940 e ''[[Sabotatori]]'' del 1942, alla propaganda contro il nazismo. Il regista era legato dal contratto al produttore [[David O. Selznick]] il quale lo aveva ceduto alla [[Twentieth Century-Fox]] per due film, il primo dei quali sarebbe stato ''Prigionieri dell'oceano''. L'incarico di produrre il film fu dato a Kenneth Macgowan.
Il film fu girato tutto in studio: un canotto galleggiava in una enorme vasca e cielo e mare erano ottenuti con i trasparenti. Le riprese si completarono entro l'autunno del 1943. La prima a Londra si ebbe il 28 gennaio 1944.
 
==Soggetto==
 
==Il capitano tedesco==
Siamo nel [[1943]] ed ogni tedesco è un nemico, così il capitano del [[sottomarino]] tedesco che con un [[siluro]] ha affondato una nave di passeggeri americani, viene preso dai 7 superstiti sulla loro [[scialuppa]] di salvataggio. Egli è accolto, seppur a malincuore dal gruppo: dapprima sembra aiutare i naufraghi, ma poi li tradirà.
 
Il regista attraverso questo film lancia un semplice, ma efficace, messaggio: i nemici (e si riferisce ai tedeschi della [[seconda guerra mondiale]]), sono preparati, determinati e forti, l'unica maniera per sconfiggerli è che le forze democratiche dell'intero pianeta si alleino.
La lotta per la sopravvivenza riduce gli esseri umani all'essenzialità e alla loro identità più profonda.
 
La condizione di privazione coinvolge tutti i personaggi sulla scialuppa: la madre perde il figlio, Gus perde la gamba, tutti perdono l'orientamento e la rotta, perdute sono le provviste dopo la tempesta.
 
«Il senso della deriva conferisce al film uno strano tessuto allucinatorio, la sensazione di fluttuare in un incubo senza fine, senza riparo sicuro».<ref>Donald Spoto, ''op.cit.', p. 343.'</ref>
== Collegamenti esterni ==
* {{Imdb}}
* [{{cita web|url=http://www.cinefile.biz/?p=13890 |titolo=CineFile: recensione del film]}}
 
{{Film di Alfred Hitchcock}}
2 584 492

contributi