Differenze tra le versioni di "Sanpei Shirato"

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Il suo vero nome è Noboru Okamoto, e nacque a Tokyo il 15 febbraio 1932. Figlio del pittore [[Otamoko Toki]], Shirato inizia la carriera artistica molto presto, appena terminata l'istruzione media. La sua prima attività è quella di disegnatore neil [[kamishibai]], una specie di teatrino di strada che prevedeva la realizzazioni di disegni su fogli di carta spessi che accompagnavano il racconto orale della vicenda narrata. Si trattava di una forma di intrattenimento piuttosto diffusa, prima dell'avvento della televisione: a quel punto, Shirato decise di cambiare rotta e di intraprendere la professione di [[mangaka]].
 
Avverso all'omologazione che il mercato tradizionale imponeva ai lavori in commercio, così come alla necessità di attenuare la portata comunicativa delle sue storie nell'ottica di una censura necessaria ad una maggior vendita, Shirato rifiuta a lungo di commercializzare i propri lavori attraverso le grandi case editrici, ripiegando sul sistema del ''kashihon'', qualcosa di simile ad un prestito bibliotecario che si poteva ottenere previa modicissima spesa. Quasi tutte le sue opere, ''in primis'' e soprattutto quelle più famose (''Ninja Bugeicho'', ''Kamui Den'', ''Kamui Gaiden'') si diffondono inizialmente tramite questo sistema: non raggiungono mai un pubblico estesissimo, quindi, ma un pubblico fedelissimo e affezionato sì.
 
Fin dai suoi primi lavori, Sampei Shirato esplora in modo realistico l'universo dei ninja,specialmente nel [[Giappone#Era medievale|Giappone medioevale]]: non per niente il suo primo successo (pubblicato tra 1959 e 1962), si intitola ''Ninja bukeiko Kagemaru Den'' ovvero, tradotto alla buona, "L'apprendistato di un ninja, la leggenda di Kagemaru". Quest'opera, inedita in [[Italia]] fino al febbraio [[2012]], diviene un grande successo anche e soprattutto per i suoi contenuti ideologici: è infatti una delle letture più diffuse all'interno dei movimenti studenteschi che, tra gli anni sessanta e settanta, scuotono la coscienza civile del Giappone. Questo modo di raccontare pregno di significati e dotato di una lettura ben precisa - seppur mascherata - delle vicende contemporanee è uno dei marchi di fabbrica della poetica di Shirato, e lo ritroviamo praticamente ovunque nella sua restante produzione (per lo più improntata su lavori di genere analogo, ma non solo), e avvicina l'autore al genere di cui è divenuto maestro indiscusso, il ''[[gekiga]]''.
Tra le opere ambientate nel mondo dei [[ninja]], ricordiamo tra le più importanti ''Ninja Bugeicho'', ''Kaze no Ishimaru'', ''Sasuke'', ''Watari'' e soprattutto il capolavoro del maestro, la lunga saga di Kamui.
 
''Ninja Bugeicho'' racconta le vicende dei contadini che si oppongono allo sfruttamento e alle trame dei vari daimyo locali in quel periodo tormentato e turbolento che è passato alla storia come [[epoca Sengoku]]. A guidare la loro resistenza è il [[ninja]] Kagemaru, capo del clan di Kage. L'apporto ideologico che impregna la narrazione è evidente, così come è evidente - e in qualche modo unica, considerando il resto della produzione che seguirà - la visione ottimistica del futuro: sebbene i toni dell'opera siano spesso cupi e brutali, il suo epilogo - per quanto triste - si apre alla speranza di un domani migliore che è possibile realizzare attraverso la lotta comune.
 
Del tutto assente questo barlume di speranza, invece, è nella saga più che decennale dedicata a Kamui: la storia del ragazzo che, per sfuggire alla discriminazione sociale, cerca rivalsa diventando [[ninja]] e poi, avendo compreso la reale natura sanguinaria e opprimente di quella vita, fugge dal clan attirandosi una vendetta implacabile, è suddivisa in due grossi blocchi, ognuno dei quali dedicato ad un segmento della sua vita. ''Kamui Den'' racconta ciò che accade dall'infanzia di Kamui fino alla sua decisione di ribellarsi; ''Kamui Gaiden'', invece, descrive le peripezie della sua continua fuga. Ma non v'è ideologia positiva tra le sue pagine, solo un amarissimo ripiegamento, un rifiuto nei confronti di una società gretta, meschina e prevaricatrice, accompagnato dallo straziante bisogno di provare fiducia nel prossimo che però viene costantemente tradito. Kamui, diversamente da Kagemaru, non incarna un ideale di lotta positivo che si impegna a combattere il male; Kamui è semplicemente consapevole della mancanza di vie d'uscite, e tuttavia non riesce a liberarsi dalla speranza di trovare pace da qualche parte, un giorno, benché tale speranza si configuri di fatto come un'ottusa illusione, come una chimera manovrata dal più bestiale istinto di sopravvivenza.
 
Di meno si può dire sulle altre serie menzionate. ''Kaze no Ishimaru'' ebbe notevolissimo successo in Giappone, ma a dispetto di questo le informazioni in merito sono scarsissime: a grandi linee, la trama riguarda Ishimaru, un ninja incaricato di difendere una preziosa sfera dalle mani degli uomini di [[Tokugawa Ieyasu|Tokugawa]], decisi a tutto pur di rubarla perché chiave di un pericoloso segreto. ''Watari'' invece descrive una guerra tra clan di [[ninja]], fomentata da un crudele daimyo contro il quale il ragazzino protagonista e suo nonno combatteranno. Quanto a ''Sasuke'', abbiamo di nuovo un protagonista molto giovane che, assieme al padre Ozaru, è costretto a sfuggire alla persecuzione del suo clan da parte dei [[ninja]] al soldo di [[Tokugawa Ieyasu|Tokugawa]]. L'accuratezza storica (come sempre, nelle opere di Shirato) è precisissima, e ricorrono molte figure realmente esistite, anche se comunque il manga si regge più che altro sugli sforzi di Sasuke di crescere come [[ninja]] e come uomo. <br />
Tutte queste opere hanno avuto un successo sufficiente a garantire loro una versione animata o cinematografica che le immortalasse. A Kagemaru e ai suoi ninja venne dedicato un film diretto nel 1967 da Nagisa Oshima; ''Kaze no Ishizaru'' divenne una serie animata (sebbene fortemente rimaneggiata nei contenuti) dal titolo ''Shonen ninja kaze no Fujimaru'' (1964). Anche Sasuke e Kamui vennero animati, rispettivamente nel 1968 e nel 1969, e furono le uniche due serie che giunsero anche in Italia (i titoli delle versioni doppiate sono ''[[Sasuke - Il piccolo ninja|Sasuke il piccolo ninja]]'' e ''[[L'invincibile Ninja Kamui]]''). ''Watari'' invece venne trasformato in un film prodotto dalla Disney e diffuso anche in Italia, col titolo ''Watari, ragazzo prodigio''.
 
 
== Bibliografia ==
* [{{cita web|http://lancollective.altervista.org/shirato/index.htm |Sampei Shirato Unofficial Italian Fansite]}}
* [http://users.skynet.be/mangaguide/au1764.html Shirato Sanpei], da PRISM: The Ultimate Manga Guide
 
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